25/07/2012

Uomini 2.0, quale futuro per il maschio e la donna del terzo millennio.

Il ruolo sociale dell’uomo e della donna dei nostri giorni è cambiato lasciando che si perdesse la propria identità storica, culturale e sociale. Una identità influenzata dalla cultura cattolica. L’evoluzione è sempre positiva in quanto naturale e frutto dell’ adattabilità ai tempi moderni ma sembra che ciò abbia prodotto dei conflitti di identità nella propria e nell’altrui personalità. Si sente sempre più spesso le donne giovani dire: “gli uomini di una volta non ci sono più”. Ascolto e mi chiedo ma come erano gli uomini di una volta? E gli uomini giovani dire: “le donne di una volta non ci sono più”. Ascolto e mi chiedo ma come erano le donne di una volta? Poi ascolto donne anziane o che sono uscite, realizzandosi indipendentemente dall’uomo, dai ruoli di casalinga, di madre e di moglie nel mondo sociale, esprimendo idee, talenti, capacità manageriali, artistiche, professionali ed umanitarie che criticano, la mentalità, la morale, gli uomini e le donne di una volta. Ricordando concetti come il femminismo o una società maschilista. Gli uomini erano considerati forti e padroni, quelli che indirizzavano e guidavano la famiglia. Le donne quelle che gestivano la famiglia secondo le direttive ricevute dall’educazione e dall’uomo. Seppure molte di queste raccontano: “lasciavamo agli uomini l’illusione di comandare ma di fatto eravamo noi a decidere”. Molto più probabile che le giovani generazioni di uomini e donne hanno mediato un’idea dell’uomo e della donna di una volta che è diversa dalla complessità della realtà e la sintesi in positivo di alcuni aspetti dell’intera personalità che prendono come modello e paragonano a quelli di oggi. La realtà sociale non è mai quella personale (ognuno vive lo stesso evento in modo diverso) e le sintesi sono sempre parziali e criticabili. Tanto è vero che molte donne e meno uomini raccontano di una realtà ben diversa dove l’uomo era considerato il padrone e la donna succube e vittima. Anche questa è una visione della realtà molto parziale. Tutte le categorizzazioni di massa contengono alcuni aspetti di verità ed altrettanta menzogna. Il ricordo è sempre condizionato e quindi falsato. Il discorso in un contesto generale di cultura sociale si ferma sempre avanti alla soggettività del singolo o della coppia. L’uomo di ieri viveva di un’idea in un determinato contesto culturale ed a quella idea veniva paragonato. La donna di ieri viveva di un’idea in un determinato contesto culturale ed a quella veniva paragonata. Quelli che erano più o meno distanti da quei modelli erano criticati. Ieri come oggi. Il diverso dalla massa più che come eccezione positiva è visto come eccezione negativa. Le idee di massa sono per lo più deleterie perché limitano, criticano ed offendono le diversità e tendono ad una uniformità di giudizio irreale che lede il diritto fondamentale dell’essere umano: la libertà di essere come si è.

 

Piscicelli Vincenzo

22/07/2012

I matrimoni hanno senso più oggi che ieri grazie all’istituzionalizzazione e diffusione del divorzio.

Si suol dire, con orgoglio,  che un tempo i matrimoni duravano tutta la vita confondendo il senso  astratto, cattolico/sociale con quello reale del significato matrimonio. Avrebbero dovuto correttamente dire: “i matrimoni duravano di più perché le persone erano più reticenti a divorziare e la donna era succube e vittima dell’ignoranza e della prepotenza del maschio e della cultura cattolica” ma di fatto i matrimoni perdevano il loro significato giorno dopo giorno ieri come oggi. Il divorzio non è assolutamente una perdita di valori come qualcuno sostiene ma il rispetto della propria volontà reale ed attuale in contrasto con gli obblighi morali ed astratti ma irreali e contro Natura imposti dalla società e dalla Chiesa. Il matrimonio è una scelta libera dell’uomo e della donna di fondare una famiglia (che dovrebbe essere basata sull’amore, sul desiderio, sul piacere e sulla condivisione di un ideale di futuro comune) che può durare il tempo che dura non per questo perdendo di valore ma non può durare tutta la vita perchè non esiste spontaneamente in Natura. Più si allunga la speranza di vita e più il matrimonio “per sempre” perde il suo senso come dimostra la realtà della società. Anzi si può dire che oggi grazie al divorzio il matrimonio ha ritrovato un senso di maggiore verità. I divorzi aumentano esponenzialmente di anno in anno e quindi vuol dire che il matrimonio ha sempre più successo e significato per il tempo che dura indipendentemente dalle forzature economiche, familiari, culturali e sociali. Il divorzio certifica la fine dell’unione(e di fatto la pregressa esistenza della stessa) ovvero leva il velo di ipocrisia e falsità che regna in molte famiglie ed in  molte coppie che convivono ma il matrimonio di amore, condivisione e comprensione di fatto ha esaurito la sua funzione ed il suo senso. L’apparenza del vivere insieme del condividere lo stesso tetto o la divisione degli obblighi casalinghi piuttosto  che familiari e sociali non certifica l’esistenza e la vivacità del matrimonio ma solo la sua manifestazione apparente. Ovvero quel misto di ipocrisia e falsità che crea disagi e difficoltà nelle persone, nelle famiglie(soprattutto nei figli) e nella società. La causa principale del fallimento del matrimonio è da ricercare nel fatto che spesso le persone si sposano senza che ne siano consapevoli, per fuggire da una situazione preesistente non piacevole, perché lo richiede la famiglia e la società, perché ad una certa età se non sei sposato sei uno sfigato o hai qualcosa che non va, per colmare un vuoto interiore, per appoggiarsi a qualcuno, per colmare dei bisogni interiori o materiali, perché non si trova lavoro, perché con il tempo la donna perde di bellezza e valore, perché in un Paese dove la religione cattolica, i cui precetti nessuno o solo pochi seguono, ha un peso rilevante, perché si è innamorati ma l’amore finisce e non si ha il coraggio di ammetterlo. E tanti altri perché che nulla hanno a che vedere con l’amore, con il senso di famiglia e con il compagno. Un tempo, quando la vita aveva una durata molto inferiore a quella di oggi il matrimonio aveva un senso “di durare per tutta la vita” oggi con l’allungarsi della vita questo senso è un’incredibile falsità. Il matrimonio consacra la nascita di una famiglia basata sull’amore e sul desiderio sessuale sia essa tra eterosessuali che omosessuali e trova la sua completezza nel divorzio che ne celebra la fine come la nascita trova la sua completezza nella morte(fisica) per ripetersi in altri cicli di vita.

Piscicelli Vincenzo

09/07/2012

Aforisma del giorno.

L'uomo è perfetto a prescindere.

Piscicelli Vincenzo

 

 

 

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