22/10/2011
Poesia: Se c'è amore.
Ti prendo come mia sposa
avanti al mare, al cielo,
alla terra ed al sole.
Niente frasi idiote.
Niente ipocrisia.
Niente promesse
che non posso mantenere.
Sono quello che vedi
senza storia né passato.
Non sono un santo.
Non sono delinquente.
Non sono un eroe.
Non sono un vile.
E forse sono un uomo.
Un uomo normale pieno
di difetti, di dubbi,
di incertezze, di paure,
di paranoie
e senza certezze.
Uno qualsiasi che avanti
a te è tornato ad essere bambino,
timido, esuberante, genuino,
un po' sfacciato e con gli occhi
sorridenti, lucenti, vivi
di innamorato.
Non ti offro nulla più
di quel che sono.
Non ho tesori nascosti.
Non ho magie da fare.
Non ho promesse da regalarti.
Ti prendo in sposa oggi
ed oggi è per sempre.
Domani è un nuovo oggi
e ti prendo nuovamente in sposa
se c'è amore.
Ed oggi dopo oggi
è per sempre quando c'è amore.
E tu,
mi prendi come sposo oggi,
e domani quando diventa oggi
se c'è amore.
Non servono preti o sindaci,
chiese o comuni
e finti testimoni,
bastano il cielo, il mare, il sole e la terra
come testimoni
del mio e del tuo amore.
Non devi dare
più di quel che provi,
nulla più di quel che sei
e di come sei.
Niente sacrifici.
Niente doveri.
Non mi importa
da dove vieni
o quel che hai fatto.
Non mi importa chi sei.
Non mi importa
se sei stata una santa o una puttana,
sei ha tradito,
se hai sofferto o gioito.
La tua storia è già te.
Il tuo passato è tuo.
Qualunque mistero nascondi,
non c'è differenza
se c'è amore.
Ed oggi c'è.
Piscicelli Vincenzo
17:30 Scritto da futuro1972 in Poesie | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: poesia, amore, sposa, matrimonio, piscicelli, eroe, uomo, piscicellivincenzo, santo, puttana | OKNOtizie |
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01/05/2011
A Roma oltre un milione di fedeli per la beatificazione di Karol Woytjla – Giovanni Paolo II.
Roma – Primo maggio, in una città blindata e protetta dalle forze dell’ordine con la bara di Giovanni Paolo II portata in Piazza San Pietro dalle grotte Vaticane dov’era dopo la riesumazione di venerdì scorso, alle ore 10.18 a il Papa Benedetto XVI ha dato inizio alla beatificazione di Giovanni Paolo II. La piazza come le vie circostanti erano piene di fedeli anche in ginocchio sui sanpietrini , molti erano polacchi come Karol Woytjla ed erano reduci dalla notte di veglia che ha preceduto l’evento. Un boato di applausi con sventolio di bandiere bianche e rosse ha accompagnato le parole rituali di Papa Benedetto XVI che ha annunciato la beatificazione. La folla di Piazza San Pietro ha gridato: “Santo subito”. La festa del nuovo beato sarà il 22 ottobre anniversario dell’elezione al pontificato.
12:35 Scritto da futuro1972 in blog life | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: papa, benedettoxvi, vaticano, chiesa, karolwoytjla, giovannipaoloii, santo, 22ottobre, piscicellivincenzo | OKNOtizie |
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12/06/2010
DON TONINO BELLO: SCRITTORE DINAMICO E ISPIRATO!
Lo scorso gennaio è stato pubblicato il volume “Parabole moderne in filastrocca e in prosa di don Tonino Bello”. I temi delle sei parabole moderne rivolte al mondo giovanile riguardano argomenti di grande attualità e particolarmente sentiti come la solidarietà, il valore della gratuità, l’uso della ricchezza, il rapporto tra carità e giustizia, la famiglia umana da edificare nel superamento delle diversità, l’urgenza di riconoscere il volto di Cristo in quello del povero, sulla vera libertà. Mons. Tonino Bello (1935-1993), cittadino onorario di Molfetta (BA), Reggio Emilia e Tricase (LE), è conosciuto da tutti per la sua grande opera umanitaria, di fede, per la straordinaria originalità dei suoi scritti e per la forza dei suoi messaggi. Tra le sue opere si ricordano : “La stola e il grembiule”, la preghiera “Andiamo fino a Betlemme come pastori”, “Alla finestra della speranza” del 1988, “Sui sentieri di Isaia” del 1990, “Scrivo a voi… lettere di un vescovo ai catechisti” del 1992, “Pietre di scarto” del 1993. Inoltre ci sono pure gli scritti sul “Profeta della Pace”: “Un pane ed una tenda per tutti. Don Tonino Bello presenza e profezia” del 1993, “Don Tonino Bello, servo di Cristo sul passo degli ultimi” del 1994, “Don Tonino, fratello vescovo” del 1994, “Rami d’ ulivo. Recital per don Tonino Bello” del 1995. Le opere di Don Tonino Bello, cariche di energia positiva, sono da leggere attentamente soprattutto nei periodi critici, nelle giornate “nere”, rappresentano un valido aiuto per tirare su il morale in attesa di tempi migliori , non dimenticando che: “Non c’è più tempo per la carezza, oggi non si carezza più, si consuma solo, anzi si concupisce. Le mani incapaci di dono, sono divenute artigli, le braccia troppo lunghe per amplessi oblativi si sono ridotte a rostri che uncinano senza pietà. Gli occhi prosciugati di lacrime e inabili alla contemplazione, si sono fatti rapaci. Lo sguardo trasuda libidine di possesso e il dogma “dell’usa e getta” è divenuto il cardine di un cinico sistema binario che regola e gestisce l’ufficio ragioneria dei nostri comportamenti quotidiani”. A 17 anni dalla sua scomparsa, sul web e tramite i mass media “il popolo” di Don Tonino Bello, affezionati anche alla sua “500 blu”, “ad alta voce” propone ovunque gli scritti del “Vescovo della Tenerezza” . Di fronte a questi messaggi invitanti e propositivi non potevo esimermi dallo scrivere poche righe su Don Tonino Bello tra le figure più significative del Novecento nell’ambito ecclesiale, letterario e sociale. I suoi percorsi gioiosi e ricchi di speranza tracciati per i giovani: “Ci vuole audacia. La vita che state vivendo vivetela in modo denso. Perchè non tornerà più!E non abbiate paura di entusiasmarvi per le cose. Molti di voi hanno paura. Hanno paura che un giorno la storia , il loro futuro possa ridacchiare sul loro presente. Aver paura di entusiasmarvi oggi, alla vostra età, significa suicidio. Non abbiate paura di entusiasmarvi!”. E poi, in questi giorni di emergenza politica, giudiziaria, costituzionale è ancora attuale lo scritto rivolto al cristiano “ che fa politica deve avere non solo la compassione delle mani e del cuore, ma anche la compassione del cervello. Analizza in profondità le situazioni di malessere. Apporta rimedi sostanziali sottratti alla fosforescenza del precariato. Non fa delle sofferenze della gente l’occasione per gestire i bisogni a scopo di potere. Paga di persona il prezzo di una solidarietà che diventa passione per l’uomo. Addita in termini planetari e senza paure, i focolai da cui partono le ingiustizie, le violenze, le guerre, le oppressioni, le violazioni dei diritti umani. Sicché, man mano che il cristiano entra in politica, dovrebbe uscirne di pari passo la mentalità clientelare, il vassallaggio dei sistemi correntizi, la spartizione oscena del denaro pubblico, il fariseismo teso a scopi reconditi di dominio”. Indimenticabili insegnamenti di vita! Bartolo Carbone
20:16 Scritto da futuro1972 in Articoli e foto di Bartolo Carbone | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: piscicellivincenzo, bartolocarbone, canosadipuglia, chiesa, santo, dontoninobello, molfetta, reggioemilia, tricase | OKNOtizie |
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