24/05/2012
Bozza di legge elettorale per Camera e Senato.
Premessa.
Chiarisco un concetto basilare ovvero chi vince le elezioni politiche deve governare fino alla fine del mandato se ha una maggioranza parlamentare così come è previsto dalla legge ma ciò è valido se è il popolo a poter scegliere nominativamente i propri rappresentanti e non se questi vengono imposti dai capipartito o dall'oligarchia degli stessi. In tal caso il principio di “dover” governare viene meno perché non è il popolo sovrano ad aver deciso i propri rappresentanti. Con l’attuale legge elettorale la nostra libertà è tra lo scegliere il meno peggio e comunque non liberamente in quanto ci impongono i loro prescelti/cooptati. Votare, oggi, creerebbe solo altra spesa per le esigue casse dello Stato e nuove cooptazioni con gli stessi personaggi a decidere ed il popolo a subire in un contesto politico molto frazionato che vede il bipartitismo fallito ed il bipolarismo in crisi. I problemi reali della gente non verrebbero risolti e chiunque vincesse le elezioni accamperebbe come scusa che non ha potuto lavorare e che gli altri hanno fatto solo danni(come è accaduto e tuttora accade). Quindi cari politici impegnatevi a cambiare la legge elettorale – seguendo anche le indicazioni di questa bozza - e subito dopo organizzate le nuove elezioni politiche.
Il governare, l’essere un politico e rappresentante del popolo è un onore ed un onere e non un diritto divino quindi vi si può tranquillamente rinunciare e se vi è anche il più piccolo dubbio sulla correttezza della persona si deve dimettere. Naturalmente quanto scritto vale per chiunque si trovi nella situazione precedentemente ipotizzata, indipendentemente dalla razza, dal sesso o dal partito politico di appartenenza. Il politico deve essere onesto, moralmente incorruttibile, darne esempio e rappresentare il meglio che la società possa esprimere, deve avere una visuale collettiva che osservi l’Intero Paese e pensare ai concittadini come proprio datore di lavoro cui servire al meglio per capacità professionale, senso di giustizia, coerenza e moralità, senza dimenticare che viene prima la persona e poi l’economia.
BOZZA
DI
RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE DELLA CAMERA E DEL SENATO
Sintesi: doppio turno con elezione nominativa a vocazione maggioritaria.
Principi
La legge elettorale deve garantire la sovranità popolare mediante l'elezione diretta ed uninominale, la rappresentatività delle diverse sensibilità culturali e politiche qualora diffuse in modo consistente e vario sul territorio nazionale, la governabilità, Il ricambio generazionale e l’eliminazione di rendite di potere. I membri del Senato, della Camera dei deputati e del governo non possono essere solo liberi professionisti, imprenditori o titolari di partita IVA ma devono rappresentare tutte le tipologie di lavoratori compresi i disoccupati ed i pensionati e tutte le fasce di popolazione distinte per ceto, sesso ed età.
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1. Non sono eleggibili coloro che sono stati eletti per tre volte all’ufficio di membro del Parlamento. Non possono essere candidati alle elezioni coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva per reato non colposo o per reato colposo. L’ineleggibilità è perpetua. Fermo restando le cause di ineleggibilità previste dall’attuale normativa.
2. Sono sospesi dall’ufficio, con delibera della Camera di appartenenza, i membri che hanno riportato, anche precedentemente alla proclamazione dell’elezione, una condanna non definitiva per reato non colposo e per reato colposo. La sospensione cessa automaticamente in caso di successiva assoluzione dell’imputato.
3. Le cause di ineleggibilità sopravvenute o rilevate successivamente alla proclamazione dell’eletto, comportano, rispettivamente, la decadenza o l’annullamento della convalida dell’elezione con delibera della Camera di appartenenza.
4. La sentenza di condanna che produce gli effetti indicati nei punti 1 e 2, pronunciata nei confronti di un membro del Parlamento, è comunicata dall’organo giudicante al Presidente della Repubblica.
5. Il Presidente della Repubblica, con messaggio motivato, invita la Camera di appartenenza del parlamentare a deliberare ai sensi dei punti 1 e 2.
6. Il Presidente della Repubblica può, ai sensi dell’art. 88 della Costituzione della Repubblica, sciogliere la Camera che omette di deliberare entro trenta giorni dal ricevimento del messaggio di cui al punto precedente.
7. Le sentenze di condanna pubblicate prima dell’entrata in vigore della presente, che producono gli effetti indicati nei punti 1 e 2, sono comunicate dall’organo giudicante al Presidente della Repubblica entro trenta giorni dall’entrata in vigore della presente legge.
8. Il rappresentante del popolo sia esso candidato al Senato o alla Camera deve essere votato mediante scelta nominativa. Il voto di preferenza si esprime scrivendo con la matita, nell’apposita riga tracciata a fianco del contrassegno della lista votata, il nome e cognome o solo il cognome del candidato preferito compreso nella lista medesima. L'indicazione deve contenere il nome e cognome quando vi sia la possibilità di confusione fra candidati della stessa lista votata. L'elettore può manifestare la preferenza esclusivamente per candidati della lista da lui votata. Sono nulle le preferenze che non designano il candidato con la chiarezza necessaria a distinguerlo da ogni altro candidato della medesima lista. Se l'elettore non ha segnato alcun contrassegno di lista ma ha scritto una preferenza, s'intende che abbia votato la lista alla quale appartiene il candidato prescelto se la preferenza è indicata a fianco del contrassegno di lista al quale il candidato prescelto appartiene. Diversamente, il voto è nullo. Se l'elettore ha segnato più contrassegni di lista del medesimo quadrante e ha indicato una preferenza, il voto è attribuito alla lista cui appartiene il candidato prescelto se appartenente ad una delle liste votate. Diversamente, il voto è nullo.
9. Durante le operazioni di scrutinio, si tiene conto dei voti di preferenza ai fini della determinazione della cifra individuale di ogni candidato. La cifra individuale di ogni candidato è data dalla somma dei voti di preferenza validamente espressi.
10. La proclamazione degli eletti, nei limiti dei seggi ai quali ciascuna lista ha diritto, avviene secondo la maggiore cifra individuale di ciascun candidato appartenente alla lista medesima. A parità di cifra individuale, è proclamato eletto il candidato di più giovane età.
11. Il candidato deve presentare il programma elettorale cui è legato per vincolo. Il mancato rispetto di detto vincolo comporta la decadenza del mandato elettorale con conseguente decadenza del ruolo istituzionale rivestito.
12. Coloro che occupano ruoli e cariche direttive nei partiti non possono rivestire cariche istituzionali di rilievo (Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera e relativi vicepresidenti qualora previsti) per incompatibilità salvo che questi non abbiano una maggioranza calcolata sugli aventi diritto al voto - e non solo sugli effettivi votanti - pari ai 2/3 più uno. - Questo perché chi riveste cariche istituzionali rappresenta e decide per tutto il popolo e non solo chi lo ha votato.
13. Lo Stato deve garantire che ogni cittadino con i requisiti citati in premessa possa ambire a concorrere al ruolo istituzionale di deputato o senatore mediante l'abbattimento di ogni ostacolo anche economico per evitare che diventi solo appannaggio di chi ha possibilità economiche o lobby affaristiche che lo sostengono.
13 bis. Lo Stato deve finanziare la campagna elettorale di ogni candidato per le sole spesse effettivamente documentate, fissando un tetto massimo e valido per ogni candidato. Nessuno può spendere più di quella cifra seppure denaro personale. – Principio di leale concorrenza -
14. Prima fase - La soglia di sbarramento dei candidati per accedere alla seconda fase deve essere del 5 % per circoscrizione - ma ogni partito che ha una diffusione sul territorio nazionale in almeno cinque regioni non confinanti e supera l'1 % degli aventi diritto in ogni circoscrizione ha diritto ad avere un proprio rappresentante alla Camera ed al Senato se supera rispettivamente nelle singole circoscrizioni il 2 %. - concetto di rappresentatività.
15. Coloro che vogliono candidarsi devono avere un movimento, un partito o una associazione che li supporta e che ne propone la candidatura mediante la raccolta delle firme necessarie alla candidatura.
16. Ogni candidato deve produrre un programma di massima da comunicare agli elettori e legare la propria candidatura ed il proprio mandato ad esso, pena la decadenza.
16 bis Ogni candidato deve rispondere alle domande dell’opinione pubblica sulla propria vita e mostrare su internet curriculum personale, familiare, reddito ed averi nonchè stile di vita ed idee politiche. Devono comunicare ogni variazione di detti dati durante il periodo di rappresentanza.
17. Seconda fase - i candidati nominativamente scelti, che hanno superato la prima fase hanno diritto a coalizzarsi in base ad un programma unitario condiviso che proponga due alternative da proporre agli elettori. I candidati con il programma proposto che in questa seconda fase abbiano raggiunto il 50% più un voto sono nominati eletti ed hanno diritto a governare. I perdenti sono eletti e dichiarati opposizione. Ognuno(vincitori/atti a governare e perdenti/opposizione) nei limiti dei posti spettanti e stabiliti in base al numero di voti ottenuti per coalizione divisi per il numero di deputati e di senatori da eleggere.
18. In questa seconda fase le due coalizioni oltre al programma dovranno indicare agli elettori i nominativi che avranno un incarico di governo ovvero dovranno essere comunicati i nomi dei ministri, dei sottosegretari distinti per materia e settori oltre che i nomi del presidente e del vicepresidente del Senato e della Camera e delle commissioni con i rispettivi componenti. - Principio di chiarezza e trasparenza. -
19. I senatori, i deputati ed i membri del governo hanno così diritto ad adempiere alle proprie incombenze per l'intero mandato elettorale sempre che i componenti mantengano le qualità richieste per l'eleggibilità e venga rispettato il programma approvato dagli elettori. L'opposizione avrà il compito di vigilare sul rispetto del volere degli elettori e formulare proposte e correzioni su punti non trattati nei programmi generali oltre che in caso di crisi o situazioni mutate e di interesse generale non prevedibili in campagna elettorale.
20. A metà legislatura l'operato del governo deve essere sottoposto a referendum popolare. L'esito dello stesso deciderà il futuro dell'esecutivo. Se il gradimento è uguale o superiore alla percentuale dei voti ottenuti alle elezioni l'esecutivo resta come nato, qualora la percentuale di gradimento è inferiore nei limiti massimi del 5 % la maggioranza dovrà procedere a dei correttivi con sostituzione degli uomini di governo nei confronti del settore contestato. La scelta spetta alla coalizione di governo con la fiducia mediante votazione alla Camera ed al Senato. Se il consenso scende oltre il 5 % ma non supera l'10 % si deve ricorrere al cambio del Capo del Governo e ad un rimpasto delle persone e della politica nei settori deficitari con conseguente richiesta di fiducia alla Camera ed al Senato. Se il consenso scende oltre il 10 % si deve rimettere il mandato e tornare alle elezioni dove non potranno ricandidarsi coloro che non hanno rispettato il programma elettorale o non lo abbiano portato a termine. Se il consenso dovesse scendere oltre 20% dei votanti la maggioranza parlamentare e tutti i membri con incarico ministeriale non possono ricandidarsi per incapacità a svolgere il ruolo ed inadeguatezza nel gestire il Paese.
21 - In caso di tematiche di interesse generale che riguardano le scelte di coscienza o di particolare importanza e/o di urgenza si dovrà ricorrere per la formulazione della legge all'intero Parlamento e proporre la conferma al popolo mediante referendum.
P.S. Per correttezza alcuni punti della presente bozza sono stati presi, perché condivisi dalla proposta di legge di Beppe Grillo, qualche punto della stessa è modificato, altri sono di mia ispirazione. E’ chiaro che non ho la presunzione di scrivere una legge ma solo di proporre un’idea dei principi che essa deve contenere per rendere i rappresentati politici più vicino al popolo.
Cordialmente saluto, cittadino italiano,
Piscicelli Vincenzo.
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07:47 Scritto da futuro1972 in Articoli e foto di Alessia Saggese, Articoli e foto di Bartolo Carbone, benessere e natura, blog life, cinema e tv, gusto, hobby, Le ricette di Giancarlone., libri e fumetti, mente e corpo, motori, musica, opinioni, Pensieri e riflessioni, Poesie, politica e società, recensioni libri, relazioni, sfoghi, sport, tecnologia, videogiochi, Vito Pappalettera | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: italia, politica, società, leggeelettorale, governo, giornali, tv, senato, camera, piscicellivincenzo, sogno, democrazia, repubblica, futuro | OKNOtizie |
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05/11/2009
QUINTO CENTENARIO DEI SINDACI DI CANOSA DI PUGLIA (BT) .
Nella ricorrenza della Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate è stato celebrato il “V Centenario dei Sindaci di Canusium Apuliae”, nella prestigiosa sala consiliare del Palazzo di Città di Canosa di Puglia (BT), alla presenza del Prefetto dottor Carlo Sessa, dell’onorevole Benedetto Fucci, del Presidente della Provincia Barletta Andria Trani e Sindaco della Città di Canosa di Puglia Francesco Ventola, dei sindaci delle altre nove città della sesta provincia pugliese, di altre autorità civili, religiose e militari. L’artefice del restauro della memoria storica dell’Albo dei Sindaci che dal 1509 al 2009 hanno amministrato la Città di Canosa di Puglia è stato il maestro Peppino Di Nunno (60 anni) “Stilus Magistri” che ha sapientemente condotto le ricerche storiche e culturali. Partendo dalla lapide antica del Syndicus, rinvenuta capovolta in via Diomede del Borgo Antico di Canosa, è risalito al primo sindaco Caputo Giacomo dell’Albo dei Sindaci . Nel percorso storico è emerso che la parola e la figura del Syndicus è antica di oltre due millenni: il termine latino del tardo Medioevo è attribuito al Sindico, che dopo il Regno dei Normanni, era il curatore degli interessi della comunità, infatti poteva far valere questi interessi anche di fronte al sovrano come un “difensore civico”. Nell’antica Grecia (IV sec. a.C.), il Syndikos era il Tutore del Diritto ad Atene come riferisce Demostene, ove era il Demos ad eleggere il sindaco. Nel 1593 l’acronimo V.I.D. “Ustriusque Iuris Doctor”, rafforza la figura del dottore dell’uno e dell’altro diritto ovvero Dottore Civile ed Ecclesiastico. L’albo storico dei Sindaci decorre dal 1509 con diverse configurazioni politiche, dai Re di Napoli al Regno d’Italia fino alla Repubblica Italiana: i primi Sindaci sono di nomina regia fino all’Unità d’Italia, successivamente sarà il Consiglio Comunale ad eleggere il Sindaco mentre l’elezione diretta dei sindaci (eletti dal popolo a partire dal 1996) si ispira al codice medievale “electio fiat libere per cives”. Commovente la dedica del maestro all’immane lavoro svolto «se la Storia è Maestra di Vita, lo spirito che ha mosso questi miei studi è iscritto in una lapide antica di un corrector del IV sec., Volusio Venusto:“ob amorem patriae” (per amore della terra nativa)». Il legame forte e l’amore morboso per la terra natia gli hanno consentito di scrutare attentamente nel passato, nella storia della città pugliese di antiche e illustri origini elleniche, romaniche e cristiane e di descrivere nel migliore dei modi il restauro della memoria storica dell’Albo dei Sindaci di Canosa di Puglia, patrimonio culturale di inestimabile valore.
Bartolo Carbone - bartolocarbone@gmail.com
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23/08/2009
Dora Liguori: “Nord e Sud, la storia negata”
Eboli sarà il centro di un’importante avvenimento culturale con rilevanza nazionale, durante la manifestazione " L'Arte con Noi ", che si svolgerà dal 12 al 26 settembre 2009 presso il Museo Archeologico Nazionale di Eboli, sono stati programmati tre diverse serate a tema. Per il giorno 19 settembre alle ore 19,00 gli organizzatori propongono il convegno dal tema " Il Castello Colonna di Eboli un patrimonio da recuperare". Questo argomento particolarmente interessante è stato al centro di innumerevoli incontri dai quali la responsabile Dora Liguori ha tratto il suo pensiero che così ci sintetizza: “ Da alcun tempo si sente parlare (non ultimo anche dal nostro presidente della Repubblica) circa l’insediamento e i lavori di un comitato celebrativo del cosiddetto nostro “Risorgimento”, del quale comitato, ci sfuggono ancora fini, compiti e intendimenti. Infatti, con tutta la buona volontà possibile, riteniamo davvero improvvido, oltre che offensivo per l’intero Sud, se detto comitato intendesse festeggiare i 150 anni di un processo unitario che ha visto la sua compiuta realizzazione proprio attraverso una dolorosissima e quanto mai violenta invasione del Meridione ad opera dei Savoia. Qualora questi fossero davvero i fini del comitato tanto varrebbe allora promuovere un comitato per celebrare l’invasione, nel ‘39 della Polonia da parte di Hitler, e perché no, sempre seguendo questa logica (e chiedendo scusa agli ebrei), festeggiare la sofferenza e lo sterminio ebraico. Né deve sorprendere simile paragone, apparentemente irrispettoso, poiché non è sostituendo il nome di Hitler con quello di Vittorio Emanuele II che cambia la sostanza distruttiva di un’invasione. E neppure potrebbero esistere sofferenze e lager degni di memoria e rispetto ed altri da destinare ad un oblio interessato quanto offensivo (i lager Savoia nel novarese, ove furono deportati e morirono migliaia di meridionali, rappresentarono un “illustre precedente” di quelli di Hitler). Ciò premesso e, almeno al lume del buon senso, acclarato che tornerebbe inopportuno parlare di festeggiamenti ci coglie il dubbio che il citato comitato, all’interno dei suoi lavori, voglia celebrare il compiersi, nel 1861, del cosiddetto “processo risorgimentale”. Ma anche in questo caso ci tornerebbe gradito apprendere a quale tipo di risorgimento intende riferirsi il comitato medesimo: forse a quello figlio diretto dell’illuminismo e dei processi libertari della “Rivoluzione francese”, per intenderci gli ideali che appartennero ad un Cattaneo o parlando del Meridione al povero Pisacane, o purtroppo a quel Risorgimento del quale abilmente seppe appropriarsi Cavour a sostegno degli interessi dell’indebitatissimo Piemonte e di una casa regnante, quella dei Savoia, sull’orlo della bancarotta e pertanto, senza la conquista del Sud ( o meglio del suo oro) condannata all’estinzione? E’ probabile che nessuno vorrà fornirci le richieste delucidazioni, nel frattempo, però, con intento assolutamente propositivo anche noi vorremmo avanzare l’idea di un comitato che, finalmente senza infingimenti, e con la stessa serietà già avuta dagli storici stranieri, ci riconsegni il fenomeno risorgimentale nella sua realtà storica (da introdurre soprattutto nei testi scolastici italiani). Una verità che, anche se resa nella sua crudezza, non potrebbe in alcun modo nuocere a ciò che il risorgimento davvero fu e rappresentò: il vero portatore di grandi ideali e di valori libertari. Valori che non prevedevano affatto invasioni, lager o quant’altro ma solo libera scelta di un’unione, magari di tipo federale, degli Stati della penisola italiana. Unione che, per intendersi, doveva avvenire attraverso il ragionamento e la condivisione di ideali comuni verso un processo di liberazione, non solo dall’Austria, ma da tutte le monarchie e i vari ducati, non costituzionali, presenti sul territorio. Infine quello che andiamo a proporre dovrebbe essere un comitato che più che perpetrare ridicoli falsi aprisse un discorso sul rispetto che sino ad oggi ci appare assolutamente eluso verso quello che fu un grande movimento di pensiero e che invece, venne tradito proprio da alcuni dei cosiddetti “Padri della Patria”, quelli che oggi si vorrebbero celebrare. Costoro, per bassissimi interessi economici, stravolsero il pensiero liberale, e provocarono morte e devastazioni e migliaia di incolpevoli vittime, prioritariamente al Sud dell’Italia, senza dimenticare anche le vittime che non mancarono al Nord, costretto a combattere e sedare nel sangue la dura reazione di quelli che, prima, erano stati definiti i fratelli da liberare”. Dopo questa interessante dichiarazione che rimarrà nelle menti di tutti i cittadini del Sud, Dora Liguori vi aspetta al convegno per meglio approfondire l’argomentazione di cui è ambasciatrice.
Alessia Saggese
09:29 Scritto da futuro1972 in Articoli e foto di Alessia Saggese | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: doraliguori, larteconnoi, museoarcheologiconazionale, eboli, assuntanigro, vincenzopiscicelli, savoia, repubblica | OKNOtizie |
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