14/01/2012

Qualcosa a caso succede se ti affidi all'intuito.

Sono passati alcuni anni da quel giorno che sfogliavo le pagine del giornale "Riza-psicosomatica". Ricordo che lo leggevo, i contenuti mi affascinavano ma comunque restavano estranei a me; come se scivolassero addosso senza lasciare traccia. Naturalmente ciò non era vero come non lo è qualsiasi avvenimento che viviamo o che impregna quel momento a livello inconscio. Ma è un particolare che ho imparato solo dopo tempo. Nulla di quello che accade ci è realmente indifferente; prima o poi in modo più o meno esplicito si manifesta. Quel giornale è stato il mezzo attraverso cui l'anima mi ha messo in contatto con una visione della vita diversa. Affascinato da qualcosa che neanche comprendevo, ho composto un numero di telefono ed è cominciato un percorso che mai avrei immaginato. Passo dopo passo sempre senza sapere dove arrivare ed infatti sono ancora in viaggio. Le persone che incontri o le esperienze che vivi ed il particolare momento in cui le incontri e le vivi non è mai casuale. Ha sempre un significato ignoto che forse solo dopo tempo riesci a razionalizzare. L'incontro con la naturopatia, la psicosomatica, le amiche del corso, Marika Gigli(tutor e psicoterapeuta), Caterina Gori(psicoterapeuta ed insegnante), Luigi Dragonetti (insegnante di riflessologia plantare) e tanti altri, le storie ed esperienze personali che si intrecciavano ed assorbivano l'uno dall'altra hanno avuto un influenza determinante sul mio futuro. Gli anni passavano. Le lezioni non erano solo nozionistiche ma riflettevano in alcuni comportamenti il messaggio trasmesso. Ci sono cose che non si imparano o le hai o non le hai. Ce ne sono altre che puoi solo vivere senza spiegazioni. Puoi imparare tutti i nomi degli oligoelementi o dei fiori ma non puoi imparare dall'esterno a percepire le emozioni e le sensazioni del corpo o ad essere empatici. Ci sono altre cose in cui le nozioni non sono altro che forme convenzionali di comunicazione. Pian piano cambiavo e non me ne accorgevo. Credevo di essere sempre uguale ma non era così. Alcune idee si dissolvevano. Altre sorgevano pure. Nuovi gusti. Nuove passioni. Alcuni punti di vista trovavano giustificazione e senso solo se visti da una certa visuale. Ma subito dopo giungeva anche la visione opposta. Il dubbio ha preso il posto della (finta) certezza. Nulla è più potente per il cambiamento che accettare la vita così com'è. Nulla è più importante nel cambiamento, che cambiare senza accorgersene e senza una meta da seguire. Più che imparare mere nozioni da ripetere sembrava uno sgrossare me stessi dai luoghi comuni, dai pensieri acquisiti e da una visione moralistica. Nel tempo ricordo in particolare le parole, lo sguardo ed il sorriso di Daniela Matafante(psicoterapeuta), le sue erano risposte sibilline, mai chiare ma efficaci nel tempo. Sembravano semi che non comprendevi subito ma che col tempo facevi tuoi, lasciavi crescere e capivi. La pacatezza, la pazienza e la tecnica professorale di Vittorio Caprioglio(psicoterapeuta). L'abilità dialettica, la sfacciataggine e l'arroganza di Raffaele Morelli(psicoterapeuta) nonché l'abilità con le tecniche immaginative di dare un senso concreto alle parole e la naturalezza e semplicità con cui trattava l'anima ed il corpo con un tocco, uno sguardo, una parola. La simpatia e la capacità di far emergere le emozioni di Piero Parietti(psicoterapeuta) e di Elisa Faretta(psicoterapeuta) nelle rappresentazioni teatrali. L'abilità di Elio Muti nel tradurre i concetti matematici dell'alimentazione e della dieta in un qualcosa di più personale ed emotivo. La danza o semplicemente il movimento di Paola De Vera D’Aragona che tanto serve ad uscire dagli schemi razionali ed a smuovere una rigidità ed un controllo che poco lasciano allo scorrere dell’energia vitale. Ed il lavoro e la partecipazione emotiva di tanti altri che con diversi mezzi o tecniche in coabitazione con la mia volontà inconscia mi hanno permesso di “allargare” lo sguardo sulla vita. Ciò non ha cambiato la vita, o forse si, ma di certo ha cambiato il modo in cui affronto la stessa.

Piscicelli Vincenzo

15/12/2010

Raffaele Morelli: "L'unica cosa che conta."

 

IMGP4035.JPG"L'unica cosa che conta" è l'ultimo libro scritto dallo psicoterapeuta e psichiatria Raffaele Morelli. Dove l'autore nel suo linguaggio semplice e diretto racconta alcune esperienze tratte dal suo lavoro di psicoterapeuta sviluppatesi con esito positivo. Ci svela come sono state superate difficoltà e disagi anche in riferimento al sovrappeso ed all'obesità. E pone degli, interessanti, interrogativi: "Chi sei? Stai seguendo la tua vera inclinazione? Vai verso il tuo destino? Ti piace come sei? E quello che sognavi? Che cosa desideri davvero? Capita anche a te di sentire che qualcosa di sconosciuto sta per irrompere nella tua vita?". Domande alle quali ogni lettore dovrebbe rispondere per verificare se è in atto l'unica cosa che conta: la fioritura. Questo perché spesso viviamo le gratificazioni del mondo esterno, i complimenti delle persone come qualcosa di essenziale su cui poggiamo il nostro equilibrio rendendolo di fatto effimero. Continua:"Cos'è importante nella vita? Quello che si sa senza averlo imparato. Si chiama "sapere innato": ognuno ha il suo. Ciascuno ha cose che appartengono solo a lui, capacità uniche e specifici interessi: questi sono i suoi fiori, nessun altro ne hai uguali... Se ti capita di sentire un senso di vuoto, se ti manca qualcosa, sei sulla strada giusta. Quasi sempre il nostro sapere innato ci chiama facendoci provare un senso di inadeguatezza. Ma proprio quando ci sentiamo "fuori posto", sta iniziando il viaggio dell'anima.

Titolo: "L'unica cosa che conta."

Autore: Raffaele Morelli

Editore: Mondadori

Piscicelli Vincenzo 

 

09/12/2010

Il convegno di Riza: "Cosa conta nella vita."

Milano. Nei giorni 27 e 28 novembre 2010 a Milano si è tenuto il Convegno di Riza : "Cosa conta nella vita - La felicità viene solo da dentro." In una sala piena di gente di tutte le età con prevalenza di donne ma sempre più uomini e coppie, sabato mattina si è svolta la tavola rotonda: “Cosa conta nella vita” dove introdotti dalla dottoressa Daniela Marafante, sono intervenuti Raffaele Morelli, Vittorio Caprioglio, Katia Vignoli e

Liliana Tieger. Il pomeriggio sono incomiciati i workshop "Curarsi con le parole" diretto dallo psicoterapeuta Vittorio Caprioglio e "Curarsi con le immagini" condotto dallo psicoterapeuta Raffaele Morelli. La mattinata della domenica ha riproposto i workshop del sabato mentre il pomeriggio sono state proposte le conferenze dal tema : "Esistono le cellule della felicità?" tenuta dalla neurologa Eliana Mea, “La dimensione segreta della felicità” dello psicoterapeuta Pietro Fornari e "Le immagini eterne dell'anima" con conclusione finale affidata a Vittorio Caprioglio e Raffaele Morelli. Il quale, tra le altre cose ha presentato il tema con queste domande: "Stai seguendo la tua vera inclinazione? Vai verso il tuo destino? Ed ha raccontato la fiaba della pianta che era contenta dei complimenti e della gratificazione della gente che l'ammirava e trovava conforto sotto la sua ombra. … Tu che cosa desideri? … La pianta credeva di desiderare tutto quello che aveva. E quando è andata in florescenza, vedendo la sua bellezza messa in discussione dal cambiamento, da quello stato di massima trasformazione, è andata in crisi. La pianta combatteva l'unica cosa che conta: la sua fioritura. … Cosa conta nella vita? Quello che sai senza averlo imparato, il sapere innato. La fiaba della pianta ci racconta che siamo attaccati ai luoghi comuni e ci accontentiamo di ciò che non è nostro ma che ci viene dall'esterno, mentre il senso della vita è la fioritura. Se ci capita di essere insicuri, inadeguati, fuori posto vuol dire che stiamo sulla strada giusta." La psicoterapeuta Katia Vignoli ha parlato delle donne, attraverso l'esperienza maturata durante il suo lavoro, delle loro problematiche, della distanza tra quello che desiderano e la realtà che vivono. Offrendo loro delle modalità risolutive pratiche e semplici. Liliana Tieger, direttrice generale, ha ricordato l'evoluzione del gruppo Riza che tra riviste, corsi e sito web raggiunge un milione di contatti. La dottoressa Daniela Marafante ha raccontato tre storie risolte dove chi le ha vissute è passato da uno stato di sofferenza ad uno stato di benessere ed ha sintetizzato così i “rimedi” per passare dalla sofferenza alla felicità: il corpo, l’eros ed i sogni. Vittorio Caprioglio trova la soluzione al tema del convegno con il ritornare ad una mente naturale perché la nostra mente è diventata innaturale.

Piscicelli Vincenzo