06/03/2011

Luigi De Magistris, sindaco: “Appello a Niki Vendola ed al Partito Democratico. Nascita di un laboratorio politico. L’inceneritore non si farà. Spezzare il legame tra tra spesa pubblica, cricche e criminalità organizzata.”

IMG_0491.JPGIl primo appello lo dico subito. L’Italia dei Valori mi ha sostenuto, mi sosterrà e naturalmente il mio primo ringraziamento va al partito che ha compreso come sia importante questa sfida per il governo della terza città più importante d’Italia e quella che sarà secondo me, sarà la capitale del mediterraneo nei prossimi anni. Niki Vendola - E un appello lo faccio ad un militante come me, ad una persona che stimo, ad una persona di cui mi considero amico ad una persona verso la quale mi sono schierato quando tutti quelli del centrosinistra si giravano dall’altra parte ed ho contribuito a spostare le indicazioni anche del mio partito a livello locale. Il mio primo appello lo faccio a Niki Vendola. Caro Niki se vogliamo cambiare insieme questo Paese mettici la faccia anche tu in questo percorso di cambiamento. Non capisco perché non sei qua. Non capisco. Laboratorio politico - Io sono convinto che Napoli potrà diventare un grande laboratorio dal punto di vista politico, sociale, culturale, morale ed economico. Partito Democratico - Altro appello è al PD. E’ chiaro che la mia avventura è  in netta rottura rispetto ad un certo modo di intendere la politica. A me non sfugge che tra i militanti del PD, tra la gente che vota PD e la dirigenza del PD ci sono risorse con le quali possiamo dialogare. Allora anche lì, io voglio capire se si vuole mantenere la conservazione o si vuole avere il coraggio di produrre un cambiamento in avanti. Credo che potrei essere il punto di unione del partito democratico che mi pare abbastanza diviso. Nel  centrosinistra c’è una parte che preferisce perdere ma non cambiare. Rifiuti - Primo tema da affrontare è quello dei rifiuti. E’ vero che il sindaco non ha le competenze per risolvere il problema ma attenzione  nel momento in cui Napoli diventa un presidio di democrazia, di legalità, di lotta alla camorra, alle cricche e diventa un punto di riferimento, devono venire tutti ad ascoltarci. Inceneritore - L’inceneritore non si farà. E’ evidente che la raccolta differenziata non solo si può fare, si può fare in tempi rapidi e far risparmiare denari. Perché non lo vogliono fare?  Perché liberi e rompi il sistema. Il primo obiettivo del programma è spezzare quel legame che ha cercato di spezzare la mia schiena ma non ci sono riusciti anche se mi hanno tolto il lavoro. Spezzare il legame - Il primo punto è spezzare il legame tra spesa pubblica, cricche e criminalità organizzata. Voi sapete che con questo sistema che è stato quello che ha tenuto in piedi dieci anni l’emergenza ambientale in Campania, che non si è superata non perché non si poteva superare ma se la superavi non potevi più applicare le norme emergenziali. Quindi dovevi applicare gli appalti concorso e non appaltavi più le opere agli amici degli amici. Perché non lo vogliono spezzare? Perché se il potere trasversale politico insieme ai prenditori di soldi pubblici insieme alla criminalità economico finanziaria ed insieme alla criminalità organizzata se controlla la spesa pubblica, soprattutto in un territorio come questo controllano di fatto parte dell’economia. E se controlli gran parte dell’economia decidi a chi dare appalti, a chi dare consulenze, a chi dare progetti a chi dare finanziamenti a chi far muovere il rubinetto della spesa pubblica. E se controlli l’economia controlli il lavoro. Decidono loro chi deve lavorare e crei quindi sudditanza. Lavoro - Il lavoro diventa privilegio. Diventa la concessione che ti dà chi detiene il potere. Allora se controlli spesa pubblica, economia ed il lavoro hai controllato anche il voto ed inquini la democrazia. Se tu spezzi questo legame produci ricchezza economica perché metti in moto, addirittura, la libera concorrenza. Sanno che se l’economia si mette in moto ci sono le imprese giovanili, ci sono le cooperative, c’è un modo per permettere che la ricchezza inizia a circolare fuori dal controllo e dal circuito oligopolista. Il lavoro non diventa più un privilegio ma un diritto. Diventa tutto meritocratico. Cultura. C’è qualcuno nel Paese che ritiene che con la cultura non si mangia. Noi dimostreremo a Napoli che non solo la cultura sarà l’aspetto centrale della riscossa di Napoli e dei meridionali ma che con la cultura si mangia. Se a Napoli comincia a girare il teatro, lo spettacolo, la musica, l’arte, i musei si mette in moto l’economia, si mette in moto il turismo. La gente viene a Napoli e si mette in moto l’economia che ruota intorno alla media e piccola impresa, all’artigianato, alle cooperative, all’economia di base. Uscire dalla depressione. Altro aspetto. Napoli deve uscire assolutamente da questa depressione morale, culturale ed anche esistenziale. Noi dobbiamo fare una campagna elettorale allegra con la gioia. Noi dobbiamo riscoprire la bellezza del vivere, la bellezza del guardare, la bellezza di quello che abbiamo, la bellezza di quello che non ci devono sottrarre.