12/02/2010

Coerenza ed incoerenza: le apparenze ingannano.

Ieri sera ho ricevuto una telefonata da una donna conosciuta circa 5 anni fa e di cui non avevo notizie né vedevo da almeno un paio di anni. Tra le altre cose mi dice, parlando del rapporto con gli uomini, voi non siete coerenti ed aggiunge neanchè tu da quello che scrivi. Al che, incuriosito ed attento, ho ascolto in silenzio, ci siamo salutati e mi sono addormentato. Ma appena ho aperto gli occhi, ancora nel buio e nel silenzio della notte dopo aver controllato sul dizionario  il significato delle parole coerenza, coerente ed incoerente (coerenza: l'essere coerente. Coerente: aggettivo, agisce conformemente al proprio pensiero; che non esprime contraddizione. Incoerenza: aggettivo, in senso figurato non coerente, che si contraddice.) ho scritto, di getto, quel che nasceva spontaneamente. La Natura è in costante evoluzione, tutto muta costantemente e "coerentemente" ad una progettualità misteriosa alla ragione. Appartenendo l'uomo alla Natura ed essendo soggetto alle sue leggi, ritengo che noi siamo giustamente "coerenti" solo quando siamo in sintonia con la nostra anima, quando lasciamo che il nostro  seme possa crescere e far sviluppare la propria unicità. Per tutto il resto non credo abbia senso parlare di coerenza, se non limitatamente a casi e tempi specifici (es. in politica tra quanto dichiarato e quanto messo in atto), in quanto in contrasto con la realtà che muta attimo per attimo. Inoltre, molti confondono l'essere coerenti con l'essere testardi ma sono due cose diverse. I coerenti/testardi oltre a dimenticare che "tutto scorre", dimenticano che l'anima ed i sentimenti vivono solo al presente (e quindi l'unica coerenza possibile è attimo per attimo col proprio essere) e che l'uomo può sbagliare. Immaginate gli effetti devastanti di un errata scelta operata e portata avanti per coerenza/testardaggine. Inoltre la coerenza/testardaggine è sinonimo di rigidità, di chiusura e di attaccamento a pensieri ed idee che appartengono solo alla ragione, al cervello ed all'orgoglio. Nella vita non ci sono obiettivi da imporsi e/o da raggiungere, c'è  solo da affidarsi alla propria anima, perché lei solo sa dove e come portarci. Con questo non voglio sostenere di diventare delle banderuole al vento e/o limitare la nostra coerenza a situazioni di comodo ma di essere presenti e consapevoli e di non fidarsi delle apparenze. Ricordo che ogni evento, comportamento fatto o non fatto, parola detta o non detta ha un significato per l'emittente che può e deve essere  verificato solo alla fonte, in quanto il ricevente lo interpreta secondo i propri stati d'animo, gli schemi mentali, i pensieri ed i ragionamenti ed ancor peggio lo "usa" per giustificare o rafforzare le proprie scelte o decisioni. Quindi prima di fare processi alle intenzioni con relativa sentenza di condanna è doveroso per se stessi, mettere da parte i ragionamenti, la volontà e l'orgoglio e confrontarsi con l'emittente, non per chiedere spiegazioni razionali che appartengono alla superficie ed alla apparenza ma per comprendere il significato profondo ed emozionale che può essere letto solo di persona attraverso il linguaggio del corpo. Tutto questo a maggior ragione se la reazione del ricevente è di forte emotività o se vi sono implicazioni sentimentali. Spesso chi accusa di "non coerenza" l'altro è perché vive un momento di incoerenza personale tra quel che "sente(prova)" emotivamente e le scelte o comportamenti messi in atto; situazione tipica di chi ama una persona e  per "scelta" razionale rafforzata dalla volontà e dall'orgoglio decide di non vivere il rapporto relazionale e di chiudere ogni forma di contatto e le porte del cuore. Naturalmente questo è solo il mio pensiero.