14/11/2011
Quanti uomini per una donna e quante donne per un uomo servono affinchè siano felici e realizzati?
Con l’allungarsi della vita le domande siffatte meritano rispetto ed attenzione perché la risposta è la fotografia dei comportamenti di tutti noi. Proviamo a rispondere. Per convinzione sociale vittima di una cultura cattolica, maschilista e limitata la prima risposta dovrebbe essere una moglie ed un marito ma tutti dovrebbero essersi accorti che questo non solo è pura finzione ma anche una delle più grandi illusioni fonte di malessere e disagi. I tradimenti come le prostitute sono sempre esistiti, esistono e sempre esisteranno. L’uomo per natura è poligamo deve spargere il proprio seme nel mondo attraverso le donne che garantiscano la nascita di figli sani e forti. La donna per natura cerca il maschio che possa garantirle la tranquillità (economica) e l’evoluzione della specie. Quindi il matrimonio, un tempo fonte di sicurezza per la donna, in tempo di crisi non garantisce questo elementare dettame. Una seconda risposta è data dalle esigenze reali ovvero la necessità di trovare nuovi stimoli ed appagamenti. L’uomo necessita di una donna/mamma che curi la casa e la prole (se lavora e porta i soldi in casa è meglio) e di una o più donne (trans o omosessuali) che mantengono vivo l’ego e lo distolgono dai problemi quotidiani. I problemi creano stress e deteriorano i rapporti sessuali. Il sentirsi desiderato e confermato nelle capacità di conquista ed amatorie è fondamentale per qualsiasi uomo (ora che la donna è più consapevole vale anche per lei). La donna a seconda delle aree geografiche e quindi della situazione culturale ed economica in cui vive relega sempre meno tempo alla casa ed alla prole, reclama il proprio spazio ed il proprio diritto ad essere appagata in ogni bisogno. E poichè l’uomo, che ha accanto, in lei cerca la sicurezza ed il letto caldo qualcosa non va ed il rapporto si deteriora fino a rompersi. Alla donna non rimane che rimanere legata a reticenze culturali e soffrire, tradire o lasciarlo. L’uomo difficilmente sceglie la via della sofferenza, ancor meno decide di lasciare la consorte, preferisce ampiamente il tradimento. La donna quando si innamora di un altro lascia il marito. Nel dubbio tradisce ovvero cerca la passione che in casa non ha più. Quando la passione non le basta vorrebbe l’altro tutto per se ma l’altro non ha intenzione di sostituire la passione con la routine e nascono i problemi. La donna vorrebbe nello stesso uomo affidabilità, passione e (per chi lo ha conosciuto) l’amore dell’anima ed è in perenne ricerca. L’uomo conosce solo le prime due, il linguaggio dell’anima è per pochi. Ma oltre le esigenze date dalle convenzioni sociali e quelle istintuali corporee esiste una terza categoria di esigenza: le esigenze dell’anima. Tranquilli che a queste pochi danno ascolto. Nella quotidianità sono le donne che hanno sensibilità, spregiudicatezza, emancipazione, consapevolezza e voglia di vivere che sanno identificare esattamente quello che desiderano di volta in volta. Optando per un compagno affidabile ed un amante passionale aspettando di incontrare colui che comunichi attraverso il corpo all’anima. Purtroppo arrivati ad un certo punto vogliono regolarizzare tutto dimenticando che la passione si spegne e la comunicazione con l’anima sono momenti unici e tali devono rimanere altrimenti scompaiono. Le donne che seguono questi istinti non sono trattate bene dal comune giudicare si va da immature, rovina famiglie a zoccole. Per gli uomini va un po’ meglio si opta per “deve mettere la testa a posto”, irresponsabile e rovina famiglie contornati da un diffuso parere maschile ben più positivo “e’ un femminaiolo”. I perbenisti ed i moralisti ovvero coloro che si ergono a giudici sono quelli che rifiutano di vivere la vita per quel che è e vogliono sottoporla a regole innaturali. E non potendo accettare la libertà altrui creano i tribunali della pubblica inquisizione. Le esigenze dell’anima sono quelle che non hanno giustificazioni razionali, apparentemente non hanno un senso logico, ne rispettano regole morali o a qualsiasi altra regola se non quella del benessere. I creativi, i geni, i grandi pittori, i grandi calciatori,i grandi artisti, i grandi scrittori, tutti coloro che emergono dalla massa hanno bisogno uscire fuori dalle regole. E se la creatività è data da quell’energia che genera e fa evolvere il mondo che si chiama eros ecco che questi uomini trovano ispirazione in ogni anima femminile ed hanno bisogno di una moltitudine di incontri sessuali per potere esprimere il proprio talento.
18:06 Scritto da futuro1972 in mente e corpo | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: uomini, donne, relazione, sesso, tradimento, passione, eros, anima, piscicellivincenzo, amore, trans, gay | OKNOtizie |
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28/06/2009
Gay Pride Nazionale 2009.
A Genova si è svolto il “Gay Pride Nazionale 2009” manifestazione di lesbiche, gay, bisessuali, trans gender, queer, intersessuali, con tema “L’Italia che fa la differenza. Laicità, uguaglianza, diritti per costruire il futuro.” Il corteo, circa duecentomila persone per gli organizzatori e solo trentamila per la Questura, è incominciato da piazza Principe con il trenino delle Famiglie Arcobaleno, associazione delle famiglie omogenitoriali, seguito dal carro del comitato organizzatore e da altri venti carri allegorici.
Hanno partecipato la Comunità di S. Benedetto al Porto di Don Andrea Gallo che ospita le persone transessuali del ghetto di Genova, la comunità LGBTQI migrante della città, l’Arcilesbica, l’Arcigay Milano, l’AGEDO – associazione dei genitori di omosessuali, il Join The Gap, l’Arcigay Lombardia, l’Arcigay Bologna, il carro della comunità bear, l’Amnesty International, il Coordinamento Torino Pride, la Rete Giovani Arcigay, le associazioni studentesche, i Giovani Democratici, gli Umanisti, l’Associazione Radicale Certi Diritti, il Mama Mia, il Virgo Club, Queever ed il Travelgay. L’inno della manifestazione, scelto da Don Andrea Gallo, è stato “ Princesa” di Fabrizio De André, poeta della città ligure che ha cantato il coraggio, la forza, la libertà praticata prima ancora che desiderata, l’esplorazione di percorsi umani, l’indipendenza e il desiderio di umanità. In questa canzone del 1996, la protagonista è una giovane ragazza transessuale, con il suo percorso difficile, doloroso, determinato, simbolo di tutti quegli esclusi che cercano dignità attraverso la loro vita reale. Le madrine dell’evento sono state Vladimir Luxuria e l’attrice Lella Costa, che aveva inaugurato la sede del comitato. Genova è stata piena di cittadini che sventolavano la bandiera arcobaleno del Pride emblema della comunità LGBTQI con l’immagine stilizzata della lanterna. La conferenza stampa conclusiva si è svolta in Piazza delle Erbe, il cuore nevralgico della vita sociale genovese, simbolo dell’inclusione di tutte le differenze. Per gli organizzatori è stata la manifestazione nazionale dei diritti, delle libertà, della solidarietà, del lavoro e della sua sicurezza, un’iniziativa aperta, di dialogo tra differenti culture, orientamenti sessuali, identità di genere, provenienze etniche, politiche e religiose. Ed hanno lanciato un messaggio politico di aggregazione di tutte le forze sociali e culturali italiane affinchè dalla crisi economica, dall’assenza di diritti civili, dall’incertezza del lavoro sia possibile uscire costruendo una nuova idea di società plurale e solidale.
Terminato il corteo la giornata di festa è proseguita con party musicali, feste di piazza, iniziative culturali in diversi luoghi della città.
Piscicelli Vincenzo.
08:26 Scritto da futuro1972 in politica e società | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: gay, gaypride, genova, vladimirluxuria, lesbiche, queen, trans, gender, bisessuali, manifestazione | OKNOtizie |
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26/06/2009
L' ABC del rispetto.
"Chi aggredisce, urlando (e non solo), l'interlocutore, in coscienza sa di essere in torto, e vuole annichilire l'altro. Il saggio non risponde agli urli ma ai fatti e solo quando la parola è pura dai turbini delle emozioni. "
Io non sono saggio e non aggredisco l'interlocutore, ma rispondo a tono a tutti ed a tutto (laddove la risposta è utile e risolutiva), altrimenti taccio e mi affido al Sè.
Il silenzio è di per sè una risposta con pari valore della parola verbalizzata.
Il dialogo ha senso se è costruttivo ma se si viene aggrediti, si dimentica del problema e si reagisce all'aggressione."
Il quieto non è fesso ma solo riflessivo. La riflessione è utile alla valutazione della situazione ed alla ricerca della soluzione.
"Chi aggredisce ha sempre torto(nei modi) anche se avrebbe ragione(nei fatti). Più l'aggressione è forte meno ha ragione. La gravità dei modi inficia il beneficio della presunta ragione dei fatti, ancor più se l'aggressore sbaglia intelocutore."
Il dialogo civile è l'abc del rispetto.
Piscicelli Vincenzo.
20:03 Scritto da futuro1972 in Pensieri e riflessioni | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: pensiero, riflessione, idea, convinzione, dubbio, mente, corpo, uomo, donna, gay | OKNOtizie |
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