25/03/2012
L’uomo, la vita, la passione ed il pensiero.
L’errore più importante e forse l’unico che commette l’uomo è illudersi di poter dirigere e governare se stesso, la Natura e gli altri. Questa illusione e presunzione è la causa maggiore dei problemi che viviamo a livello sociale e personale. Pensare che una mente o poche menti possano decidere il futuro del mondo e di miliardi di persone o anche solo di un’altra persona o di noi stessi è un’assurdità che deve far riflettere. Nessuno può decidere e dirigere a proprio piacimento se stesso, l’altro e gli altri solo in base al pensiero razionale o a delle motivazioni razionali. Il cervello ed il ragionamento eletto a guida di se stessi e base di ogni decisione è uno strumento inadeguato e limitato allo scopo. L’uomo è molto di più che un pensiero razionale. L’uomo è la congiunzione tra il razionale e l’irrazionale, tra il noto e l’ignoto, tra il conscio e l’inconscio. Le crisi, i disagi, le malattie gli stati di insoddisfazione sono tutti segnali e manifestazioni di questo pensiero comune creato da chi ha “potere” per poter meglio dirigere, controllare e gestire le masse(o semplicemente il compagno, il figlio, la persona più bisognevole) per il proprio arricchimento materiale o soddisfazione personale. Badate bene che questa soddisfazione personale ha una durata minima e necessità sempre di maggiori conferme perché mancando queste la persona va in crisi. E per evitare lo stato di crisi interiore che non riuscirebbe a tollerare ripete questo meccanismo finchè può. La persona dovrebbe trovare l’appagamento interiore e non le soddisfazioni esteriori dovute ad eventi casuali e/o di terzi. Il pensiero comune è che tutto debba avere una spiegazione e che tutto dipenda dalla relazione causa/effetto e che il mondo si divida tra giusto e sbagliato, buono e cattivo, naturalmente il tutto basato su valutazioni personali, logiche e razionali che toccano l’essere umano solo parzialmente. Le valutazioni personali devono essere di tipo emotivo ovvero cosa provo in questo momento ed in questa situazione e non chi ha ragione, chi ha torto, di chi è la colpa, qual è la causa e/o la soluzione. Siamo diventati dei ragionatori con dei software di massa che ci impongono regole di comportamento, obiettivi da perseguire, modelli da seguire tali da renderci (schiavi)simili e da costringere le particolari ed uniche caratteristiche personali ad uniformarsi. Chi si ribella a questo stato di cose è visto con occhio critico ma forse è uno dei pochi che tende a far sviluppare la propria essenza così come deve essere senza pensare ad essere un modello vincente e condiviso. La differenza tra i computer e noi è quasi nulla. Solo che dentro di noi esiste un qualche cosa che chiamo “anima” che si ribella a modo suo, attraverso il suo linguaggio che può essere un disagio, una malattia, uno stato di insoddisfazione o di appagamento. Siamo talmente “bravi” che anche la passione e l’amore deve essere razionalizzato. Il lavoro non si sceglie in base alle proprie caratteristiche o passioni ma in base alla necessità ed al profitto. Siamo tutti in corsa per uno stesso obiettivo o ideale, pochi provano a sondare strade alternative poco battute o mai battute, si preferisce seguire strade segnate da altri dimenticando che queste sono esaurite o da sbocchi limitati. La fantasia, il sogno, la creatività sono mortificati, umiliati, ridicolarizzati. La libertà è una parola da citare ma di cui non si conosce il reale significato e valore. La si usa impropriamente e solo limitatamente a certe situazioni e condizioni tale da renderla una “libertà vigilata”: Stesso ragionamento per gli studi da intraprendere. Non si accetta che è la passione che c’è dentro di noi ad essere la discriminante tra appagamento e frustrazione e non i risultati pubblici a determinare il nostro benessere. Questi possono essere solo degli esaltatori ma di durata minima. Ed anche nel campo dei sentimenti tutto sta diventando una valutazione razionale dare/avere. C’è una valutazione dell’altro che sembra essere la base di un contratto da stipulare tra due società commerciali. Le domande più o meno taciute sono; “L’altro cosa mi garantisce? Quanto posso guadagnarci affettivamente o praticamente? Quanto l’altro colma i miei bisogni? Che lavoro ha? Quanto guadagna? Che tenore di vita può garantirmi? Sa cucinare? Sa cucire? Sa stirare? Quante storie ha avuto? Ecc…” Basterebbe ascoltare le sensazioni del corpo. Le coppie di oggi ma forse anche di ieri sono dei contratti(spesso chiamati matrimonio o fidanzamenti) più o meno taciti di compromessi, abitudini e necessità che nulla o poco hanno a che vedere con la passione ed i sentimenti. Tanto è vero che i tradimenti(parola usata impropriamente) nelle coppie sono in notevole aumento, sempre più tollerati e fintamente ignorati. Ci sono ragioni di convenienza ed apparenza da tutelare fintanto che questo è tollerato dal nostro ego. Ovvero ci roviniamo la vita da soli con il supporto del pensiero predominante ma la ragione e la razionalità hanno risolto e spiegato solo particolari minimi dell'uomo e della vita lasciando insoluti tanti e troppi misteri che di fatto compongono gli eventi che chiamiamo vita.
Piscicelli Vincenzo.
09:31 Scritto da futuro1972 in opinioni, Pensieri e riflessioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: uomo, donna, lavoro, passione, emozione, amore, sesso, speranza, futuro, studio, emozioni, piscicellivincenzo, pensiero | OKNOtizie |
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27/01/2012
L'incontro.
L’incontro.
Cammino.
Guardo.
Incontro due occhi.
Quattro occhi si osservano.
Mi perdo.
Ci perdiamo
Il viso diventa rosso.
Il mio.
Il suo.
È un attimo.
E’ infinito.
Un sussurro.
Mille parole non dette.
La voce si strozza in gola.
Silenzio.
Emozioni che veicolano.
Si incrociano.
Si fondano.
Un battito di ciglia.
Due battiti di ciglia.
Miei, suoi, nostri.
E’ nato qualcosa.
Il silenzio parla.
Le labbra si inturgidiscono.
I corpi si vogliono.
E’ amore, forse.
Desiderio, certamente.
Passione bruciante.
Fremito travolgente.
Uno sfioramento fortuito.
Un tocco voluto.
Due tocchi cercati.
Un ciao timido, intenso.
Due ciao, timidi, intensi.
Piacere Vincenzo.
Piacere ….
Piscicelli Vincenzo.
17/01/2012
Il corteggiamento.
Il corteggiamento è un vestito, cucito a mano e tagliato perfettamente all'altro, fatto con i fili della fantasia e dei sentimenti ispirato dal desiderio di conquista dell'amato. Ad ognuno il suo vestito. Ma chi fugge e non si fa prendere le misure ... rimane nuda.
23:03 Scritto da futuro1972 in Pensieri e riflessioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: corteggiare, amore, uomo, donna, innamoramento, passione, desiderio, fantasia, emozione, piscicellivincenzo | OKNOtizie |
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