23/06/2012
Aforisma del giorno.
Uno Stato che non offre le stesse possibilità di crescita e realizzazione psicofisica, economica e sociale al figlio del nullatenente ed al figlio del più ricco è uno Stato non democratico che ha fallito il proprio ruolo.
Piscicelli Vincenzo
09:35 Scritto da futuro1972 in Pensieri e riflessioni, politica e società | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: stato, possibilità, realizzazione, psicofisico, figlio, ricco, povero, democrazia, economia, piscicellivincenzo, aforisma | OKNOtizie |
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05/06/2012
L'uomo, la macchina, il controllo e l'illusione.
Osservare come siamo monitorati da facebook o da google, da altri motori di ricerca o da persone fisiche è interessante. Costoro hanno dimenticato la cosa principale che l'essere umano può falsare i propri interessi mediante le ricerche "non corrispondenti al vero" e rendere vano o meno utile il loro monitorare, reperire dati e dare suggerimenti. Un uomo creativo comanderà sempre sulla macchina ed illuderà sempre anche l'uomo che monitora.
Viva l'uomo che non diventerà mai schiavo di una macchina e seppure questa è perfetta riuscirà sempre ad ingannarla.
La differenza tra la macchina e l'uomo consiste nel fatto che la macchina vive di imput esterni ed è programmata e controllata al fine del profitto mentre l'uomo vive di imput esterni ed interni ed è programmato per il benessere e non per il profitto. Quando l'uomo vive di soli (o con predominanza) di imput esterni e secondo il criterio del profitto (devi primeggiare, devi studiare di più, devi guadagnare di più, devi essere più bello, devi impegnarti di più, devi rendere di più, ecc..) diventa come le macchine. E quando l'uomo diventa come la macchina perde di fantasia, di creatività, di intelligenza, di emozioni, di sensazioni, di idee, si ammala e lentamente muore.
Vincenzo Piscicelli
06:55 Scritto da futuro1972 in mente e corpo, Pensieri e riflessioni, politica e società | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: macchina, uomo, fantasia, intelligenza, creatività, schiavo, imput, profitto, piscicellivincenzo, economia | OKNOtizie |
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01/06/2012
L’Italia e l’italiano costantemente assente.
L'Italia potrebbe essere un Paese ricco e dal benessere unico. Potremmo vivere con il turismo e le ricchezze del territorio. Potremmo essere di esempio ad altri. Potremmo ma non vogliamo. Noi parliamo ma non abbiamo idee. Noi seguiamo il branco. Noi non abbiamo una visione complessiva. Non abbiamo una visione reale dello stato delle cose. Noi siamo perfetti indignati, ad ogni evento drammatico ci commoviamo, troviamo nell’emergenza la forza di esistere sotto i riflettori per poi scomparire subito dopo, quando i riflettori sono spenti. Finchè non succede il dramma viviamo nell’assenza di responsabilità e di realismo. Noi italiani non vogliamo vedere la realtà preferiamo credere alle illusioni. Noi italiani non ci battiamo per i diritti e non eseguiamo i doveri. Noi italiani vendiamo i diritti in cambio di alcuni, minimi privilegi. Noi italiani intendiamo come doveri solo quelli che ci nuocciono nell’immediato. Noi italiani sappiamo lamentarci ma non affrontiamo i problemi finchè questi non ci sono esplosi tra le mani facendo danni ormai irrecuperabili. Noi italiani siamo una barzelletta di popolo. Noi italiani siamo un brano di pecore guidate dai capobranco. Noi italiani siamo assenti ingiustificati. Noi italiani non sappiamo tutelare noi stessi. Noi italiani non sappiamo tutelare il futuro delle prossime generazioni ma sappiamo come fare per tutelare alcuni nostri privilegi. Noi italiani guardiamo ma non vediamo. Noi italiani ci lamentiamo ma non parliamo. Noi italiani parliamo ma non firmiamo. Noi italiani deleghiamo le responsabilità Noi italiani deleghiamo le soluzioni dei problemi. Noi italiani mangiamo merda e la scambiamo per cioccolata. Noi italiani distruggiamo il distruggibile e poi ci lamentiamo dei danni. Noi italiani per un posto al sole vendiamo il culo. Noi italiani invochiamo la meritocrazia ma non la vogliamo. Scambiamo il merito per il possesso di titoli di studio. Noi italiani stiamo zitti quando ledono i diritti di quello vicino o lontano non sapendo che domani toccherà a noi e loro non potranno più parlare. Noi italiani non amiamo la nostra terra. Noi italiani non rispettiamo la nostra terra. Noi italiani non amiamo noi stessi. Noi italiani pensiamo di essere i migliori e non riconosciamo il talento altrui. Noi italiani ci facciamo dividere e comandare come burattini. Noi italiani ci sentiamo furbi quando rubiamo un privilegio. Noi italiani abbiamo regole democratiche ma le sabotiamo. Noi italiani abbiamo un cuore ma lo abbiamo venduto al miglio offerente. Noi italiani giustifichiamo ogni nostro comportamento ma condanniamo quello degli altri. Noi italiani parliamo di Costituzione ma non l’abbiamo mai letta. Noi italiani interpretiamo nel volere del capo. Noi italiani siamo intelligenti ma seguiamo l’andazzo. Noi italiani ci facciamo prendere in giro. Noi italiani ci accontentiamo delle briciole.
L’Italia è un Paese colabrodo retto su diverse caste che si dividono il potere ed i soldi. Ogni settore dove osservato riserva drammatiche sorprese. Si muore per incuria ed ignoranza. Si vive nel costante rispetto del potente e dei suoi fedeli. Se vai controcorrente è una guerra solitaria. Tu diventi colpevole e nel migliore dei casi un rompicoglioni. Le strutture sono a piramide dove il vertice vuole comandare ed avendo egli stesso costruito il sistema non lo cambia o distrugge, preferisce, tenerlo in piedi e proteggerlo: perché cadrebbe egli stesso. E la cosa drammatica è che non vedo la volontà di cambiare le cose ma solo la volontà di sostituirsi a quelli che ci sono per esercitare il potere o trarne vantaggi al posto loro. Così si uccide un Paese con chiari responsabili: gli italiani.
07:21 Scritto da futuro1972 in politica e società | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: italia, crisi, potere, soldi, politica, economia, diritti, doveri, privilegi, piscicellivincenzo | OKNOtizie |
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