05/06/2012

L'uomo, la macchina, il controllo e l'illusione.

Osservare come siamo monitorati da facebook o da google, da altri motori di ricerca o da persone fisiche è interessante. Costoro hanno dimenticato la cosa principale che l'essere umano può falsare i propri interessi mediante le ricerche "non corrispondenti al vero" e  rendere vano o meno utile il loro monitorare, reperire dati e dare suggerimenti. Un uomo creativo comanderà sempre sulla macchina ed illuderà sempre  anche l'uomo che monitora.

Viva l'uomo che non diventerà mai schiavo di una macchina e seppure questa è perfetta riuscirà sempre ad ingannarla. 

 

La differenza tra la macchina e l'uomo consiste nel fatto che la macchina vive di imput esterni ed è programmata e controllata al fine del profitto mentre l'uomo vive di imput esterni ed interni ed è programmato per il benessere e non per il profitto. Quando l'uomo vive di soli (o con predominanza) di imput esterni e secondo il criterio del profitto (devi primeggiare, devi studiare di più, devi guadagnare di più, devi essere più bello, devi impegnarti di più, devi rendere di più, ecc..) diventa come le macchine. E quando l'uomo diventa come la macchina perde di fantasia, di creatività, di intelligenza, di emozioni, di sensazioni, di idee, si ammala e lentamente muore.

Vincenzo Piscicelli

 

https://www.facebook.com/PiscicelliVincenzo

27/02/2012

Pensiero del giorno.

Se hai perso la capacità di sognare, fermati e trova tempo per stare solo con te stesso. Il sogno quando lo vivi ha la stessa realtà della quotidianità ma non lo puoi controllare. Lui è libero, tu no.

22/09/2010

Imparare dai bambini.

Ci hanno insegnato ad imparare dai grandi, ad ascoltarli ed ubbidirli. Ci dicono di studiare, di imparare nozioni ed attraverso i risultati ci valutano, ci catalogano. In poche parole ci rendono dei burattini da competizione, da sfruttare al massimo e poi gettare via. Non importa a nessuno che sei felice o che stai bene, importa  che rendi. C'è l'idea sbagliata che il migliore primeggerà e dietro questa si umiliano le persone. Migliore secondo il modello in voga. Costoro, i più, hanno perso di vista il potenziale che ognuno ha di suo che è nascosto e va aiutato a manifestarsi. Hanno mortificato il talento ed offeso l'unicità. E Chiamiamo "somaro" chi non si applica per diventare un "robottino", come noi inquadrati dalle regole del già detto, del già visto, del già sentito. Il risultato è questa società di malati e di insoddisfatti perenni dove quasi tutti hanno qualcosa di cui lamentarsi, qualcuno su cui scaricare colpe e responsabilità e che ricercano l'appagamento o l'evasione attraverso l'utilizzo di sostanze stupefacenti come le droghe, il fumo, l'alcol ed il cibo. Gli adulti pensano di sapere come va la vita e pretendono di insegnarla, di dare consigli e di dare giudizi. E se hanno potere, dettano legge, ti impongono il loro modello ed in base a quanto gli assomigli ti premiano o ti criticano. Dietro la parola meritocrazia nascondono il potere di giudizio che vogliono detenere. Esprimono giudizi sui sentimenti, su quello che hai fatto o non fatto, detto o non detto.  Ognuno che è socialmente avanti  a te, crede di sapere e vuole decidere per te,  nel lavoro come nella vita privata. Tutti sanno per gli altri ma non per loro stessi. Dicono di volerti bene, di volerti aiutare ma in questo modo vogliono solo controllarti o appagare il proprio Io. Vogliono sentirsi importanti ed utili. Essere riconosciuti in quel che si fa e si dice è una necessità del proprio Io ed è uguale all'accumulare beni e prestigio, di certo utili e piacevoli ma non per questo appaganti per l'anima. Si credono superiori al mistero della vita: loro sanno; loro possono,  loro hanno potere ma dimenticano che così sono schiavi anch'essi dei beni, del potere e della conoscenza nozionistica. I bambini prima di essere ammaestrati, da noi adulti, non sono così, loro sanno vivere la vita così com'è, come viene. Quindi cosa fare? Prendere atto della situazione ed imparare dai bambini. Si, imparare da loro, osservandoli in silenzio e senza giudicarli. I bambini, prima della nostra contaminazione nozionistica e formativa, sono dei veri maestri di vita. Nel corso degli anni più volte mi è capitato di osservare ed imparare da loro, quello che col diventare grande e forse maturo, - Essere maturo, essere bravo sostanzialmente significa,  essere concordi con i "giudici", essere dei buoni allievi, dei figli rispettosi  o dei lavoratori ossequiosi, rispondere al loro modello di perfezione e naturalmente rispettare il loro giudizio insindacabile - ho dimenticato. I bambini vivono al momento percepiscono emotivamente se fidarsi o meno e se lasciati liberi di esprimersi sono fantasiosi e creativi. Sono curiosi, intraprendenti e allo stesso tempo pigri, sono coraggiosi ed hanno anche paura, ridono e gioiscono del poco e  piangono per un capriccio per poi tornare a ridere. Sono flessibili, riescono a fare movimenti col corpo che noi adulti invidiamo, esprimono pareri taglienti così come li pensano, senza filtri. Ti fanno domande ed osservazioni alle quali noi adulti non sappiamo dare risposta. Sono intuitivi con i giochi, con i computer, con tutto quello che gli interessa e li appassiona. Ecco loro vivono di piacere, di interessi, di passione. Vogliono mangiare quando hanno fame e dormire quando hanno sonno, non di certo guardano l'orologio. Esprimono il talento nel giocare. Non cercano il perché delle cose, non pensano a ieri o al domani, loro sono lì e tutto per loro comincia e finisce lì. E loro così, liberi, esprimono le passioni, gli interessi, il talento che hanno.

Piscicelli Vincenzo.