26/09/2011

Le “tattiche” in amore.

Spesso mi capita di ascoltare persone che studiano e/o pensano ai comportamenti da adottare per conquistare l’altro o per viverne il rapporto, così come stabiliscono delle regole cui l’uno, l’altro o entrambi devono sottostare.  E, ancor più, noto che queste persone sono fiere di questo modo di fare. Beh, a guardare i risultati sono sicuramente soddisfacenti. Riescono spesso a conquistare l’altro, a starci in coppia, a fidanzarsi, a sposarsi e talvolta anche a creare una famiglia. Quindi tutto sembrerebbe giusto. Ma non è così. Le tattiche possono funzionare ma sono una costruzione di un qualcosa che non appartiene alla persona. E’ come recitare una parte, avere il plauso e l’ammirazione dell’altro ma è pur sempre una recita di un copione preparato a tavolino. E la vita non è una recita a copione ma un mistero fatto di sorprese ed imprevisti e noi dobbiamo solo essere presenti a quello che avviene. Conquistare una persona con metodologia non significa amarla. Vivere un rapporto di coppia di regole per quanto condivise non è amore. Perché l’amore è istintività, libertà e creatività. Chi prova un sentimento non deve pesare l’altro e valutare i suoi comportamenti anche perché spesso è nelle sfumature che si percepiscono segnali di interesse che non sono ancora palesati. L’amore è dare non avere. E se uno teme di dare per paura di non avere non ama. Quindi niente tecniche o tattiche ma solo essere se stessi, così come viene. Dobbiamo diventare protagonisti della nostra vita e ciò significa essere se stessi con tutte le proprie uniche caratteristiche (pregi e difetti) messe in mostra. Fingere può produrre un risultato effimero, superficiale ma non appartiene alla magia della vita. A meno che la finzione non è un’espressione di se stessi, non costruita e non recitata. La persona dovrebbe sempre esprimere quello che prova, soprattutto se sono sentimenti positivi e non badare alla risposta dell’altro (se questa non dice che non gradisce).

Piscicelli Vincenzo.