09/05/2012

L’arbitro Stefano Farina ospite dell’incontro “Educare alla vita buona dello sport” ad Andria.

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Un incontro significativo sul tema “Educare alla vita buona dello sport” è  in programma giovedì 10 maggio, alle ore 19,30, presso l’auditorium “Riccardo Baglioni” dell’oratorio “S. Annibale Maria di Francia”  di Andria (BT) in  piazzale Gran Sasso. All’happening educativo che sarà introdotto da Michele Caldarola e moderato dal parroco dell’oratorio don Riccardo Agresti, parteciperà l’ex arbitro internazionale di calcio Stefano Farina, alla presenza del sindaco di Andria  Nicola Giorgino e dell’assessore allo Sport Flavio Civita. Un confronto e scambio di esperienze  volti a sensibilizzare i giovani e tutti gli addetti ai lavori, dai tecnici agli accompagnatori, dai genitori agli educatori, sui fondamenti etici della vita attraverso la pratica sportiva . “““Lo sport possiede un notevole potenziale educativo soprattutto in ambito giovanile e, per questo, occupa grande rilievo non solo nell’impiego del tempo libero, ma anche nella formazione della persona. Praticato con passione e vigile senso etico, specialmente per la gioventù, diventa palestra di un sano agonismo e di perfezionamento fisico, scuola di formazione ai valori umani e spirituali, mezzo privilegiato di crescita personale e di contatto con la società",  come evidenziato  dal Santo Padre Benedetto XVI nel messaggio inviato ai partecipanti al seminario di studi su “Sport, educazione, fede: per una nuova stagione del movimento sportivo cattolico”,  svoltosi a Roma  nel 2009 e ribadito Don Riccardo Agresti nella presentazione dell’incontro dal titolo ““Educare alla vita buona dello sport”, incentrato a promuovere una rigenerazione della cultura sportiva.

 

In prossimità dell’estate, spiega Don Riccardo Agresti: ““abbiamo pensato, di invitare un personaggio del mondo dello sport che ci spiegasse come si può arginare la mentalità di raggiungere traguardi quotidiani prendendo “scorciatoie” facili (raccomandazioni, corruzione, compromessi, non rispetto delle regole, ecc.). Le nuove generazioni sono fortemente condizionate dall’esempio degli adulti che non sempre sono confacenti al rispetto delle regole. La ferialità ci insegna che bisogna urgentemente lavorare insieme e favorire i giovani alla comprensione che la via maestra da seguire è l’impegno e la scoperta dei propri talenti. L’esperienza di questo noto arbitro di serie A e internazionale, Stefano Farina, potrà aiutarci a sensibilizzare i ragazzi e i giovani, presenti nei vari circoli e scuole calcio, a recepire la presenza educativa degli insegnanti, degli istruttori e dei propri genitori a percorrere la crescita umana senza affanni e affidandosi allo sviluppo armonico del proprio essere. Siamo fiduciosi che dando dei piccoli contributi possiamo far desistere i ragazzi dal procedere senza regole la vita individuale”””.

 

Appuntamento da non perdere quello in calendario giovedì  10 maggio ad Andria (BT) con la presenza di  Stefano Farina, attuale responsabile della Commissione Arbitri Nazionale di Lega Pro, per  parlare  del tema “Educare alla vita buona dello sport”, nell’ottica di superare la logica del risultato e contribuire così a progettare la vita con fiducia e responsabilità, attraverso l’opera educativa congiunta della famiglia, della scuola, dell’oratorio, delle associazioni per conferire qualità umana, tecnica  e formativa alle attività sportive. Bartolo Carbone

06/10/2011

Il pagliaccio.

Sono folle.

Sono stupido.

Sono un buffone.

Sono stralunato,

incapace e pasticcione.

Sono goffo

e a volte romantico.

Sono un pagliaccio,

il clown della città

mi esibisco sui palchi del teatro

e nella vita quotidiana.

Faccio ridere bambini

ed adulti.

Salto, rido, danzo

amo e piango.

Sono un pagliaccio

e sono un uomo.

Ballo e rido

 al solo pensiero

che siano quegli occhi vuoti e freddi

a giudicarmi,

incastrati tra l’ipocrisia

ed il bon ton.

Son contento di mendicare.

Son contento di essere folle.

Son contento di essere stupido

Son contento di essere libero

di vivere e raccontare la vita

quella comune ed unica

piena di sorprese

delusioni, illusioni,

speranze, dolori e amori.

Sono il pagliaccio

salto, rido, ballo

ed amo.

Sono un pagliaccio

ridi pure tu

anche di me.

 

Piscicelli Vincenzo

03/09/2011

Tra il capire ed percepire c’è la stessa differenza che c’è tra il vivere ed il fingere di vivere.

La società ci cresce come animali da addomesticare per rispondere ad un compito secondo dei parametri sociali. Nasciamo quasi liberi e subito incominciano a metterci la “camicia di forza” dei comportamenti e delle nozioni da apprendere. Ci impongono dei modelli comportamentali come se un vestito di una taglia seppure elasticizzata possa andare bene a tutti. E se non va bene quelli fuori norma hanno dei difetti. Sono criticati, derisi, talvolta offesi e con un’idiota oppressione psicologica gli si impone di cambiare. La diversità è vista come un difetto. Il talento è ridicolizzato. La creatività imprigionata e limitata. (da qui nasce il razzismo). A nessuno o pochi importa l’evoluzione naturale della persona a tutti o molti interessa l’evoluzione sociale della persona. I figli diventano prodotti da plasmare ed esibire. Il bambino deve essere ubbidiente, deve ascoltare e seguire i genitori come guru (dovrebbero essere i genitori ad adeguarsi al bambino, lo hanno messo al mondo). A scuola deve studiare non per imparare un metodo o la socializzazione ma per imparare meccanicamente delle nozioni e dei comportamenti “normali” per essere giudicati secondo modelli alquanto discutibili da persone anch’esse discutibili. Crescono e gli viene insegnato un modus vivendi improntato sul capire, sulla ragione, sul pensare(sempre secondo modelli imposti) tralasciando il sentire, la creatività, le relazioni umane e sentimentali. A questo gioco perverso partecipano un po’ tutti in diverse forme e modi. E poi ci lamentiamo della società in cui viviamo. Dovremo riscoprire il “percepire”. Impariamo ad ascoltare le nostre emozioni e sensazioni ed agiamo secondo esse. Qualsiasi decisione dobbiamo prendere lasciamo che siano le sensazioni e le emozioni a farla da padrona che solo il rispetto di queste ci fanno star bene con noi stessi e con gli altri. Non tutto è capibile. Poco è spiegabile. La scienza è limitata per quanti progressi abbia fatto. Il pensiero è una costruzione mentale. Il ragionamento è un’insieme di pensieri e valutazioni. Tutte cose superficiali. Tutte cose parzialmente inutili. Tutte cose che costruiscono una società finta, divisa ed insoddisfatta.

Piscicelli Vincenzo