01/01/2012

Anno 2012 tra bilanci e buoni propositi. Auguri a tutti, di cuore.

L’anno si è concluso e forse per la prima volta o la seconda in vita mi accorgo di non sentire la necessità di fare bilanci per il tempo trascorso e neanchè ho propositi  per il nascente anno.  Mi vien da ridere al solo pensiero di cosa si intende per  “bilancio” di un anno o di una vita e tante domande. Quali sono i parametri per giudicare le esperienze vissute ? Esiste un modello di vita con regole e fatti cui paragonare la propria e compiere le valutazioni? E se esistesse chi lo ha deciso? Cosa è inteso per positivo e cosa per negativo? E come si intende la somma degli eventi? Ed altre ancora. Tutte banalità che ci hanno trasmesso gli altri per meglio controllarci, facendoci sentire sbagliati o inadeguati ed attraverso i sensi di colpa ed i ricatti affettivi: manipolarci. E se non fanno gli altri lo facciamo noi stessi. Da soli, ci giudichiamo e ci assolviamo o ci condanniamo con tanto di cose e situazioni da cambiare o migliorare. Siamo talmente presuntuosi da fare/essere giudici di noi stessi, degli altri e della vita. Ma forse la nostra non è solo presuntuosità è proprio rifiuto alla vita. Preferiamo muoverci per luoghi comuni, crearci recinti di idee e pensieri per essere accettati ed omogenei alla massa e non vivere. La vita in quanto ingiudicabile, imprevedibile, unica ed irripetibile è esule da giudizi, valutazioni, bilanci e buoni propositi. I bilanci non solo sono inutili e dannosi ma sopratutto sono falsi perché includono dei termini di paragone e temporali che nulla hanno a che vedere con la totalità dell’uomo e della sua interiorità nel contesto dell’intera Natura. Ma possono tener presente solo dei parametri  oggettivi  talmente limitati da non arrivare ad una conclusione completa ed esauriente. L’anno trascorso è stato speciale, unico, irripetibile per tutto quello che è stato o che non è stato, così come quello precedente e quello precedente ancora , fino a giungere all’origine del mondo; se un origine esiste. Cosa può essere meglio o peggio di quello che è accaduto? Nulla. E chi lo stabilisce? Solo la nostra mente limitata, le nostre aspirazione, i desideri banali e comuni (soldi, amore, tranquillità, lavoro) possono fungere da illusione. Stesso discorso per l’anno nuovo. Nessun buon proposito mi guida. Siamo cresciuti con l’idea che dobbiamo diventare più buoni. Questo è quello che ci è stato insegnato a parole. Come  dire che noi dobbiamo essere più buoni ma chi c’è lo dice è effettivamente più buono? Peccato che il “più buono” consiste nel rispondere a dei modelli sociali cui genitori, familiari, amici, compagne e chiunque si relaziona con noi ci vuole per il loro interesse. Ci vogliono ancora come robot che sono buoni se rispettano il loro volere e cattivi se si è liberi di vivere la vita come più desideriamo. Senza errori non si cresce. Senza esperienze concrete non si cresce. Con i buoni propositi non si cresce. Con qualsiasi tipo di proposito non si cresce.  Con i propositi la nostra anima non può fare di noi quelle persone uniche cui siamo destinati ad essere. I buoni propositi anche se personali come il “mi metterò a dieta” o “sarò più studioso”, “più  laborioso”, “più rispettoso”, ecc… hanno la stessa valenza di quelli acquisiti ovvero del tutto falsi, deleteri ed inutili. Ricordiamoci che la vita è unica dalla nascita alla morte e forse da prima della nascita a dopo la morte ed il tempo (secondi, minuti, ore, giorni, mesi, anni) non esiste se non nella nostra mente, creato per convenzione. La Natura e quindi il corpo e l’anima hanno i tempi unici scanditi da qualcosa di incomprensibile non controllabili con un orologio. L’unica cosa che veramente possiamo fare è essere presenti ad ogni istante che viviamo così com’è e forse scopriremo che quell’istante è sempre la fine e l’inizio di un nuovo anno. Ed in quell’istante solo c’è tutta la vita. L’altra cosa importante è lasciare un posto libero, dove? In noi stessi. Nel cuore. Nella pancia. A tavola. In macchina. In ogni dove c’è spazio. Ricordandoci che se ogni posto è occupato (come la mente dai pensieri o il cuore dal ricordo delle emozioni) non c’è spazio per il nuovo. Quel nuovo chiamato mistero ed imprevedibilità che è la vita.

Piscicelli Vincenzo

Il nuovo anno.

E’ arrivato

con gli onori della cronaca

morti e feriti per i botti illegali

sparati da ignoranti ed incivili

pagati cari alla faccia della crisi,

comprati al mercato nero  

alla faccia della legalità

per mostrare

la tua potenza, la tua arroganza, la tua ignoranza.

Hai scelto 

da tifoso tra “la capa di Lavezzi” e  la “bomba di Cavani”,

da acculturato  tra “O’ spread” e “la bomba Mario Monti”,

da terrorista “il pallone Bin Laden”

o  in ricordo “il Taricone”.

Noncurante di foraggiare la camorra.

Si, quella delinquenza che ti mangia la città

ti corrompe con promesse, illusioni

e facili compensi.

Tu sparavi e le loro tasche riempivi,

il lavoro nero  giustificavi

e l’evasione accrescevi.

Festeggiavi,  non l’anno nuovo

ma il malcostume di cui ti vanti

e che tutti i giorni ti corrode dentro

fino a confondere il giusto e lo sbagliato,

tra legale ed illegale.

I colori dell’arcobaleno della vita

dentro te diventano grigio

come il fumo dei fuochi

che orgogliosamente accendi,

come il cielo d’inverno pieno di nebbia.

La stessa nebbia che offusca

Il cuore e pure la ragione.

 

Piscicelli Vincenzo

 

31/12/2011

Un anno se ne va.

Piano piano

se ne va,

in silenzio

senza clamore,

senza inutili bilanci,

senza troppe luci,

senza fuochi artificiali

e senza il botto finale.

Un anno è passato.

E’ andato via

con le sue storie,

le sue avventure,

i piccoli passi fatti,

quelli non riusciti,

il ritorno al lavoro,

all’indipendenza,

al tintinnio dei calici,

ai sogni grandi

ed a quelli piccini

e tutti tremendamente importanti.

La penna ha scritto molto,

ha raccontato un anno intero,

ha raccontato di me, della vita,

di Lei, dell’amore

e sempre a modo suo.

Giorno dopo giorno,

ora dopo ora,

attimo per attimo

è stato vissuto intensamente

con tanti problemi,

emozioni, delusioni, sconfitte, vittorie

e tutte necessarie.

La barba è un po’ più bianca,

i capelli pure,

sono i segni del tempo che va

ma il cuore è più giovane che mai

pronto ad emozionarsi

come solo lui sa fare.

Un anno vissuto intensamente

come se fosse il primo.

Meno tre.

Meno due.

Meno uno.

È nato il 2012.

Ora è tempo di brindare

a me stesso

a quel che provo

a quel che mi  fa essere qui

così come sono

ancora con la penna in mano

a scrivere  per raccontare,

le emozioni della mia anima.

 

Piscicelli Vincenzo