13/05/2009

"Un messaggio nella bottiglia."

Iscriviti al nuovo gruppo nato su Facebook è gratuito.

Nome gruppo: "Un messaggio nella bottiglia".

Ognuno di noi vorrebbe trovare una bottiglia sulla battigia, aprirla e trovare un biglietto dentro, riportante un messaggio di quello che più desidera.
Ognuno di noi vorrebbe scrivere e riporre in una bottiglia un suo personale messaggio, chiuderla e lanciarla nel mare, sperando che giunga a qualcuno, che l'apra e lo legga.


Qual'è il tuo messaggio che vuoi mettere nella bottiglia e quale vorresti trovare?


Scrivilo qui, lancialo nel mare del web e vedrai che qualcuno lo leggerà e ne sarà contento.

Vi aspetto.

Piscicelli Vincenzo

10/04/2009

10 Aprile 2009 lutto nazionale.

Questa giornata per la sua drammaticità è entrata di diritto nella storia. Il sisma ha distrutto una città, ha ucciso 287 persone, ha ferito oltre 1500 feriti, ha creato oltre 27000 sfollati.

Mi auguro che risvegli le coscienze di tutti gli italiani che aiutino chi ha bisogno e che domani a riflettori spenti le persone senza casa, senza lavoro, senza nulla, non vengano dimenticate. Inoltre mi auguro che le persone che hanno creato questa strage utilizzando materiali pessimi e non idonei per la costruzione di quelle case e di quelle strutture si assumano le proprie responsabilità morali e giudiziarie.

Coloro che hanno truffato, che si sono arricchiti a spese della collettività, che dovevano controllare e non lo hanno fatto o sapevano e non hanno denunciato, insieme agli amministratori ed ai politici responsabili devono pagare ed avere la dignità di autodenunciarsi, di lasciare gli incarichi pubblici, restituire i soldi che hanno avuto senza merito a coloro che ne hanno bisogno e che loro hanno fatto diventare vittime di questo sisma.

La Natura con il suo operato ha creato una crepa nel profondo della terra e nel profondo delle coscienze, non lasciamo che queste crepe dolorose non servano da esempio per non commettere nuovamente gli stessi errori.

Chi sa deve parlare.

Il modo migliore per onorare le vittime, i feriti, gli sfollati e la terra d'Abruzzo è denunciare tutti i responsabili di questa strage compresi i mandanti occulti, i colletti bianchi del mondo economico e politco seppur dovesse riguardare personaggi di livello nazionale.

Non è sufficiente quel che è stato fatto e quel che si farà dal punto di vista economico e di ricostruzione se non verranno trovati i responsabili. Costoro sono responsabili quantomeno morali di omicidio volontario, perchè costruire con materiali inadeguati, omettere o falsificare i controlli in una zona altamente sismica come L'Aquila equivale ad ammazzarli.

I fatti parlano da sè.  Questa strage non è figlia della casualità o della sfortuna ma del menefreghismo, dell'arroganza, dell'avidità e dall'egoismo di chi doveva fare e non ha fatto. I terremoti non si possono prevedere, questo è quel che dice il mondo scientifico ma evitare che creino danni e vittime è possibile e dipende dall'uomo, da noi tutti.

Ho vissuto a L'Aquila per quasi due anni, ho sofferto il terribile freddo come goduto delle fresche serate estive, ho mangiato e bevuto, ho apprezzato la cordialità della gente, la vivacità di una città universitaria, ho festeggiato momenti importanti della vita con amici, ho gioito con loro per la vittoria dell'Italia ai mondiali ed ora sono amareggiatto per le scene orrende che la tv trasmette ma ancor più deluso sapere che tutto quello è dovuto ai comportamenti inqualificabili di altri uomini.

Vorrei tornare  a passeggiare tra i vicoli del centro storico, andare nei locali bere un bicchiere di Montepuciano o di Trebbiano, mangiare un risotto allo zafferano (tipico prodotto locale) o una tagliatella ai funghi porcini per concludere con un delizioso torrone ed un bicchieno del liquore alle erbe.

Vorrei vedere quella città riempirsi di gente e di vita.

Colgo l'occasione per salutare tutti gli amici aquilani ed esprimergli la mia vicinanza affettiva.

Piscicelli  Vincenzo.