13/03/2010

LIGABUE COMPIE CINQUANT’ANNI!

LIGA.JPGNome e Cognome: Luciano Ligabue, Comune di Nascita: Correggio (Prov.RE); data di nascita:13 marzo 1960…Dati ben memorizzati dai fan del rocker reggiano che nel giorno del suo compleanno annuncia l’uscita del suo nuovo album di inediti il prossimo 7 maggio. Su “LIGACHANNEL” e “MTV HITS SKY 704” sarà festeggiato il suo compleanno con la messa in onda di tutte le sue performance musicali, e non solo interviste, concerti negli stadi in Italia e in Europa, nei teatri davvero incredibili… Sogni di rock’roll,  Sarà un bel souvenir,  Figlio di un cane, Bambolina e  Barracuda, Marlon Brando è sempre lui…sono solo alcuni titoli di brani che l’hanno reso famoso nel panorama della musica internazionale. Il suo nome è salito alla ribalta nazionale nel 1987 con la prima pubblicazione  del singolo in vinile, introvabile per i collezionisti, Anime in plexigass/Bar Mario. Nel 2005, per festeggiare 15 anni di attività, il 10 settembre per la precisione, raggiunge l’apice del successo nel “giorno dei giorni”, il concerto dei record, menzionato dalla rivista americana “Pollstar”: 180 mila persone presenti paganti hanno cantato con Liga che si è esibito  su quattro palchi al Campo Volo di Reggio Emilia. Nel 2006 vince il Festivalbar con il tormentone estivo “Happy Hour”. Memorabili  le  notti di Verona nel 2008 e 2009 nei concerti con l’ Orchestra dell’Arena diretta dal M°Marco Sabiu e con la sua band in “Solo rock’n’ll”. L’Aterballetto diretto dal maestro  romano Mauro Bigonzetti sta proponendo nei teatri italiani uno spettacolo di danza moderna, sulle note ai massimi livelli di “Certe notti ”,  la lettura di poesie tratte dal libro “Lettere d’amore nel frigo” e i dialoghi del film Radiofreccia…tutte opere di Liga, cantante, scrittore, regista… Quante pagine si possono scrivere su Liga, però in questa giornata particolare  contano di più gli auguri fatti sul web. Le sue canzoni non invecchiano mai, esprimono poesia e quell’instancabile forza costruttiva attraverso le emozioni della musica. Il rock di Ligabue  è la celebrazione della vita! Buon Compleanno  Liga! Bartolo Carbone

 

 

 

10/03/2010

GLORIA GAZZOTTI FA UN SALTO SIGNIFICATIVO NELLA SOLIDARIETA’ .

Gloria Gazzotti.jpgGloria Gazzotti, di Castelnovo Ne’ Monti (RE) è una  giovane promessa dell’atletica leggera italiana, impegnata nel salto con l’asta. La  disciplina, tra le più spettacolari, richiede tecnica e preparazione atletica, alla forza nella corsa occorre aggiungere doti di mobilità articolare, equilibrio di ginnastica artistica assolutamente indispensabili nel salto. La saltatrice reggiana  in continua evoluzione , per nove anni è stata seguita  dall’allenatore Matteo Bini della Reggio Event’s prima di  “arruolarsi” nel Gruppo Sportivo Esercito Italiano. Ha iniziato nel migliore dei modi l’attuale  stagione agonistica : è tornata a superare i 4 metri nella prima riunione indoor di Modena; si è classificata al terzo posto ai campionati italiani indoor di Ancona con la misura di 4,10, sfiorando di poco,  i 4,20 metri, che  sarebbe stato il nuovo record personale. Sul podio tricolore sono salite Elena Scarpellini (Aeronautica) e Giorgia Benecchi (CUS Parma) accreditate di 4,30, che insieme ad Anna Giordano Bruno (Assindustria),infortunata, rappresentano l’elite  della specialità dominata da Yelena Isinbayeva, inarrivabile e già pronta a gareggiare ai mondiali indoor a Doha, capitale del Qatar,  che inizieranno venerdì 12 marzo. L’atleta reggiana vincitrice di 15 titoli regionali, di 5 titoli italiani, 2 ori e 2 argenti ai campionati universitari italiani  preparerà al meglio la stagione all’aperto che  inizierà a maggio. Nel frattempo, Gloria Gazzotti seguirà il padre Domenico medico volontario impegnato in Etiopia con l’Associazione GAOM (Gruppo Amici Ospedalieri Missionari) per aiutare le popolazioni del terzo mondo in difficoltà. L’associazione, nata nel 1984,  presieduta dall’instancabile dottor Riccardo Azzolini, contribuisce attivamente alla realizzazione di nuovi ospedali e presidi medici, nel segno della solidarietà . Il GAOM attraverso le numerose iniziative  benefiche esprime al meglio i valori di amore e fraternità portando aiuto e cure alle persone ammalate e che soffrono la fame. Gloria Gazzotti apporterà un significativo  contributo alle azioni del progetto umanitario rivolto alle popolazioni, con tanti bambini mal nutriti e tanti ammalati di lebbra, della città di Gambo che si trova su un altipiano a 2.200 m di altitudine a circa 250 Km da Addis Abeba. La solidarietà costituisce una condizione essenziale per le organizzazioni di volontariato. Bartolo Carbone    

 

08/03/2010

GO! GOAL! GIRLS! IL CALCIO AL FEMMINILE!

Canosa nel pallone.JPG“Perché, perché   la domenica  mi lasci sempre sola per andare a vedere la partita di pallone perché?”. Ormai, la canzone di Rita Pavone appartiene  alla storia della musica italiana e non è più rivolta al mondo del calcio “prettamente maschile”, giocato  tutti i giorni della settimana . Il calcio è uno sport per soli uomini? No, categorico! Le statistiche riportano che negli ultimi anni le squadre di calcio al femminile sono aumentate, il movimento ha avuto uno sviluppo straordinario, tante donne si sono avvicinate al mondo del pallone, si sono appassionate diventando tifose e praticanti. Le donne si danno appuntamento per vedere le olimpiadi, i mondiali di calcio: il pubblico femminile sui canali di sport e calcio raggiunge il 30%,  le ragazze nella fascia tra i 15 e i 24 anni sono le tifose più sfegatate. A testimonianza del fatto che il calcio è anche donna è stato l’inserimento, a grande richiesta, del torneo femminile  a partire dalle Olimpiadi di Atlanta nel 1996. Con molto ritardo e un pizzico di  rammarico, c’è tanto da  scrivere sul calcio femminile, ho deciso di iniziare in questa giornata che si ricordano le 129 donne operaie, tra cui molte italiane, morte a causa di un incendio  scoppiato in un laboratorio tessile di New York nel 1908 mentre protestavano contro le disumane condizioni di lavoro. Mi giustifico in parte perché ho dovuto prima  documentarmi, come mio solito, raccogliendo dati e notizie, prestando particolare attenzione ai commenti di autorevoli speaker radio-televisivi, prendendo appunti sulla terminologia utilizzata nelle cronache calcistiche “rosa”. Ho notato che nella lettura delle formazioni spesso ci sono numerosi interrogativi del tipo: portiere o portiera? Terzino o terzina? Libero o libera? Cannoniere o cannoniera?... mentre alcuni termini non possono subire trasformazioni: stopper, centrocampista, ala, goleador. Nel prosieguo dei commenti i cronisti  parlano di gioco maschio (duro e grintoso), marcatura a uomo da una parte e gioco a zona… dall’altra, numerosi stop di petto… La più esilarante è stata: “Indossano le scarpe coni tacchetti forse non  era meglio vederle con i tacchi a spillo?...nel  riepilogo finale  il giornalista si è salvato affermando che alcune azioni di gioco non le fanno neanche i maschi! Molti tifosi si son chiesti quando una squadra femminile non rende al massimo, perde di continuo si può inveire, scrivendo sullo striscione :“Tirate fuori gli attributi!”. Un’altra affermazione da eliminare negli spogliatoi  maschili è quella pronunciata da molti allenatori irritati : “Il calcio non è uno sport per signorine!”. Carolina Morace, ex calciatrice veneziana  che negli anni ottanta ha militato nel Trani ’80, è stata la prima allenatrice di una squadra maschile, la Viterbese in serie C nel 1999, dimostrando   savoir faire in panchina e nel ruolo attuale di commentatrice nelle trasmissioni sportive. “Quel sogno che comincia da bambino e che ti porta sempre più lontano, non è una favola e dagli spogliatoi escono i ragazzi…” e “le ragazze”,  mi permetto di inserirle nella bella canzone dal titolo “Un estate italiana” dedicata al calcio  da  un’altra donna  Gianna Nannini. Le donne giocano bene come gli uomini, però le calciatrici si lamentano nelle interviste perché sono considerate spesso “maschiacci” che non significa essere poco femminile, il fisico muscoloso è sinonimo di atleta in forma, di ore di allenamenti intensi sui campi e in palestra. Inoltre,  le partite di calcio femminile non sono trasmesse in TV in prima serata  e i giornali danno poco spazio. La parità tra maschi e femmine è un principio sancito dalla Costituzione. Negli ultimi anni sui campi di calcio il fischietto si è tinto di rosa, molte donne hanno superato gli esami  per arbitro, su tutte la fiorentina Cristina Cini assistente arbitrale nel campionato di serie A maschile e in campo internazionale. L’arbitro Silvia Spinelli, barese, davanti a due importanti direttori di gara Romeo e Gianluca Paparesta,  per niente intimorita dichiarò: “Con la nostra bellezza possiamo cambiare il calcio, i giocatori si sentono  in soggezione e rigano dritto!”. Quale giorno migliore dell’8 marzo “Festa della Donna”  per parlare di calcio femminile e delle difficoltà incontrate  dal gentil sesso per entrare a far parte di un ambiente maschilista? Auguri a tutte le donne del mondo, in particolare alle mamme che lavano magliette e pantaloncini, a quelle che seguono i figli nelle partite...A TUTTE! AUGURI !Bartolo Carbone 

06/03/2010

VILLA MINOZZO (RE) FESTEGGIA RAZZOLI GIULIANO, ORO OLIMPICO A VANCOUVER 2010.

Giuliano Razzoli.jpgVilla Minozzo - Vancouver, viaggio di andata e ritorno nel segno della “V” come vittoria per la prestigiosa medaglia d’oro  vinta da Giuliano Razzoli  nella XXI Edizione dei Giochi Olimpici Invernali in Canada. La chicca del Razzo dell’Appennino reggiano indora e salva la spedizione azzurra che arretra  nei numeri e nella sostanza del medagliere davvero scarno rispetto alle olimpiadi  precedenti . Giuliano Razzoli di Razzolo, frazione di Villa Minozzo (RE), con la medaglia d’oro al collo entra nella storia dello sci alpino e dello slalom speciale. Il suo nome segue  quelli di altre due leggende del circo bianco mondiale : Pierino Gros vincitore dell’oro ai XII giochi olimpici di Innsbruck nel 1976 e Alberto Tomba “la bomba” primo a Calgary nel 1988. Dalla bomba al razzo strepitoso nelle due manche olimpiche che hanno infiammato gli italiani ed in particolare i montanari reggiani che hanno festeggiato fino all’alba di domenica,  i suoi fans sono scesi con le fiaccole lungo le piste di Febbio. Bandiere azzurre e tricolori, esposte sui balconi delle case di tutti i paesi della comunità montana reggiana, sventoleranno sabato 6 marzo alle ore 20,30 a Villa Minozzo(RE), nella festa in suo onore  organizzata dal Comune e dal Razzo Fanclub che prepara una nuova coreografia ossia una sequenza di sorprese mozzafiato  per non essere da meno all’ eccezionale impresa italiana a Vancouver 2010. L’happening per celebrare l’unico oro olimpico italiano si terrà nelle piazze del paese dove saranno allestiti tre maxischermi e un grande palco per far rivivere le emozioni, i brividi della storica gara di slalom speciale del 27 febbraio scorso. Il caporal maggiore Giuliano Razzoli appartenente al  Centro Sportivo Esercito sarà festeggiato dai suoi “commilitoni”, dagli alpini  provenienti dal Nord Italia e dalla banda del paese. Il comandante del suo reparto, colonnello Marco Mosso l’ha definito: “Giuliano è un ragazzo eccezionale! Rappresenta al meglio per la semplicità, genuinità e modo di fare in quelle che sono le tradizioni e il modo di essere degli alpini. Per noi è davvero una figura importantissima, siamo orgogliosi e fieri di averlo con noi”. Sarà il protagonista assoluto della serata insieme a migliaia di tifosi che  parteciperanno alla festa presentata dalla Strana Coppia di Radio Bruno, allietata dalla  musica viva che sfugge alle catalogazioni dei Borghi Bros - 2 B Project,  non mancheranno le interviste a caldo e le testimonianze di famosi giornalisti e sportivi del mondo dello sci. Appuntamento da non perdere per salutare da vicino il campione olimpico Giuliano Razzoli che tornerà a gareggiare nello slalom speciale di coppa del mondo il prossimo 13 marzo a Garmisch in Germania. Forza Razzo! Bartolo Carbone

28/02/2010

RAZZOLI GIULIANO VINCE L’ ORO OLIMPICO A VANCOUVER 2010

Razzoli Giuliano.jpgAi Giochi Olimpici Invernali di Vancouver l’Italia conquista la prima medaglia d’oro con la grande impresa dell’atleta reggiano Giuliano Razzoli nello slalom speciale.  Al termine della gara l'azzurro, sceso col pettorale nr.13,  è  risultato primo davanti al croato Ivica Kostelic, staccato di 16 centesimi, allo svedese Andre Myhrer, terzo a 44 centesimi, mentre l’altro italiano  Manfred Moelgg è giunto settimo  a 1"13. Nella prima manche “il Razzo” ha ottenuto il miglior tempo staccando di 43 centesimi lo sloveno Mitja Valencic e di 54 centesimi l'austriaco Benjamin Raich. Sul podio olimpico di Whistler, il presidente della Federazione italiana sport invernali (FISI) Giovanni Morzenti designato “flower presenter”  ha premiato lo sciatore azzurro, ascoltando per la prima volta l’inno di Mameli. Il tecnico degli slalomisti Iacques Theolier,  entusiasta, sapeva che sarebbe andato bene e nella prima intervista ha dichiarato : « Ha sciato come se fosse in allenamento, il segreto di chi vince. Non è facile riuscirci. Bravo!». Alberto Tomba, l’ultimo italiano a conquistare una medaglia d’oro olimpica, a Calgary il 27 febbraio 1988,  non è riuscito trattenere la commozione, ha pianto di gioia e il suo sms augurale « Occhi aperti, feroce e veloce! » ha portato bene al suo degno successore che gli ha dedicato la vittoria. Ai microfoni Razzoli ha ringraziato i suoi fans, sempre presenti, la squadra, la Federazione per l’ottimo lavoro svolto, la sua famiglia sempre vicina. Nell’Appennino reggiano, da Castelnovo ne’ Monti a Villa Minozzo, esultanza sino all’alba, centinaia di tifosi hanno seguito appassionatamente le due sensazionali prove di Razzo davanti alla TV   e poi sono scesi nelle piazze  per festeggiare l’oro olimpico dello sciatore azzurro. La semplicità in paradiso!  Bartolo Carbone  

19/02/2010

LINO BANFI VINCE IL “PREMIO BACCO” 2010 A BERLINO.

lino banfi.jpgNell’ambito del Festival Internazionale del Cinema di Berlino, presso l’Hotel Maritim nella Stauffenbergstrasse 26,  l’attore Lino Banfi riceve il “Premio Bacco 2010”  protagonista eccellente   nei  film : “Maria, non gli piace” e  “Focaccia blues”. Nel  primo film, di produzione italo-tedesca, tratto dal libro “Maria, Ihm schmeckt’s nicht” di Jan Weiler, la regista tedesca Neele Leana Vollmar ha scelto l’attore di Canosa di Puglia (BT) nel casting per  interpretare un oriundo pugliese, emigrato in Germania, che organizza in Italia (alcune scene sono state girate a Gravina di Puglia) il matrimonio della figlia con un tedesco.  Nella pellicola Lino Banfi non è stato doppiato,  si è espresso in un esilarante  tedesco  riscuotendo enorme consensi di critica e  di pubblico. Il secondo film “Focaccia blues”, diretto  da Nico Cirasola, narra la storia di un bravo focacciere di Altamura (famosa per il suo pane a denominazione protetta)  che è riuscito nel giro di un anno a battere la concorrenza di un fast food americano, costretto a cessare l’attività per mancanza di clientela. Nel film, i due pugliesi Lino Banfi (barese) e Renzo Arbore (foggiano) con ironia e savoir-faire hanno dimostrato l’attaccamento alle proprie radici  contribuendo a promuovere il “Made in Puglia” nel mondo. Il “Premio Bacco” è il riconoscimento che il Cenacolo dei Critici Italiani (presieduto dal critico cinematografico Valerio Caparra e da Massimo Mannozzi, ristoratore di Viareggio che da 50 anni vive a Berlino),   assegna ogni anno ad attori e  personalità del mondo  che si sono particolarmente distinti. Nel gala “Notte delle Stelle”, giunta alla diciottesima edizione, partecipano  autorità  politiche e rappresentanti della cultura mondiale  che nelle edizioni precedenti hanno premiato e applaudito: Mario Monicelli, Ornella Muti, Stefania Sandrelli, Diego Abantatuono, Pierfrancesco Favino.  Ennesimo premio meritato per l’attore Lino Banfi  a conferma della sua bravura, delle sue capacità interpretative di indiscutibile versatilità, intelligenza e sensibilità riconosciute a livello internazionale. Un grande artista che partendo dalla gavetta  è riuscito ad affermarsi in Italia e all’estero grazie alla  tenacia tipica dei pugliesi. Bartolo Carbone

18/02/2010

AUGUSTO DAOLIO, L’INDIMENTICABILE CANTANTE DEI NOMADI, RICORDATO NEL GIORNO DELLA SUA NASCITA .

Logo Associazione Augusto.jpg“Sono nato il 18 febbraio 1947 a Novellara di Reggio Emilia, nel cuore della notte mentre freddo e brina duellavano con rami secchi di pioppi e tigli. Sono nato al caldo e mi hanno chiamato Augusto come un nonno che non ho mai conosciuto. Il cognome Daolio mi è stato dato da un uomo semplice e a suo modo dolce e complice. Dall'età di sedici anni canto in un gruppo che si chiama Nomadi, scrivo canzoni e giro il mondo. C'è un altro mondo dentro di me che racconto con il disegno e la pittura, lo faccio da parecchi anni e alberi, rocce, cieli, lune, ombre e altro popolano questi miei racconti. Ho esposto in giro per l'Italia, ho illustrato dischi, libri, cartoline. Manifesti. Non disegno per riempire un vuoto ma per vuotare un pieno che è dentro di me e preme". Augusto Daolio, cantante e musicista dei Nomadi, pittore, poeta e scrittore, prematuramente scomparso il 7 ottobre 1992. Domenica scorsa, in occasione della diciottesima edizione “TRIBUTO AD AUGUSTO 2010  NOMADINCONTRO”, davanti ai suoi  fans a Novellara (RE)  è stato presentato  il libro “Interviste a Augusto Daolio” - Fusta Editore - a cura di Alberto Gedda e Rosi Fantuzzi,  con prefazione di Vincenzo Mollica e Beppe Carletti. Il libro  racchiude una serie di interviste  effettuate all’artista reggiano da Alberto Gedda destinate ai giornali e alle radio, arricchite da disegni, poesie,  scritti inediti, testimonianze di amici del mondo della canzone italiana e di ammiratori comuni. Beppe Carletti, tastierista e leader storico dei Nomadi, la band reggiana  nata nel 1963, l’ha ricordato cosi:“Augusto Daolio era un uomo che amava il dialogo, la pace, la convivenza. Un mentore del nostro secolo e credo che il grande happening che ogni anno organizziamo dimostra come la gente trovi nelle sue canzoni aspetti e situazioni quanto mai attuali”. Dal giorno della sua morte, tutte le offerte, che amici e fans lasciarono  dopo aver salutato Augusto Daolio, sono state devolute all’Associazione “Augusto per la Vita” presieduta da Rosi Fantuzzi, compagna di Augusto ed instancabile promotrice di eventi culturali (mostre di pittura, fotografie, concerti, partite di calcio) in ogni parte d’Italia per far conoscere non solo l’aspetto artistico di Augusto, ma anche quello umano, con la certezza che questo impegno lo avrebbe certamente soddisfatto. Lo scopo primario dell’associazione suddetta è  quello di finanziare la ricerca oncologica,  destinando i fondi all’acquisto di apparecchiature e strumenti per quei  centri di ricerca e cura  ove  ne fossero carenti e contribuire inoltre alla formazione  di medici specializzati. Su consiglio del Prof. Umberto Veronesi l’associazione  appoggiò la prima borsa di studio per la ricerca sugli effetti di un farmaco  “Tamoxifen”, allora sperimentale. Per lo studio di questo farmaco  l’Associazione  consegnò 120 milioni di lire (5 borse di studio) ed ora a distanza di   anni i risultati sono  evidenti, ma soprattutto concreti perché molte donne operate di tumore al seno  lo assumono mediamente per 5 anni come terapia. Alla fine del 2009 sono stati consegnati   ben oltre cinquecentomila  euro  a sostegno di quella parte della medicina che combatte un male che ha ancora tanti aspetti oscuri  e che  ci ha  privato di parenti, amici e  una grande persona, un’artista geniale : Augusto Daolio. Indimenticabile!“Non avrò bisogno di tanto domani, mi servirà solo un giorno di sole per fare scivolare via le tristezze col sudore e annegarle nel mare del mondo”. Bartolo Carbone  

  

17/02/2010

La Compagnia Italiana di Operette, al Teatro Valli di Reggio Emilia dal 19 al 21 febbraio, presenta “AL CAVALLINO BIANCO” di R. Benatzky e R. Stolz.

Salardi Milena.JPGDal 19 al  21 febbraio, il Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia cambierà insegna, verrà installata quella  dell’Hotel “Al Cavallino Bianco” di  San Volfango . Arriva nella “Città del Tricolore” la famosa  Compagnia Italiana di Operette, fondata nel 1953 da Sergio Corucci , con Umberto Scida ed Elena D’Angelo tra gli interpreti. Regia e coreografia affidate al belga Serge Manguette che da vari anni lavora in Italia mentre la direzione musicale può contare sul M° Direttore d’Orchestra Orlando Pulin. L’operetta, una delle più popolari in Europa, in tre atti di Ralph Benatzky e Robert Stolz, librettisti Hans Muller, Erich Charell, Robert Gilbert, trae ispirazione dall’omonima commedia di Oskar Blumenthal e Gustav Kadelburg scritta nel 1896, la prima rappresentazione  andò in scena nel 1930 al Teatro Nazionale di  Berlino noto come “Schauspielhaus”. Lo spettacolo si rivelò un successo, tutto il pubblico applaudiva con entusiasmo per la trama brillante e divertente,  proponendo duetti romantici tra intrecci di equivoci e sorprese. Un ridente albergo immerso nelle montagne austriache fa da sfondo alle tresche amorose tra Leopoldo (Umberto Scida) primo cameriere che ama la bella proprietaria Gioseffa (Elena D’Angelo), innamorata dell’avvocato Bellati (Giuseppe De Carlo)  invaghito della dolce Ottilia (Milena Salardi), figlia del ricco industriale veneziano Zanetto Pesamenole (Armando Carini). Padre e figlia sono in villeggiatura nel Salzkammergut perché l’uomo vuole distrarsi dai problemi derivanti da una causa pendente con un industriale padovano di nome Cogoli . Gioseffa esasperata dalla corte di Lepoldo, lo licenzia. Nel contempo, Cogoli manda nell’albergo di  San Volfango  suo figlio Sigismondo (Claudio Pinto) con la speranza che s’innamori di Ottilia in modo da chiudere la causa con Pesamenole. Sigismondo invece fa coppia fissa con Claretta, una ragazza povera con buffi difetti di pronuncia. Leopoldo per farsi perdonare consiglia l’Arciduca (Stefano Centore) a pernottare nell’albergo della sua amata Gioseffa che per ringraziarlo lo riassume. Durante la notte Gioseffa dialoga con l’Arciduca e alla fine intuisce che l’uomo che fa per lei è Leopoldo,“non bisogna cercare la felicità lontano, quando la si ha  a portata di mano”… Melodie di particolare interesse, ammiccamenti, sorrisi,     allieteranno l’operetta “una figlia dell’opera comica, una figlia traviata: ma le ragazze traviate non mancano di attrattiva” come l’ha  definita il compositore francese Saint Saëns. E di sicuro, non passerà inosservata  la presenza sul palcoscenico di Reggio Emilia del soprano di Guastalla Milena Salardi, protagonista nella rassegna di musica sacra “Soli Deo Gloria”, testimonial in concerti di beneficenza, interprete di spicco nelle seguenti operette : la romantica Nela ne “Il Paese dei Campanelli”; la principessa Myosotis  in “Cin Ci là”; Maddalena de Faublas  nel “Ballo al Savoy”; Valencienne  ne “La Vedova Allegra”; Elena ne “La Danza delle Libellule” e la bellissima canzonettista Silva Varescu nella “Principessa della Czarda”. Milena Salardi, nel pieno della maturità artistica, capace di sempre maggiori raffinatezze canore,  esprime la sua energica e duttile  vocalità nelle arie e nei duetti. Per gli amanti dell’operetta uno spettacolo trascinante, all’insegna dell’allegria allo stato puro, vale la pena non perdere. Bartolo Carbone

16/02/2010

IL CARNEVALE TRA TRADIZIONI , RITI E MASCHERE!

carnevale putignano 2010 065.jpgNon tutti sanno che l’esplosione di gioia e l’uso della maschera, che nel carnevale moderno sono manifestazioni  esprimenti distensione ed evasione nella loro  remota origine avevano una funzione molto diversa. Le risa dei mascherati erano destinate ad allontanare gli spiriti malefici: la maschera , assimilando l’uomo all’animale, gli faceva possedere simbolicamente e temporaneamente la potenza divina degli animali sacri.

 

Non tutti sanno che nei  paesi mediterranei i riti del carnevale hanno  origini agricole e risalgono a credenze molto antiche da cui, in  diversi periodi storici, sono derivati svariati cerimoniali come le feste di Dionisio, i saturnali e i lupercali dei romani. Con l’avvento del Cristianesimo il contenuto rituale e magico di queste pratiche  andò scemando ma le pratiche  restarono. Tra i divertimenti più graditi nel MedioEvo furono i balli mascherati, uno dei quali, il Ballo degli Ardenti che  per poco non costò la vita a Carlo VI di Francia travestito da orso. A fasi alterne  questi divertimenti popolari persero  a poco a poco il loro splendore. In Italia va ricordato  il Carnevale di Venezia  tra i più importanti: l’intervento del doge  e del senato dava una solennità particolare alle feste che comprendevano fuochi d’artificio, giochi di funamboli , parate e combattimenti simbolici. Da evidenziare il Carnevale di Viareggio, che  quest’anno  festeggia  137 anni, è stato definito  “il Teatro a cielo aperto” per le grande sfilate di carri di cartapesta.

 

Non tutti sanno che lo storico  Carnevale di Putignano (BA) tra i più rinomati nel centro-sud  Italia è   giunto alla 616 ^ Edizione. Un evento culturale di grande richiamo turistico e di lunga durata, infatti inaugura  il 26 dicembre con le “Propaggini” ovvero  la narrazione di  episodi controversi  della vita cittadina  che decine di poeti dialettali declamano in piazza con versi satirici in rima contro i politici, i potenti e determinate abitudini sociali  non trascurando i messaggi allusivi di natura sessuale, sempre e comunque al fine di propiziare un futuro migliore. Nei giorni “caldi” del Carnevale si festeggiano i “cornuti” con il tradizionale rito liberatorio   per scongiurare gli influssi maligni attraverso il taglio delle corna . Alla cerimonia  partecipano decine di uomini travestiti con mantelli neri, sciarpe rosse e cappelli adorni di corna che girano la città riservando  ammiccamenti ironici e sberleffi a tutti gli spettatori presenti. Però, la regina del Carnevale di Putignano è la cartapesta! Mesi di duro e costoso  lavoro per modellare e realizzare le maestose opere colorate  in movimento, che raggiungono i 20 metri circa d’altezza,  portate in giro nei carri allegorici tra musica allegra e danze di gioia  di grandi e piccini travestiti. Il Funerale del Carnevale, l’unico senza lacrime, chiude le manifestazioni. Falsi prelati in corteo  per la città impegnati nel recitare versi burleschi  e ad impartire estreme unzioni ai malcapitati spettatori.  L’inconsolabile vedova del carnevale non passa inosservata, il rito funebre si conclude nella piazza incendiando il fantoccio del Carnevale, un grosso maiale di cartapesta. .. E , se pensi sempre al male buonanotte al Carnevale! Bartolo Carbone 

 

12/02/2010

TRIBUTO AD AUGUSTO 2010 NOMADINCONTRO IL 13 E 14 FEBBRAIO A NOVELLARA (RE).

daolio.jpgIl prossimo week end sarà dedicato alla memoria di Augusto Daolio cantante e musicista dei Nomadi, pittore, scrittore, prematuramente scomparso il 7 ottobre 1992. Il  Tributo ad Augusto Nomadincontro , giunto alla diciottesima edizione, si terrà a Novellara (RE), città natale dell’artista “eterno vagabondo”. Un grande happening, sotto il patrocinio del Comune di Novellara (RE) e l’Organizzazione Progetto Musica, all’insegna della solidarietà   e della  musica,   che si svolge ogni anno  con un programma sempre più ricco di eventi.

Nel pomeriggio di sabato 13 febbraio si disputeranno allo Stadio Enzo Meloni le seguenti partite di calcio: alle ore 14,30, per il  Campionato Nazionale di Serie A scendono in campo la Reggiana Femminile e  l’A.S. Fiamma Monza, a seguire un altro incontro tra la squadra dei “Nomadi All Stars” e la squadra  “Reggiana Femminile”, l’incasso sarà devoluto a favore del progetto “Fuorigioco alla violenza e al razzismo nello sport e nella società”.

Nella serata a partire dalle ore 20,00, al Teatro Tenda di Novellara (RE), sarà presentata la mostra fotografica “Nomadi in Tour” mentre sul palco dalle ore 21,00 partirà lo special guest di Martino Conti che precede il primo concerto dei Nomadi : Beppe Carletti leader storico e tastierista, Danilo Sacco voce del gruppo, Daniele Campani batterista, Cico Falzone chitarrista, Sergio Reggioli violinista e percussionista, Massimo Vecchi voce e basso.  Al termine del concerto si esibirà  dal vivo la band emiliana Ma Noi No, la storia e il viaggio musicale continuano…

Nel pomeriggio di domenica 14 febbraio si terrà l’altro concerto dei Nomadi che quest’anno accompagneranno Irene Fornaciari al prossimo Festival di San Remo, nella categoria “Artisti” con il brano “Il mondo piange”. Sarà preceduto dalla rassegna canora sulle “Orme dei Nomadi” con le esibizioni live di giovani promesse,  vincitori di concorsi intitolati ad Augusto : Giulia Clotilde, Eugenio Solla&Capri Band, Marco Sforza&Duo Separè , a seguire  la consegna del premio “Tributo ad Augusto 2010” a Zucchero “Sugar” Fornaciari, un  riconoscimento artistico per aver dato lustro alla musica italiana. Riceverà una targa personalizzata in memoria  di Augusto  dal cavaliere Beppe Carletti,  dai giornalisti  Fausto Pirito ideatore del Tributo e Stefano Ronzani.

Nelle edizioni precedenti il premio è stato assegnato: a Giusy Ferreri nel 2009; Roberto Vecchioni (2008); Samuele Bersani (2007); Francesco Renga (2006); Elisa (2005); Paolo Belli (2004); Pooh (2003); Nazionale Cantanti (2002); Piero Pelù (2001); Daniele Silvestri (2000); Alberto Fortis (1999); Massimo Bubola (1998); Agricantus (1997); Bisca99Posse (1996); Gang (1994); Jovanotti (1993). Nel 1995, la pubblicazione del CD “Tributo ad Augusto” con le perfomances dei migliori cantautori ha permesso di raccogliere 150 milioni di vecchie lire destinati: ai bambini palestinesi di un villaggio nei pressi di Hebron; ai bambini di un orfanotrofio di San Paolo  del Brasile; ai bambini tibetani del Monastero di Sera Je in India.

Il premio in denaro per volontà del rocker di Roncocesi(RE) sarà devoluto all’Associazione “Augusto per la vita” creata da Rosi Fantuzzi,  compagna di Daolio e instancabile promotrice di numerose  attività culturali con l’intento di raccogliere  fondi  da destinare a ospedali e fondazioni impegnate nel campo oncologico e soprattutto  diffondere il messaggio di pace, libertà e solidarietà che ha caratterizzato l’opera del mitico poeta: “Non avrò bisogno di tanto domani, mi servirà solo un giorno di sole per fare scivolare via le tristezze col sudore e annegarle nel mare del mondo”.

Da non per perdere la Mostra  dei dipinti realizzati  da Augusto Daolio e la presentazione di Marco Barbieri del libro “Interviste a Augusto Daolio” - Fusta Editore - che si svolgerà, la domenica mattina alle ore 10.00, presso la Sala Consiliare della Rocca dei Gonzaga. Il libro, con prefazione curata da Vincenzo Mollica e Beppe Carletti,  racchiude una serie di interviste  effettuate all’artista reggiano da Alberto Gedda destinate ai giornali e alle radio, arricchite da disegni, poesie,  scritti inediti, testimonianze di amici del mondo della canzone italiana e di ammiratori comuni. Al termine della cerimonia Don Antonio Mazzi celebrerà la S. Messa commemorativa per non dimenticare Augusto.“Non muoiono mai quelli che ricordano abbracciati e il domani li sorprende mai finché restano abbracciati”. Bartolo Carbone  

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