19/06/2010

Abbiamo imparato poco o nulla dalla nostra storia: Spartaco, il gladiatore è ancora vivo in noi.

okmarcialis.JPG“Che viviamo un periodo storico buio e triste è sotto gli occhi di tutti (anche se molti si rifiutano di vedere ed accettare la realtà) ma che si ripetono drammatiche analogie con la nostra storia antica forse non è chiaro a tutti. Ciò fa presupporre che non abbiamo imparato molto (o nulla) dal passato.”

 

I riferimenti storici (sintetizzati, stralciati o copiati integralmente) sono tratti dall'ultima fatica letteraria dello scrittore romano Mauro Marcialis, "Spartaco, il gladiatore" .

 

“Era l'anno 682 ab urbe condita. ... I finanziatori (ricchi romani aspiranti politici) dei giochi in cui le belve, leoni, pantere, orsi, tigri, tori, serpenti, cinghiali e cani uccidono sbranando i condannati nel Circo Massimo sotto gli occhi del popolo riunito, vogliono che lo spettacolo anche se di morte  lasci un’impronta leggendaria. Lo sguardo di Crasso è compiaciuto: si sta comprando Roma, con questi giochi! Gli occhi di Roma sono fissi sulle espressioni di dolore, sulle vite in dissolvenza, sulle pozze di sangue. Tutti i prigionieri devono morire. Mentre frutta di stagione viene distribuita sugli spalti: i romani si ingozzano.”

 

Oggi, a distanza di circa tremila anni, con la civiltà che si è evoluta anche la raffinatezza con cui il popolo viene soggiogato, ammaliato, illuso e poi deluso dal ricco, aspirante politico o semplicemente uomo di potere, si è evoluta. Ieri c'era l'arena con gli spettacoli di morte e lo stomaco della plebe da riempire con frutta fresca, oggi ci sono gli stadi di calcio dove uomini contro uomini si sfidano per la vittoria, per l'orgoglio, per il successo, per la fama, gli spettacoli dove è sempre in mostra uno o più corpi femminili naturalmente seminudi o nudi e le promesse di un posto di lavoro, di soldi, di cibo, di una casa. Spettacoli creati per distrarre dalla realtà; promesse dette per ingannare, soggiogare, illudere. Il loro scopo è dare alla gente quello che vuole o che crede di volere. Noi gente comune siamo utili se addomesticati, ammansiti, creduloni ma se pensiamo liberamente e competiamo per i posti di potere diamo fastidio al sistema: siamo qualunquisti, ignoranti, fastidiosi, inutili, petulanti; da evitare, zittire, ignorare. Siamo un contorno obbligato per i ricchi. Senza plebe, senza schiavi non ci sarebbero i ricchi, gli sfruttatori, gli illusionisti, gli ingannatori. Oggi come ieri chi gestisce il potere sa come investire i propri denari; sa quello che la gente vuole; sa che l'approvazione del popolo si compra. Da allora ad oggi, sembra che sia cambiato tanto, in realtà nulla è cambiato. Lo scenario è diverso, la morale è diversa, l'apparenza è diversa ma la sostanza è uguale: ricchi e poveri; sfruttati e sfruttatori; illusi ed illusionisti.

 

"Altri disperati continuano ad aggregarsi a Spartaco; i seguaci del gladiatore sono oltre settantamila. I pretori e i legati mandati a sconfiggere Spartaco ma sconfitti ed uccisi, erano stati designati per amicizia  o interesse dall'ambiente politico di Roma ma erano estranei alle strategie militari."

 

Ieri il simbolo dei ribelli era “Spartaco, il gladiatore”. In ogni schiavo c'era un po' di Spartaco, l'idea, il sogno di potersi ribellare, per tutelare i propri legittimi e naturali diritti di uomini. Oggi il simbolo del ribelle è Beppe Grillo ma con diverse sfumature ci sono i vari Luigi De Magistris, Sonia Alfano, Salvatore Borsellino, Marco Travaglio. Nei seguaci di costoro è presente lo stesso germe di ribellione e di lotta (ieri violenta, oggi civile) per i diritti fondamentali che riempivano il cuore e la mente dei gladiatori. Sono cambiati i metodi di scontro, sono cambiate le armi. Le spade, gli scudi ed il gladio sono stati sostituiti dalle parole, la battaglia sul campo dalle risse verbali; ma la sostanza è la stessa. Parte del popolo, stanco degli spettacoli e delle false promesse si ribella, ieri con la forza oggi democraticamente ma in entrambi i casi è in gioco la sopravvivenza, la vita. Ieri come oggi si sceglieva chi doveva occupare posti di prestigio, di comando “per amicizia o per interesse”  indipendentemente dalla competenza o dal merito e dal valore. A nessuno importa la riuscita dell’impegno, il bene comune; tanto se sbagliano è il popolo a pagare: gli ultimi. Sono, passati secoli ma nulla è cambiato in sostanza.

 

Continua …

27/02/2010

Candidato a consigliere comunale di Pomigliano d’Arco come indipendente nelle liste dell’Italia dei Valori.

Ho accettato la candidatura a consigliere comunale della città di Pomigliano d’Arco, come indipendente nelle liste dell’Italia dei Valori. E come tutte le scelte importanti della vita è stata istintiva e spontanea dettata dall’amore per la mia città di origine. Ho scelto di candidarmi per portare l’esperienza acquisita in quasi vent’anni di vita in giro per l’Italia centro/nord nella città in cui ho vissuto l’infanzia  e l’adolescenza. Con l’idea di poter contribuire a migliorare la vivibilità della collettività e di restituire dignità e rispetto al ruolo che la politica ed i politici devono avere in una società. E’ un progetto culturale ambizioso ma necessario per poter sperare in un futuro migliore ed in una società più equa e con servizi efficienti. Quest’anno non ho ritenuto più sufficiente delegare gli altri attraverso il voto ma ho preferito assumermi le responsabilità civiche e provare ad essere protagonista per il bene comune. Rappresento, quindi, il segno di cambiamento e di rottura con il passato ed invito tutti coloro che credono in un necessario rinnovamento della classe dirigente/politica locale di sostenermi e votarmi. Perché alla fine i tanti buoni propositi se non supportati dai voti si perdono nel nulla ma in quel caso la sconfitta non sarà della persona che umilmente è scesa in campo e ci ha messo la faccia ma è di tutti quelli che credono in un futuro migliore e diverso per la nostra Città. Questa è l’occasione per tutti quelli che negli anni si sono lamentati di come è stata amministrata la città di Pomigliano d’Arco di dare fiducia ad un volto nuovo non legato a lobby né con interessi personali da tutelare. I miei valori di riferimento sono la legalità, la giustizia, la responsabilità, la solidarietà ed il rispetto, elementi basilari su cui fondo le decisioni che, qualora, eletto contribuirò a prendere per i cittadini di Pomigliano d’Arco. I miei esempi da seguire sono Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tutte quelle persone meno famose che hanno dato la vita per il bene comune.

Piscicelli Vincenzo

13/01/2010

Giovanni Occhiello, candidato IDV : “No a Cascetta ed a De Luca. Si ad un nome nuovo per il cambiamento.”

dem22.jpgNella regione Campania vi sono ancora molti dubbi sui candidati alla presidenza della Regione Campania ma di certo vi è qualche nome certo di essere  candidato quale consigliere regionale e tra questi abbiamo cercato di conoscere meglio Giovanni Occhiello dell’Italia dei Valori.

 

D: Quale futuro vede per la Campania e quale contributo lei ritiene di poter dare per rispondere alle esigenze dei cittadini?

Giovanni Occhiello: “Per la Campania ci può essere un futuro migliore. La nostra è una grande regione. Bisogna però segnare un punto di cambiamento preciso. Con Luigi de Magistris abbiamo già chiaro quale dovrà essere la nostra linea politica regionale: legalità e moralità. Non siamo gli unici a pensarla in questo modo. Ed allora è bene che le persone migliori si diano da fare. Ecco perché ho fatto un appello a votare, a destra e a sinistra, purché si scelgano persone oneste e capaci. E’’ questo il voto utile, non quello che vogliono far credere i partiti. Come si fa a non capirlo? Una quantità enorme di finanziamenti europei e statali sono stati sperperati, spesi male o non spesi affatto per incapacità, oppure chissà dove sono finiti. C’è bisogno di una vera programmazione che rilanci: il settore turistico, il lavoro - anche con incentivi alle iniziative giovanili – l’artigianato, le piccole e medie imprese, la ricerca. Bisogna puntare sull’ambiente, le energie alternative e le nuove tecnologie, anche per i rifiuti. Purtroppo fino ad ora molti che ci hanno governato, non sanno neppure accendere il computer o inviare una e-mail; nessun edificio pubblico, solo per fare un esempio, ha pannelli fotovoltaici e/o mini apparati eolici,  che oggi si possono installare sui tetti, per produrre energia elettrica e risparmiare. Questi signori pensano che la “”Banda Larga”” sia la fanfara del paese con qualche suonatore in più. Come si può parlare con loro di nuove tecnologie? I giovani hanno bisogno di Internet e quindi dobbiamo pensare ad incentivi per chi non se la può permettere; ed isole Wi-Fi pubbliche per collegarsi in rete gratuitamente. C’è purtroppo un’arretratezza in questo senso  che paghiamo cara. Bisogna poi “fare cultura”, ovvero non è pensabile mettere le installazioni in piazza Plebiscito una volta all’anno e toglierle il giorno dopo perché i ragazzini ci saltano su e le distruggono. I processi culturali sono lunghi e devono necessariamente partire da lontano. Gli atti amministrativi sui quali opererà il consiglio regionale devono essere pubblici, in tutti i loro passaggi. Attraverso la rete i cittadini ci dovranno controllare. E’ a loro che dobbiamo dare conto. In ogni istante, essi devono sapere chi fa i loro interessi e chi invece opera per se e per i propri amici. Il cittadino deve poter intervenire con contributi di idee e anche richiamarci quando, a loro giudizio, c’è qualcosa che non va.  La politica poi, deve uscire dalla sanità. E’ ignobile che si continui a costruire sacche di  potere sulla salute della gente. Infine, dobbiamo riprogrammare le politiche sociali.”


D: Come mai ha deciso di candidarsi quale consigliere regionale?

Giovann Occhiello: “Me lo hanno chiesto Luigi de Magistris ed Antonio Di Pietro. Due persone che stimo molto ed alle quali sono affezionato. Già mi candidai per l’’Italia dei Valori, nel 2004, alle elezioni provinciali nel collegio di Posillipo, riportando un ottimo risultato. Sono stato portavoce di Antonio Di Pietro e capo ufficio stampa del Ministero delle Infrastrutture quando lui è stato ministro, dal 2006 al 2008. Collaboro con Luigi de Magistris da quando ha deciso di candidarsi alle elezioni europee. Il fatto che loro mi abbiano chiesto di candidarmi, oltre ad esserne lusingato, mi è sembrato  un buon motivo per accettare. Inoltre voglio contribuire a fare politica attiva per il ricambio che ci siamo proposti. “


D: Chi è Giovanni Occhiello, perchè dovrei preferirlo ad altri e votarlo?

Giovanni Occhiello: “Giovanni Occhiello non è niente di più di un semplice ed onesto cittadino; come ce ne sono tantissimi in Italia. E proprio questo è il punto di forza di persone come noi. Vogliono farci credere che l’onestà, l’etica e la moralità siano dis-valori. Non è vero! Io rivendico di aver avuto un passato umano e professionale “”Pulito”. Sono un giornalista Rai. Ex atleta internazionale di nuoto ed ho prestato il servizio militare nel gruppo sportivo dell’Arma dei Carabinieri. Nella mia vita, come nella  professione, ho sempre tenuto la schiena dritta, come molti altri. Mi sono battuto per i diritti degli altri, e non solo per i miei. Ho denunciato chi commetteva fatti illegali, pagandone le conseguenze. Insomma, sono certo del valore aggiunto che mi porto dentro.“


D:  Lei è stato presentato da Luigi De Magistris quindi una garanzia per chi stima l'ex magistrato ora europarlamentare?

Giovanni Occhiello: “Sì, con Luigi ci siamo intesi subito. Lui, con il fiuto da grande magistrato, ha capito che potevamo fare un percorso di grande cambiamento. Ha riacceso in me la passione politica che forse si stava attenuando. E’ un grande idealista. Ha ragione: bisogna esserlo per i grandi progetti di rinnovamento.”

D:  La camorra, la mancanza di lavoro, l'evasione fiscale e contributiva, il problema casa, quello della sanità e tanti altri quali ricette propone per risolverli?

Giovanni Occhiello: “Sulla sanità ho già detto. La politica deve uscire fuori da questo settore. Alla camorra bisogna togliere la possibilità di assoldare manovalanza a buon mercato. Bisogna sottrarre i giovani dando loro  opportunità concrete. Per questi dobbiamo facilitare l’accesso al mondo lavorativo ed agevolare i loro progetti imprenditoriali. Finanziare quelli seri. Non come è stato fino ad ora. La criminalità va poi combattuta dando alla Magistratura e alle Forze dell’Ordine i mezzi necessari. Togliere alla criminalità organizzata i beni economici e finanziari, come giustamente sostenevano Falcone e Borsellino e magari affidarli alle regioni per scopi sociali. Oggi questo Governo premia le mafie. Le Regioni devono lavorare in sinergia con il Governo. L’unica condizione è che l’Esecuitvo sia “serio”.”


D: L'Italia Dei Valori con chi andrà in coalizione e quale candidato Presidente alla regione Campania sosterrà?

Giovanni Occhiello: “Vogliamo un nome nuovo e spendibile che rappresenti il vero cambiamento. Ma non mi pare che il Partito Democratico voglia andare per questa strada. Abbiamo detto no a Cascetta e De Luca. Il primo perché uomo di Bassolino, il quale ha più di una responsabilità politica di come si è amministrata la Campania; il secondo perché farebbe bene a chiarire prima qualche problema giudiziario a suo carico.”


D:  In Campania l'Italia dei Valori con lei segnerà il cambio dalle vecchie logiche partitocratiche e segnerà l'apertura alla società civile, selezionata in base a criteri meritocratici?

Giovanni Occhiello: “Antonio Di Pietro ha iniziato un processo di rinnovamento del partito. A lui va riconosciuto il merito di aver creato e portato  avanti il movimento  Italia dei Valori tra mille difficoltà.  Comprensibilmente però, più di un controllo è mancato a livello locale. E questo ha creato situazioni di baluardi di potere con incomprensibili aperture a personaggi che non dovevano proprio mettere piede nell’Italia dei Valori. Ecco, ora bisogna ripulire per assestare. Ci saranno molti candidati degni di fare parte della nostra lista.”


D:  Ha in programma incontri con la gente per far conoscere le sue idee ?

Giovanni Occhiello: “Sì, prevedo di farne tanti di incontri con la gente; da solo, con Luigi de Magistris e Antonio Di Pietro.”

 

D:Quale futuro per l'IDV nazionale e Campania?

Giovanni Occhiello: “L’Italia dei Valori è un partito con grandi potenzialità. Tutto però si gioca sulla credibilità. Si cambino gli uomini e  si inizi a lavorare sul territorio. I cittadini, se saremo in grado di fare questo, ci assolveranno anche di qualche errore del passato.”


D: Ha letto il libro di Luigi De Magistris "Potere e Giustizia" cosa condivide e cosa no?

Giovanni Occhiello: “Lo ho letto. Condivido quasi tutto. Ho qualche dubbio solo sulla formula dell’intervista. A mio parere Luigi de Magistris rende meglio quando è lui a raccontarsi. Comunque è un libro interessante che aggiunge un tassello in più alla conoscenza dell’ uomo, del magistrato e  del politico di cui prevedo un grande futuro.”