20/12/2011

Non è mai tardi.

Non è mai tardi

per sognare,

per emozionarsi,

per soffrire,

per amare.

Il tempo non esiste

per chi vive.

Ci sono i calendari,

e le lancette degli orologi

a scandire secondi, minuti ed ore,

poi giorni, mesi ed anni

ma è tutto un gioco,

tutta un’illusione

cui partecipiamo

per convenzione,

perché così si è sempre fatto

e sempre si farà.

Ti senti vecchio

eppure il tempo è un’illusione.

Ti senti giovane

eppure il tempo è un’illusione.

Ti piace proprio illuderti.

Senza l’illusione del tempo

non sapresti più giustificare

le tue paure, le tue insicurezze,

i tuoi insuccessi.

Non potresti più vantarti

di ciò che credi di essere

o di aver realizzato.

L’esistenza è come un castello di sabbia,

un soffio di vento o una pioggia

e tutto si dissolve,

scompare per essere nulla.

Il tempo ti serve per dire

ho fatto,

sto facendo,

farò.

Ma tu sai che menti,

illudi e ti illudi.

Lui, lei lo sanno

e si illudono con te.

Non è mai tardi

per avere coraggio di superare le paure

ed essere se stessi

desiderosi di gioire

di sognare

di amare

di vivere

e anche di soffrire.

 

Piscicelli Vincenzo

16/12/2011

Comunicare oggi.

Comunicare è una delle azioni naturali che il corpo mette in atto in qualsiasi momento. Un essere umano comunica sempre in modo inconscio e spontaneo. Ma spesso questa comunicazione essendo inconscia non è percepita come tale dall'emittente come dal ricevente. Manca la consapevolezza e la voglia di rendere chiari, diretti e comprensibili le comunicazioni(emozioni) che l'anima trasmette attraverso il corpo. Chi comunica media, corregge, nasconde, enfatizza, mente  attraverso le parole verbalizzate o scritte dette o non dette o i comportamenti fatti o non fatti. Quindi possiamo dire che se proviamo emozioni pari ad un valore definito “cento” nascondiamo “novanta” e trasmettiamo chiaramente “dieci” o forse meno (le percentuali sono simboliche). Di questo “dieci” una parte viene dispersa e arriva solo un residuo “uno” all'altra persona. Questa a sua volta filtra, modifica, interpreta, adatta, respinge, giudica il messaggio e forse ne accetta solo una minima parte del messaggio originale. Questo è il senso della comunicazione di oggi. Comunicazione che tende sempre più ad essere un passaggio di informazioni inutili, commenti, giudizi, lamenti o di sequenze di azioni/reazioni. La comunicazione manca di genuinità, realismo, verità, emozione e diventa formale, costruita, falsa o ampollosa ma quasi sempre solo un riempitivo di un vuoto interiore o una trasmissione di informazioni pratiche. Ognuno di noi ha uno o più telefoni per essere in contatto con qualcuno ma pochi o nessuno sono in contatto con se stessi, col partner, con chi gli è vicino o gli viene a contatto. Si parla tanto e non si trasmette nulla di sé. Si scrivono milioni di sms o testi sui social network ma quasi tutti utilizzano un linguaggio ed una prassi che denota un'appartenenza ad un gruppo, ad un modo di pensare al cambiare della società ma poco racconta di sé. C'è comunicazione di parole e dati, raramente di emozioni. Le emozioni sono come un arcobaleno con diverse ed immense sfumature e non possono essere sintetizzate o stilizzate o ancora raccontate. Le emozioni si comunicano/trasmettono con la presenza mediante l'utilizzo dei cinque sensi (più il sesto senso). Parlare meno al telefono è fondamentale così come utilizzare gli sms per comunicazioni episodiche o i network per comunicazioni non personali. Il dialogo deve tornare ad essere naturale, spontaneo, genuino, completo altrimenti diventeremo sempre più dei robot impazziti utili alla produzione o agli scopi di chi ci dirige o ha potere su di noi sia esso economico, sociale o psicologico. Tornate a scrivere i biglietti di auguri a mano, inviate ai compagni/amanti lettere d'amore scritte di proprio pugno con la propria grafia (la comunicazione sarà viva), utilizzate la fantasia che nella presunta banalità o negli errori c'è l'unicità mentre nelle formalità e nella correttezza c'è il conformismo. Siate voi stessi e forse riuscirete a trasmettere all'altro qualcosa di voi. C'è più comunicazione in uno sguardo (anche se fortuito), in un tocco, in un odore, in un sapore, nella musicalità del suono che in ore di telefonate, di scritti a computer o sms.

Piscicelli Vincenzo 

07/12/2011

E' il "caso" ad indirizzare la vita.

Per quanto ci impegniamo in progetti o ci sforziamo per raggiungere mete che crediamo importanti per la nostra vita spesso ci accorgiamo che l'impegno e lo sforzo non sono sufficienti o, peggio, che quello che credevamo essere il nostro “sogno” si rivela poco o per nulla gratificante. E non serve ad alleviare la nostra tristezza o insoddisfazione il dire "mi sono impegnato al massimo". Anzi più l'impegno è stato intenso più ci assale il senso di frustrazione innanzi all'inappagamento delle aspettative che avevamo riposto nel raggiungere tale obiettivo. La mente, la ragione ed il cuore non sono in grado di soddisfare i nostri bisogni veri anche perché oggigiorno raramente si è a conoscenza di cosa desidera la nostra interiorità per essere appagata. Eppure l'anima chiede solo la nostra presenza quindi la nostra attenzione per essere appagata e realizzare la nostra unicità. Ma forse è proprio l'unicità cui tende l'anima che ci spaventa perché ci mette in disaccordo con gli altri, con il pensiero di chi ci è vicino e della massa. Essere unici non vuol dire essere per forza stravaganti, eccentrici o controcorrente ma essere in sintonia con la propria interiorità ovvero agire o non agire, dire o non dire in relazione a quello che si prova emotivamente a livello corporeo (personalmente ho notato che le emozioni più sottili, nascoste e veritiere le percepisco nella pancia e sono tanto più udibili di notte al buio ed al silenzio laddove la ragione perde il controllo) uscendo dal circolo vizioso del meccanismo causa/effetto, del torto e della ragione e del giudizio. Personalmente tendo a smettere di lottare per quello che possa pensare essere un obiettivo o una meta. Vivo nell'indecisione più totale che fornisce attimo per attimo quella certezza fondamentale per agire o non agire, dire o non dire. Non so cosa sia giusto o non giusto fare o dire. Non so domani cosa possa accadere. Non so tra un secondo cosa accade e neanche mi pongo l'interrogativo ma so che l'essere presente al momento permette al "caso" di fare il suo corso; qualunque esso sia. Piaccia o meno al mio Io.  E quello che sembra impossibile diventa reale in un attimo. Qualsiasi definizione si possa dare al "caso" (per qualcuno è il destino immodificabile, per altri il volere di Dio, per altri il frutto della volontà cosciente, per altri il volere inconscio del seme, per altri un evento casuale fortuito, per altri ancora l'espressione della volontà della Natura, ecc...) esso riguarda il lato inconscio dell'essere umano ed è quello che determina il battito del cuore,  il ritmo del respiro, il metabolismo, i lineamenti del corpo e del viso, la vita, la funzionalità degli organi, la malattia e la morte(ecc..) in stretta connessione con il mondo intero. Il sentire le emozioni che si provano è la miglior guida che la vita ci abbia messo a disposizione. Questo non fornisce la certezza di successo sociale o di visibilità anzi rende quasi "asociali" ma è garanzia che il seme che è in noi possa svilupparsi nell'unico modo possibile. L'anima appartiene alla Natura e perciò è libera e non ama uniformarsi alle convenzioni sociali che sono frutto dell'uomo o di una parte di essi che occupano una posizione di potere rilevante per controllare e giudicare gli altri. L'uomo per quanto intelligente, potente e forte non ha mai risolto un solo problema esistenziale eppure si illude di governare il mondo o di dare regole a se stesso e agli altri. La genialità e l'appagamento dell'uomo è data dalla libera espressione dell'anima che per "caso" compie azioni, risolve problemi o fa incontrare le persone giuste alla propria evoluzione.

Piscicelli Vincenzo