19/04/2012

Le aspettative sono dannose per se stessi e per gli altri.

Le aspettative sono limitazioni; oltre che pretese. Quando ci aspettiamo o pretendiamo qualcosa, ciò che otteniamo ci sembra vacuo; laddove invece non ci sono aspettative, qualunque cosa può essere un dono. ... Se ci siamo fatti un quadro di come dovrebbero andare le cose, la nostra aspettativa è una pretesa verso qualcun altro. Quando sentiamo che qualcuno ha una pretesa nei nostri confronti, talvolta rifiutiamo del tutto ciò che è stato preteso e, altre volte, lo concediamo, anche se l'atto di dare, quando c'è di mezzo un'aspettativa, tende a farci sentire oppressi. La nostra disponibilità a lasciar andare tutte le nostre aspettative e le nostre idee riguardo a come cose e persone dovrebbero essere, consente a noi ed alla situazione di progredire.

 

 

Le pretese che abbiamo sugli altri, ovvero le nostre aspettative, hanno origine da sentimenti di inadeguatezza e necessità. Così cerchiamo di avere cura di questi bisogni controllando le situazioni esterne, oppure noi stessi - imponendo le stesse pretese che abbiamo riguardo a noi anche agli altri. In contrapposizione, più ci avviciniamo al raggiungimento di un obiettivo (qualcosa che vogliamo e che richiede una certa flessibilità perché ne avvenga la realizzazione), e più ne veniamo naturalmente attratti. Laddove abbiamo molte aspettative, facciamo una grande fatica per poi ottenere una piccola ricompensa, dato che siamo in grado di ricevere. Questo avviene perché le aspettative hanno a che vedere con tutti i dovrei, i devo e i devo assolutamente che ci defraudano di ciò che potremmo ricevere. Lo stress deriva tipicamente da tutto il nostro affaccendarci nella vita, dal nostro busyness. Questo busyness crea lo stress. Più vicini arriviamo ad un'aspettativa, più resistenze sentiamo nel volerle avere, a causa di tutte le via via sempre più numerose pretese che abbiamo nei confronti di noi stessi allo scopo di ottenerla.

 

Più ci aspettiamo e meno otteniamo. Le aspettative sono la nostra idea di ciò che ci rendefelici ma non siamo mai felici, neppure quando riusciamo ad avere esattamente quello che volevamo. La felicità non è qualcosa che possiamo pretendere da una situazione; è qualcosa che viene generata da dentro. Le nostre aspettative mascherano i nostri bisogni nascosti, con la pretrsa che questa "necessità" (inadeguatezza) non abbia niente a che fare con noi, e con il nostro partner. Naturalmente questo porta ad una lotta per il predominio poiché quando siamo intrappolati nelle nostte aspettative, possiamo sia metterci a fare delle banali chicchiere , sia avere delle pretese. Queste ultime, chiaramente, creano resistenza nel nostro partner. Man mano che la resistenza cresce, è solo questione di tempo che si verifichi un qualche genere di evento dirompente o di separazione - la bomba esplode. La disponibilità a lasciar andare le nostre aspettative ci apre al ricevere attendendo con speranza. L'attesa è un sentimento positivo, è sapere che ciò che sta per arrivare è la cosa migliore per noi anche se non sapoiamo cos'è. Lasciar andare le nostre aspettative, o pretese, in favore di un atteggiamento di soeranzosa attesa permette alle cose positive di giungere a noi. Noi non pretendiamo, noi invitiamo. Noi non ci aspettiamo qualcosa, noi sappiamo che il meglio sta per arrivare.

 

Le aspettative rovinano le esperienze perché pongono una pretesa sulla situazione al fine di soddisfare i nostri bisogni. In ogni caso, ci sono buone probabilità che i nostri bisogni non vengano soddisfatti, anche se la situazione è all'altezza dei nostri propositi(la nostra idea di come le cose dovrebbero essere). I nostri propositi sono un modo per uccidere, come in un rituale, tutta l'ispirazione legata ad un evento. Le aspettative sono differenti dagli obiettivi, i quali sono invece positivi perché ci stimolano a progredire e sono molto più validi e produttivi. Se manchiamo un termine prefissato o un obiettivo, semplicemente lo resettiamo, il che faciliterà il nostro pregresso. Se manchiamo un'aspettativa, ci autopuniamo e facciamo in modo di stare male, e questo non faciliterà il nostro progresso.

 

Tratto da "Se ti ferisce non è amore" di chuck spezzano.

 

 

 

10/04/2012

L'Io e l'anima.

L'anima non progetta vive al presente e nel senza tempo.

L'Io progetta e vive nel passato e nel futuro.

L'anima non cerca perché, non vive del principio causa/effetto, non ha nulla da capire e non ha colpe da assegnare.

L'Io cerca i perché, vive di cause ed effetti, ha sempre una spiegazione ed una colpa da assegnare.

L'anima percepisce e fa ciò che deve.

L'Io pensa e fa ciò che è più redditizio.

L'anima ama, odia, è triste, è felice senza un perché.

L'Io ama qualcuno che ritiene suo, ha qualcuno da odiare, ha un perché per la sua tristezza, lega la felicità ad una persona o ad un evento.

L'anima non cerca un luogo dove stare è in ogni luogo.

L'Io cerca un luogo dove stare e non è mai dov'è.

L'anima non cerca una macchina, un aereo o una bicicletta ma come arrivare dove deve.

L'Io non cerca dove arrivare ma il mezzo più prestigioso per partire.

L'anima non cerca tesori è lei stessa il tesoro.

L'Io è in cerca di tesori e non sa che è lui stesso il tesoro.

L'anima vive.

L'Io crede di vivere.

Piscicelli Vincenzo 

08/04/2012

Aforisma del giorno.

In una relazione ogni azione di indifferenza o di attacco è una richiesta di attenzione e di amore. Chi ama non ha bisogno di richiedere attenzione ed amore: ama.
Piscicelli Vincenzo.