02/01/2010
Risposta di Luigi De Magistris alla missiva di "Vogliamo Luigi De Magistris presidente della Regione Campania".
Prima di rispondere nel merito della questione che mi ha sottoposto nella sua mail, voglio ringraziare Lei e il gruppo facebook che sta animando per il sostegno e la fiducia che mi comunicate, che mi offrite, che mi regalate. E’ un dono prezioso che cercherò di conservare lavorando in Europa e in Italia per non deludervi. Soprattutto vi ringrazio per aver conservato quella idealità che vi porta non solo a credere ancora nella politica, ma soprattutto a farlo nella speranza e nel convincimento –che condivido- che il futuro della Campania possa essere diverso, che si possa realizzare una discontinuità con il passato che in tante forme domina tutt’ora. E magari fare di questa “nuova” Campania la leva di una trasformazione positiva che coinvolga tutto il Paese: perché la Campania, con le sue grandi contraddizioni, di questo Paese è figlia legittima e diretta, diciamo anche uno specchio dove nel piccolo si realizza la natura di un intero sistema.
Voi siete la guida che deve indicarci la meta, noi politici dobbiamo essere lo strumento per compiere, in base alle nostre prerogative, questo approdo comune. Per tale motivo ci tengo a rispondervi con la sincerità che meritate. Voi mi comunicate l’esigenza di una politica diversa che sappia, essendo trasparente e onesta, creare un’amministrazione che mantenga questi stessi caratteri di trasparenza e onestà, che rompa con la tradizione campana della co-gestione clientelare del potere, con i pacchettari di voti che determinano le leadership, con l’intreccio di criminalità e affari e soldi pubblici. Mi chiedete semplicemente (e visto il contesto rivoluzionariamente) una politica che guardi all’interesse della comunità e al bene di tutti. Ma questa stessa richiesta, che sottoscrivo e di cui mi farò sempre portavoce e fautore, non può passare per il “tradimento” del popolo che mi ha votato come parlamentare europeo, non può significare disattendere l’impegno alla Commissione per il controllo del bilancio a cui tanto credo come occasione per ristabilire un corretto utilizzo del denaro che è di noi tutti, non può determinare l’abbandono di uno scopo che mi sono prefisso e a cui mi sono impegnato, cioè quello di dare respiro europeo alla battaglia contro le mafie, contro la loro infiltrazione istituzionale e il loro sfruttamento parassitario dell’economia. Disattendere tutto questo, di cui mi sento responsabile, sarebbe negare nei fatti, negare con il comportamento, ciò che da sempre professo a parole. Sarebbe un segnale negativo non solo per chi crede in me e mi ha concesso la sua fiducia, ma soprattutto spera e lavora per il cambiamento politico-sociale, per una politica non più corrotta e non più castale.
Non posso e non mi sento di lasciare l’Europa e il mio incarico per tutte queste ragioni, ma vi prometto che vigilerò e lavorerò perché la nostra regione abbia un candidato degno di rappresentare il popolo meraviglioso che la abita e la vive. Non arretrerò di un millimetro in questa missione, mai vi darò l’impressione di essere soli in questa speranza e in questo obiettivo. Non ci saranno accorducci e giochi di partito che avranno la meglio, alleanze con impresentabili o spartizioni di incarichi. Semplicemente troveremo insieme un candidato che rappresenti una rottura col sistema, anzi con ‘o sistema come direbbe Saviano, e che speriamo sia condiviso anche da altre formazioni politiche. Base della scelta: la questione morale come frontiera irrinunciabile di decisione e alleanze. Di nomi ce ne sono, serve solo la volontà. E questa volontà, da parte mia, non verrà meno. Sarà un segnale importante per la società civile, da cui spero arriverà il nostro possibile futuro Governatore, ma anche per la base del partito in cui sono stato eletto e a cui spetta un compito importante di rinnovamento e autorinnovamento. Sono già impegnato in tal senso e continuerò ad esserlo.
Grazie per la fiducia politica e soprattutto umana, che in fondo sono la stessa cosa per chi crede che la Politica non sia amministrazione fredda, tecnica del comando, calcolo per pochi, ma passione, coraggio, azione collettiva e comune.
Luigi de Magistris
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18/12/2009
Missiva inviata al dott. Luigi De Magistris, europarlamentare.
Egregio dott. Luigi De Magistris,
Le invio la presente per chiederle di dare ascolto alla voce dei quasi 2000 iscritti al gruppo ''Vogliamo Luigi De Magistris presidente della regione Campania'' nato su facebook per idea e volere del sottoscritto. Mi firmo, qui, semplicemente fondatore perché non mi interessa avere l'attenzione sulla mia persona quanto rappresentare la voce di tutti gli iscritti e trasmettere il concetto culturale che ad esso è legato. Il gruppo è nato molto tempo fa, quando lo scenario politico era ben diverso ma comunque catastrofico per la Campania, è cresciuto con la forza del passaparola, non ha partiti, associazioni o gruppi di sostegno alle spalle ed il sottoscritto e l’unica amministratrice non sono politici né iscritti ad alcun partito. Ieri come oggi i nomi dei probabili candidati alla presidenza della regione Campani riportati dai giornali rispecchiano le scelte di pochi capipartito da proporreimporre a noi elettori, situazione che noi non gradiamo nei modi e nella sostanza. Ho proposto Lei, dott. Luigi De Magistris perché credo che, al momento, sia l'unica persona in grado di segnare nei modi e nei fatti quella discontinuità che molti cittadini onesti, indipendentemente dalle simpatie partitiche, si augurano. L'onestà ed il rigore morale che Lei incarna, l'obiettività nel giudicare i fatti ed il linguaggio utilizzato per esprimere il proprio pensiero, ritengo, siano le caratteristiche basilari per poter cominciare a discutere di politica. Lei, dott. Luigi De Magistris, è la persona ideale per suscitare nei campani quella reazione necessaria a sovvertire il sistema partitocratico in essere ed è l'unico in grado di intercettare le speranze di rinascita oltre che a meritare di essere il nostro rappresentante. Per cambiare le sorti di un paese in crisi dove la politica ed i politici sono visti dai più come i responsabili della crisi sociale ed economica che viviamo oltre che come “casta” autoreferente non bastano buone idee o discreti politici servono persone, che per meriti dimostrati e fatti concreti, siano in grado di ispirare fiducia e dare speranza di un reale cambiamento. Lei, dott. Luigi De Magistris, incarna questa figura, necessaria per la rinascita del popolo campano e di conseguenza di tutto il popolo italiano. I napoletani sono passionali e calorosi e si lasciano trasportare dall'onda emotiva che le persone trasmettono. Lei riuscirebbe a smuovere l'atavica sfiducia nei politici e nelle istituzioni perché ancora è forte la sua immagine di ex pm che ha combattuto il marcio del nostro Paese e non ha ancora assunto il ruolo del politico partitocratico. Il leggere la sua intervista del 16-12-2009 rilasciata al quotidiano ''Corriere della Sera'' in cui precisa di non essere ancora iscritto ad alcun partito la rende a maggior ragione la persona idonea al ruolo di Presidente della Regione Campania come esponente della società civile ed in grado di rappresentare anche le persone che non vogliono identificarsi in un partito come si è verificato con il successo alle scorse elezioni europee. Le chiarisco di aver visto il video in cui Lei dichiara di voler mantenere fede all’impegno preso con gli elettori che le hanno dato fiducia per l'incarico di europarlamentare e quindi di non volersi candidare alla carica di Presidente della Regione Campania. Ed aggiungo che rispetto e condivido in pieno il suo discorso che le fa onore ma proprio questa ammirazione mi conferma che la nostra scelta, la scelta del popolo campano onesto, è quella giusta. Quindi, seppure quanto scritto potrebbe sembrare un controsenso, le posso garantirle che non lo è. Cerco di chiarire il concetto con un esempio, paragonando l’Italia ad un padre malato, la Campania al figlio/bambino in fin di vita e lei ad un medico che seppure ha preso l’impegno di curare il padre malato (l'Italia), la ragione, il cuore e l'anima le suggeriranno di curare prioritariamente il figlio/bambino in fin di vita (Campania) perché se questo muore né soffrirà irrimediabilmente anche il padre (Italia) e rischierebbe di aggravare anche la propria salute già malata. E la gente che crede nelle capacità del medico (Lei) approverebbe questa scelta “obbligata” anche se a malincuore (rispetto per il voto alle elezioni europee) anzi di fronte ad un immobilismo o abbandono a terzi si offenderebbero e perderebbero fiducia in lei, nei medici in generale (politici) ed in tutto il sistema Istituzionale. Lei quanto noi è cosciente che detta, tragica evenienza, porterebbe i campani in una situazione di sfiducia e pessimismo difficilmente recuperabile. Lei, oggi, con il nostro aiuto e con tutti gli onesti può invertire la situazione e dare speranza e fiducia al popolo. Da napoletano le chiedo di ascoltare le nostre parole che vengono dal cuore, di vedere la nostra passione ed il nostro amore per la terra che ci ha dato i natali e che vediamo deturpata, di sentire le emozioni, la fiducia e la speranza che riponiamo in Lei e di toccare con mano la consistenza delle idee cui siamo portatori. Noi la seguiamo nelle iniziative che intraprende e nelle dichiarazioni che rilascia e la seguiremo anche in questa nuova avventura. Lei può essere il raggio di sole chiaro e caldo in grado di squarciare il cielo grigio come l'animo “umiliato” dei cittadini onesti che devono abbassare la testa innanzi all'arroganza dei potenti di turno che scambiano i nostri diritti per loro favori. Questo andazzo culturale, questa mentalità completamente errata deve essere rimessa in discussione ma per fare ciò ci vuole qualcuno che, indipendentemente dalle chiacchiere, abbia nel dna la legalità e la giustizia, il rispetto e la solidarietà. Lei possiede questi requisiti ed il carisma necessario per fungere da calamità della gente onesta. Mi creda non è una questione di vincere sul centrodestra o sul centrosinistra ma di ridare speranza e fiducia alla gente e di far trionfare un messaggio culturale nuovo ovvero che la gente sceglie veramente da chi essere governata non per i favori o vantaggi che può ottenere ma per i valori di legalità, giustizia e moralità politica che rappresenta. La saluto con la certezza che prenderà in considerazione la nostra voce, il nostro grido di dolore e di speranza e ci darà una risposta affermativa. Qualunque sarà la sua decisione il gruppo continuerà ad esistere e a sostenerla nelle battaglie per la legalità. A Napoli potrà rimettere in sesto la Regione e ridare energia e vigore alla campagna di valori e rinnovamento anche nel partito Italia Dei Valori che moltissimi italiani le chiedono. Oggi, Lei può scrivere la storia della nostra terra e dei nostri figli non si tiri indietro.
Cordiali saluti,
il fondatore del gruppo.
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13/12/2009
Necessità una nuova legge elettorale.
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Premessa.
Chiarisco un concetto basilare ovvero chi vince le elezioni politiche deve governare fino alla fine del mandato se ha una maggioranza parlamentare così come è previsto dalla legge ma ciò è valido se è il popolo a poter scegliere nominativamente i propri rappresentanti e non se questi vengono imposti dai capipartito o dall'oligarchia degli stessi. In tal caso il principio di “dover” governare viene meno perché non è il popolo sovrano a decidere i propri rappresentanti. Resta valido il principio del “poter” governare secondo legge anche per cambiare la legge elettorale. Con l’attuale legge elettorale la nostra libertà è tra lo scegliere il meno peggio e comunque non liberamente in quanto ci impongono i loro prescelti/cooptati. Il vero problema politico è che nessuno tra maggioranza ed opposizione si batte per cambiare l’attuale legge elettorale e solo dopo chiedere nuove elezioni. Votare, oggi, creerebbe solo altra spesa per le esigue casse dello Stato e nuove cooptazioni con gli stessi personaggi a decidere ed il popolo a subire in un contesto politico molto frazionato che vede il bipartitismo fallito ed il bipolarismo in crisi. I problemi reali della gente non verrebbero risolti e chiunque vincesse le elezioni accamperebbe come scusa che non ha potuto lavorare e che gli altri hanno fatto solo danni. Quindi cari politici evitate di prendere di nuovo per i fondelli il popolo italiano, impegnatevi a cambiare la legge elettorale – seguendo anche le indicazioni di questa bozza - e subito dopo organizzate le nuove elezioni politiche. Al momento chi del Partito Delle Libertà e della Lega Nord ha vinto le elezioni e rispetta “tutte” le Istituzioni ha diritto a governare come gli altri che non le rispettano, il dovere di dimettersi. Il governare, l’essere un politico e rappresentante del popolo è un onore ed un onere e non un diritto divino quindi vi si può tranquillamente rinunciare e se vi è anche il più piccolo dubbio sulla reità della persona si deve dimettere. Naturalmente quanto scritto vale per chiunque si trovi nella situazione precedentemente ipotizzata, indipendentemente dalla razza, dal sesso o dal partito politico di appartenenza.
BOZZA
DI
RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE DELLA CAMERA E DEL SENATO
Sintesi: doppio turno con elezione nominativa a vocazione maggioritaria.
Principi
La legge elettorale deve garantire la sovranità popolare mediante l'elezione diretta ed uninominale, la rappresentatività delle diverse sensibilità culturali e politiche qualora diffuse in modo consistente e vario sul territorio nazionale, la governabilità, Il ricambio generazionale e l’eliminazione di rendite di potere.
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1. Non sono eleggibili coloro che sono stati eletti per tre volte all’ufficio di membro del Parlamento. Non possono essere candidati alle elezioni coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva per reato non colposo ovvero a pena detentiva superiore a mesi 10 e giorni 20 di reclusione per reato colposo. L’ineleggibilità è perpetua. Fermo restando le cause di ineleggibilità previste dall’attuale normativa.
2. Sono sospesi dall’ufficio, con delibera della Camera di appartenenza, i membri che hanno riportato, anche precedentemente alla proclamazione dell’elezione, una condanna non definitiva per reato non colposo ovvero a pena detentiva superiore a mesi 10 e giorni 20 di reclusione per reato colposo. La sospensione cessa automaticamente in caso di successiva assoluzione dell’imputato.
3. Le cause di ineleggibilità sopravvenute o rilevate successivamente alla proclamazione dell’eletto, comportano, rispettivamente, la decadenza o l’annullamento della convalida dell’elezione con delibera della Camera di appartenenza.
4. La sentenza di condanna che produce gli effetti indicati nei punti 1 e 2, pronunciata nei confronti di un membro del Parlamento, è comunicata dall’organo giudicante al Presidente della Repubblica.
5. Il Presidente della Repubblica, con messaggio motivato, invita la Camera di appartenenza del parlamentare a deliberare ai sensi dei punti 1 e 2.
6. Il Presidente della Repubblica può, ai sensi dell’art. 88 della Costituzione della Repubblica, sciogliere la Camera che omette di deliberare entro trenta giorni dal ricevimento del messaggio di cui al punto precedente.
7. Le sentenze di condanna pubblicate prima dell’entrata in vigore della presente, che producono gli effetti indicati nei punti 1 e 2, sono comunicate dall’organo giudicante al Presidente della Repubblica entro trenta giorni dall’entrata in vigore della presente legge.
8. Il rappresentante del popolo sia esso candidato al Senato o alla Camera deve essere votato mediante scelta nominativa. Il voto di preferenza si esprime scrivendo con la matita, nell’apposita riga tracciata a fianco del contrassegno della lista votata, il nome e cognome o solo il cognome del candidato preferito compreso nella lista medesima. L'indicazione deve contenere il nome e cognome quando vi sia la possibilità di confusione fra candidati della stessa lista votata. L'elettore può manifestare la preferenza esclusivamente per candidati della lista da lui votata. Sono nulle le preferenze che non designano il candidato con la chiarezza necessaria a distinguerlo da ogni altro candidato della medesima lista. Se l'elettore non ha segnato alcun contrassegno di lista ma ha scritto una preferenza, s'intende che abbia votato la lista alla quale appartiene il candidato prescelto se la preferenza è indicata a fianco del contrassegno di lista al quale il candidato prescelto appartiene. Diversamente, il voto è nullo. Se l'elettore ha segnato più contrassegni di lista del medesimo quadrante e ha indicato una preferenza, il voto è attribuito alla lista cui appartiene il candidato prescelto se appartenente ad una delle liste votate. Diversamente, il voto è nullo.
9. Durante le operazioni di scrutinio, si tiene conto dei voti di preferenza ai fini della determinazione della cifra individuale di ogni candidato. La cifra individuale di ogni candidato è data dalla somma dei voti di preferenza validamente espressi.
10. La proclamazione degli eletti, nei limiti dei seggi ai quali ciascuna lista ha diritto, avviene secondo la maggiore cifra individuale di ciascun candidato appartenente alla lista medesima. A parità di cifra individuale, è proclamato eletto il candidato di più giovane età.
11. Il candidato deve presentare il programma elettorale cui è legato per vincolo. Il mancato rispetto di detto vincolo comporta la decadenza del mandato elettorale con conseguente decadenza del ruolo istituzionale rivestito.
12. Coloro che occupano ruoli e cariche direttive nei partiti non possono rivestire cariche istituzionali di rilievo (Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera e relativi vicepresidenti qualora previsti) per incompatibilità salvo che questi non abbiano una maggioranza calcolata sugli aventi diritto al voto - e non solo sugli effettivi votanti - pari ai 2/3 più uno. - Questo perché chi riveste cariche istituzionali rappresenta e decide per tutto il popolo e non solo chi lo ha votato.
13. Lo Stato deve garantire che ogni cittadino con i requisiti citati in premessa possa ambire a concorrere al ruolo istituzionale di deputato o senatore mediante l'abbattimento di ogni ostacolo anche economico per evitare che diventi solo appannaggio di chi ha possibilità economiche o lobby affaristiche che lo sostengono.
14. Prima fase - La soglia di sbarramento dei candidati per accedere alla seconda fase deve essere del 5 % per circoscrizione - ma ogni partito che ha una diffusione sul territorio nazionale in almeno cinque regioni non confinanti e supera l'1 % degli aventi diritto nella propria circoscrizione, anche se non in coalizione, ha diritto ad avere un proprio rappresentante alla Camera ed al Senato se supera rispettivamente nelle singole circoscrizioni il 2 %. - concetto di rappresentatività.
15. Coloro che vogliono candidarsi devono avere un movimento, un partito o una associazione che li supporta e che ne propone la candidatura mediante la raccolta delle firme necessarie alla candidatura.
16. Ogni candidato deve produrre un programma di massima da comunicare agli elettori e legare la propria candidatura ed il proprio mandato ad esso, pena la decadenza.
17. Dopo una prima fase chi tra i candidati nominativamente eletti, anche se appartenenti ad un partito, che per circoscrizione ha superato la soglia dell' 1 % ha diritto di coalizzarsi in base ad un programma unitario condiviso che proponga due alternative da proporre agli elettori. I candidati con il programma proposto che in questa seconda fase abbiano raggiunto il 50% più un voto sono nominati eletti ed hanno diritto a governare.
18. In questa seconda fase le due coalizioni oltre al programma dovranno indicare agli elettori i nominativi che avranno un incarico di governo ovvero dovranno essere comunicati i nomi dei ministri, dei sottosegretari distinti per materia e settori oltre che i nomi del presidente e del vicepresidente del Senato e della Camera e delle commissioni con i rispettivi componenti. - Principio di chiarezza e trasparenza. -
19. I senatori, i deputati ed i membri del governo hanno così diritto ad adempiere alle proprie incombenze per l'intero mandato elettorale sempre che i componenti mantengano le qualità richieste per l'eleggibilità e venga rispettato il programma approvato dagli elettori. L'opposizione avrà il compito di vigilare sul rispetto del volere degli elettori e formulare proposte e correzioni su punti non trattati nei programmi generali oltre che in caso di crisi o situazioni mutate e di interesse generale non prevedibili in campagna elettorale.
20. A metà legislatura l'operato del governo deve essere sottoposto a referendum popolare. L'esito dello stesso deciderà il futuro dell'esecutivo. Se il gradimento è uguale o superiore alla percentuale dei voti ottenuti alle elezioni l'esecutivo resta come nato, qualora la percentuale di gradimento è inferiore nei limiti massimi del 5 % la maggioranza dovrà procedere a correttivi degli uomini di governo nei confronti del settore contestato. La scelta spetta alla coalizione di governo con la fiducia mediante votazione alla Camera ed al Senato. Se il consenso scende oltre il 5 % ma non supera l'10 % si deve ricorrere ad un rimpasto delle persone e della politica nei settori deficitari con conseguente richiesta di fiducia alla Camera ed al Senato. Se il consenso scende oltre il 10 % si deve rimettere il mandato e tornare alle elezioni dove non potranno ricandidarsi coloro che non hanno rispettato il programma elettorale o non lo abbiano portato a termine. Se il consenso dovesse scendere oltre 20% dei votanti la maggioranza tutti i membri con incarico ministeriale non possono ricandidarsi.
21 - In caso di tematiche di interesse generale che riguardano le scelte di coscienza o di particolare importanza e/o di urgenza si dovrà ricorrere per la formulazione della legge all'intero Parlamento e proporre la conferma al popolo mediante referendum.
P.S. Per correttezza alcuni punti della presente bozza sono stati presi, perché condivisi dalla proposta di legge di Beppe Grillo, qualche punto della stessa è modificato, altri sono di mia ispirazione. E’ chiaro che non ho la presunzione di scrivere una legge ma solo di proporre un’idea dei principi che essa deve contenere.
17:09 Scritto da futuro1972 in politica e società | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: elezioni, bozza, leggi, leggeelettorale, parlamento, senato, italia, governo, alessiasaggese | OKNOtizie |
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