19/06/2008
“Non tutti i mali vengono per suocere”, il libro di Filippo Di Nardo.
La penna di Filippo Di Nardo è un pennello intinto nei colori della quotidianità di una famiglia di un paese della provincia di Napoli che lotta tra i problemi della sopravvivenza ed il sogno di una vita da ricchi, che racconta nel suo “Non tutti i mali vengono per suocere” con sarcasmo ed originalità. Anche se il punto focale è l’atavico contrasto tra genero e suocera che abilmente il Di Nardo narra con la sua tipica ironia che caratterizza tutti i suoi lavori che vengono pubblicati sul giornale “AbbiAbbè” e sul sito internet www.Melitonline.net, la sua vena umoristica lascia trasparire la profondità d’animo di un uomo sensibile con l’occhio sempre attento ma discreto e quasi apparentemente distratto su tutto quello che gli accade intorno. Comprare il libro (il costo è irrisorio e l’autore non percepisce compensi) significa dare fiducia a chi si è messo in gioco ed a promuovere la libera espressione in un sistema editoriale dove è difficile se non impossibile ritagliarsi uno spazio senza i capitali per autoprodursi o le giuste conoscenze per essere commercializzato, indipendentemente dal talento o dal valore dell’opera che si vuol condividere. Ricordo che il modo di pensare della persona vive nell’opera ed è quello che, anche solo per delle sfumature, ci differenzia gli uni dagli altri e ci permette di influire sul pensiero generale della società e di sopravvive anche alla morte fisica.
Il limite di questo racconto è che “sa di poco”, pertanto l’invito che rivolgo all’autore è di scrivere un racconto più corposo ed ampio con l’augurio che lo sguardo diventi sempre più sottile ed attento anche a cogliere le sfumature dell’anima ed a narrarle, come sempre, con la sua irriverente vena umoristica in modo tale da essere un delicato ma pungente stimolo per le coscienze dei lettori e che li induca ad una riflessione vera e sincera, scevra di quella ipocrisia strutturata e contagiosa che caratterizza il pensiero ed il comportamento di molti.
Titolo: “Non tutti mali vengono per suocere”
Autore: Filippo di Nardo
Editore: Edizioni Cento Autori
Costo: 3,00 Euro
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31/05/2008
Michelle Ferrari, “Volevo essere Moana”.
Nei giorni passati ho visto la trasmissione “Mattinacinque” dove la conduttrice Barbara D’Urso ha intervistato Cristina Ricci una ragazza di quasi ventiquattro anni e di professione pornostar con il nome d’arte Michelle Ferrari. Ascoltando quanto lei ha detto ed incuriosito da quel contrasto che traspariva tra l’apparenza di una ragazza “normale”, carina, esuberante ed appariscente, quel che di interessante diceva riguardo alla sessualità, al modo libero di vivere il piacere fine a se stesso, l’essere alternativamente una pornodiva e una donna che lavorava con la madre nell’agriturismo di famiglia, sono stato incuriosito ed ho deciso di acquistare il suo libro “Volevo essere Moana”. E naturalmente di leggerlo. Il linguaggio è semplice, diretto, forse costruito. La trama è basata su una ripetizione di esperienze personali riguardanti la conoscenza del corpo femminile e maschile ed il vivere il sesso, mista a intelligenti e pungenti commenti sulla libertà personale per terminare con il decalogo di Michelle, simile a quello scritto da Moana Pozzi nel suo libro (che non conosco) per vivere un buon sesso e delle sue considerazioni inerenti l’argomento. Il racconto a volte sembra la sceneggiatura di un film porno, molte azioni pratiche ma prive dell’ampiezza e delle sfumature emotive che realmente si provano nel vivere una relazione intima ed il sesso. Inoltre il racconto è riferito ad anni precedenti ovvero quando lei, ragazzina, ha cominciato l’incontro con il proprio e l’altro sesso. Ciò ha fatto si che le sfumature emotive si siano perse e nel migliore dei casi siano falsate dal ricordo. Le emozioni e le sensazioni provate vanno ben oltre l’atto seppur il sesso consiste nel suo punto focale e sostanziale in azioni ripetitive. La figura della protagonista consta in una ragazza che vive il sesso in modo positivo, aperto, basato sulla conoscenza del proprio corpo, del desiderio e del modo di appagarlo in modo realistico, senza fronzoli e senza mascherarlo dietro l’amore. E’ tutto vero quello che racconta o è frutto di un’abile sceneggiatore ? Non lo so e non credo sia interessante. L’importante è focalizzare l’attenzione sul tema che l’autrice pone: il “piacere”. Il corpo come fonte di piacere da dare e da ricevere, la libertà sessuale, il sesso come momento principale dell’esistenza e della comunicazione relazionale intima e non da vivere nei ritagli di tempo e con ripetitività, l’esprimere, condividere ed attuare i desideri e le fantasie che si ritengono giuste per appagare se stessi e l’altro e che terminano con l’orgasmo. L’unico momento in cui l’uomo e la donna perdono totalmente il controllo della mente per entrare in quello spazio a-temporale di cedevolezza e di pieno appagamento. La scelta libera e non obbligata a preferire questa vita, condivisibile o meno, il superare i luoghi comuni del rapporto ristretto alla coppia, il provare piacere in ogni centimetro di pelle e l’esplorare l’incontro con il proprio o l’altro sesso, con più persone e o con l’utilizzo di attrezzi da sexishop. Giusto? Sbagliato? Non sta a me giudicare. Il rapporto con la sessualità è affidato alla coscienza di ognuno, sperando non sia imbrigliata dall’egoismo dell’Io, dalla paura del piacere, dal bigottismo e dal moralismo. “Volevo essere Moena” è un libro per tutti che aiuta l’uomo a capire “la donna” per quello che spesso non dice ma desidera e la donna a superare le pressioni culturali e sociali spesso castranti. Michelle Ferrari è una donna che chiaramente ha detto quello che molte negano apertamente ma che desiderano “le piacciono le cose belle, i soldi, provare e dare piacere, non voler vivere nell’abitudine e non voler essere di nessuno seppure con la necessità di avere un compagno “normale” come tutte”. La pornostar sa vendere la propria immagine giocando molto bene con la propria sensualità, sfruttando l’effetto “Moana”, l’unica pornodiva che è sopravissuta ai film hard, ai pregiudizi ed anche alla morte, e la somiglianza con la Michelle Hunzinker. Ha condensato il desiderio inconscio di tutti gli uomini avere una donna “brava” ragazza in pubblico ma disinibita e disponibile in privato. La mia sensazione è che non farà per molto la pornodiva ma che terminate le sue esperienze a trecentosessanta gradi, tornerà ad una vita “normale”, con un compagno ed una famiglia e forse qualche trasgressione che scemerà col tempo.
Titolo: “Volevo essere Moana”.
Autrice: Michelle Ferrari
Editore: Piccola Biblioteca Mondatori
Costo: 10.00 Euro
Piscicelli Vincenzo
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13/05/2008
Il debutto dello scrittore Marcialis :"La strada della violenza."
La sensazione provata nel leggere questo racconto è quella di uomo, che osservando dalla riva un lago, con acqua calma e piatta, aria soave e sole tiepido, decide di tuffarsi nelle acque. Rompe lo specchio superficiale e quando più si immerge più nuota nel torbido, nel buio, tra sensazioni nettamente spiacevoli, forti. Ma continua a nuotare, verso un fondo che non sa di toccare o forse non tocca, di colpo la necessità di riemergere per respirare nuova aria, per essere pronto a rituffarsi.
Il noir è un genere difficilmente apprezzato dal grande pubblico, è richiesto da chi ne è attratto, ma Marcialis, seppure debuttante, ha un qualcosa in più, arriva nella vita di tutti, anche di chi come me non è un fans del genere. Sembra vivere le emozioni che racconta e nello scriverle le trasmette al lettore. Tutti possiamo sentirci parte del mondo raccontato in “La strada della violenza”. Lo stile è semplice, accattivante, il tempo scandisce ogni azione, la storia è dura, tocca il cuore per la sua drammaticità, il linguaggio è schietto, diretto, forte, come lo sono i personaggi principali, Lorenzo Rollei e Maurizio Ferri. Lo sfondo è l’apparente, tranquilla, ordinata e civile città di Reggio Emilia. I personaggi Lorenzo Rollei, sottufficiale della Guardia di finanza, disperato, vita da sbandato, frequenta prostitute, beve, è separato, ma è un padre attento e amorevole, con qualche scheletro nell’armadio; ottimo per essere ricattato e quindi a lavorare per il “sistema”. Ramona prostituta per scelta, amica di Lorenzo Rollei, lo capisce e lo accoglie; come solo una donna sa fare: a letto. Maurizio Ferri, ispettore di polizia, per coprire il suo vero ruolo, appartenente ai servizi segreti, lavora per il “contatto”, che non conosce. Prende ordini e comunica solo via email. Attraversa un turbamento interiore, da fedele esecutore a ribelle puro, per amore della sua donna, Barbara, giornalista d’assalto. Il procuratore, il sindaco, l’imprenditore, il contatto, sono il “sistema”, si coprono a vicenda, l’uno non può esistere senza l’altro. La giustizia, la politica, il potere occulto, il potere economico, decidono, comandano, dispongono della vita di tanti altri; di quei tanti che di essi si fidano e da cui dipendono. Le due bambine sequestrate, uccise, stuprate, due vittime innocenti, ma non le sole. Il fratello del sindaco, il mostro da sfamare, da nascondere, il male oscuro coperto e protetto dall’apparente faccia pulita della società perbene (il “sistema”). I drogati, vittime insignificanti da sacrificare per deviare le indagini; figuranti partecipi involontari di un gioco più grande di loro. Mauro Marcialis, Maresciallo della Guardia di finanza, è nato a Roma nel novembre del 1972, vive e lavora a Reggio Emilia, sposato con due figlie, nel “poco” tempo libero ha scritto il suo primo romanzo: “La strada della violenza.” Tutto il romanzo è di pura immaginazione, le vicende narrate mirano comunque a ricercare verosimiglianza con fenomeni e sistemi criminali che, tra l’altro, per analogia sono documentati da verità storiche e processuali degli ultimi anni e pressoché “inquadrabili” nell’immaginario collettivo. L’eccezione dietro Rollei c’è il Marcialis padre, un uomo disposto a tutto per amore della propria figlia.
Titolo: la strada della violenza.
Autore: Mauro Marcialis
Editore: Coloradonoir
10:42 Scritto da futuro1972 in recensioni libri | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: libro, successo, politica, sesso, violenza, stupro, droga | OKNOtizie |
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