08/08/2012

ILVA di Taranto, non è possibile scegliere tra il diritto alla salute ed il diritto al lavoro.

Fiumi di parole sono state dette, si stanno dicendo e si diranno su quello che sia più giusto fare per risolvere la questione “ILVA di Taranto”, per la città, per gli abitanti ed i lavoratori che rischiano la salute o il posto di lavoro. Probabilmente le varie parti in gioco avvaloreranno tesi, daranno accuse, troveranno colpevoli impuniti o impunibili. Si sprecheranno tante parole che non giungeranno a niente perché non vi sono i soldi per fare quello che prevede la Costituzione Italiana: tutelare il diritto alla salute ed il diritto al lavoro. Lo Stato, la Regione, il Comune, l’azienda, i cittadini ed i lavoratori non devono dividersi in lotte tra fazioni diverse per tutelare uno dei due diritti ma devono unirsi per tutelare entrambi i diritti. Le soluzioni teoriche esistono si deve valutare se è possibile mettere la fabbrica in condizione di non danneggiare la salute dei cittadini e l’ambiente in cui si vive tutelando i posti di lavoro. Oppure in alternativa chiudere la fabbrica, bonificare l’ambiente, recuperare e riconvertire le strutture ed i lavoratori e non perdere alcun posto di lavoro anzi sfruttare l’occasione per sviluppare e migliorare l’economia locale. La paura che in uno Stato in crisi non verranno messe in atto nessuna delle due soluzioni ma verranno prese decisioni che creeranno solo dissapori tra i cittadini aumentando i disagi sociali. Lasciando per un attimo la questione pratica dobbiamo porci una domanda seria: che Stato è uno Stato che nella propria Costituzione scritta prevede il diritto alla salute ed il diritto al lavoro se non è in grado di tutelarli?

Piscicelli Vincenzo



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