20/07/2012

E' tempo di un leader donna come Capo del Governo.

E' tempo di un leader donna come Capo del Governo.

 

Siamo in un clima di forte cambiamento dove tutto o quasi è messo in discussione. La crisi economico, sociale e politica che ha investito l'Italia sta lasciando vittime della povertà, un gran numero di disoccupati, inoccupati, giovani e meno giovani con contratti precari, a tempo o a progetto con sogni ma senza la speranze di migliorare la propria posizione sociale e pochi che invece difendono i propri ingiustificati privilegi e lauti stipendi. La fotografia è quella di un Paese spaccato in due tra ricchi e poveri con una fascia intermedia di sopravvivendi che rappresentano il tessuto sociale su cui il governo fa cadere la mannaia dell'imposizione fiscale, non sono né ricchi né poveri, lavorano per sopravvivere dignitosamente e per mantenere il sistema (fallimentare) Paese in vita mediante le tasse pagate per lo più alla fonte. I poveri sono troppo poveri per pagare ed usufruiscono di esenzioni e privilegi che di fatto li equiparano, come tenore di vita effettivo, seppure non come reddito agli appartenenti alla fascia di popolazione tartassata, generando la cosiddetta guerra tra poveri. I ricchi sono quelli che si fanno le leggi su misura e sono troppo potenti per autotassarsi o mettere in discussione il minimo privilegio. Tutto ciò crea disagi di ogni genere sia a livello personale che sociale che ledono i rapporti umani creando liti ed astio tra cittadino e cittadino; ma questo stato di difficoltà psicologica e relazionale con aumento di violenza e delinquenza non rientra in nessuna statistica economica pertanto, seppure erroneamente, non viene presa in considerazione. La frattura tra chi amministra e detiene il potere e chi lo subisce è enorme, attualmente insanabile. Internet rappresenta lo schermo sul quale i cittadini che accedono alla rete sfogano i propri pensieri, disagi, idee e soluzioni. La fotografa che si genera, racconta di una società  molto frammentata con idee e spunti estremi talvolta fuori dal contesto della legalità e della democrazia che si può sinteticamente rappresentare in tre macrogruppi. C'è chi vuol mantenere la situazione (i privilegi) così come è per meglio gestire i propri interessi secondo il motto "Dividi et Impera", tra chi vuole cambiarla leggermente ma senza rompere gli equilibri creatisi ovvero sono coloro che non vogliono cambiare il sistema ma solo occupare le poltrone(con tutto il seguito) al posto di quelli che ci sono ora e quelli che vogliono cambiare tutto, sistema, idee, volti, persone, linguaggi e metodi. Se prevalgono questi ultimi è rivoluzione che in uno stato democratico si attua attraverso il voto(il prossimo per il Parlamento è previsto per la primavera del 2013). Simbolo del cambiamento auspicato in una società maschilista e cattolica è l'avere una giovane e saggia donna come Capo del Governo con esperienza di vita, non politica di professione, che non rappresenti gruppi o lobby, che non sia figlia o parente di qualcuno che ha già vissuto di politica o di ricchissimi imprenditori o ereditieri avulsi dalle problematiche quotidiane dei più. Una donna che abbia vissuto con uno stipendio medio o da precaria o che sia disoccupata, che abbia studiato, che abbia una cultura sociale ampia, che abbia pulito casa, che sappia cucinare, che fa le code alla posta e sa come risparmiare dal fruttivendolo o dal macellaio, che abbia il benessere dell'uomo al centro del proprio ideale di vita,che abbia l'accuratezza ed il buon senso della madre di famiglia, che sia aperta alle terapie naturali, che abbia in petto il cuore e non il conto della banca, che serva il popolo e le istituzioni così come si occupa dei figli. Una donna giovane, fertile,  che può dare vita e quindi sa dare il valore alla vita, che ha cura del proprio corpo come della propria anima, che abbia fatto l'amore ed abbia il sorriso sulle labbra. Ed i ministri di pari qualità (uomini, donne, omosessuali) con l'eccezione di essere più "tecnici" ma non solo tecnici. I parlamentari devono essere estrazione del popolo per tipologia reale e non solo scelti tra il ceto medioalto e o liberi professionisti o pensionati d'oro o perché portano voti. Il portare voti in una società in crisi è più sinonimo di risposta ad esigenze personali o locali che di interesse generale. Costoro devono  essere di tutte le età , di tutti i ceti sociali e di ogni genere sessuale o fede religiose perchè debbono rappresentare tutto il popolo nelle più diverse minoranze. Tutti i cittadini devono sentirsi rappresentanti e parte decisionale dello Stato. Il Presidente della Repubblica deve aver raggiunto quella maturità e saggezza che ne determini il distacco dal potere e dall'idea del possesso, dell'orgoglio e dai bene che determini quella visuale complessiva che ad un giovane può mancare. Deve essere qualcuno che abbia fatto qualcosa di significativo ed importante per il Paese, che sia un simbolo che unisca il Paese, ispiri fiducia e dia garanzie di equità, necessariamente non un politico di razza al massimo uno statista sembra ombra o dubbi; può essere chiunque non eccessivamente essere vecchio ma sicuramente non troppo giovane. Ogni età ha un suo senso ed un suo tempo perché con l’età cambiano pensieri, comportamenti ed energie che servono a rispondere alle diverse esigenze temporali che la vita richiede.

Piscicelli Vincenzo 

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