14/07/2012
Il “baratto” delle competenze fonte di benessere ed anticrisi.
Ogni essere umano ha una competenza, un settore in cui eccelle, un qualcosa che sa fare bene ed ha un mercato. Tutti nessuno escluso, giovani, vecchi, anziani, donne, uomini, transessuali, omosessuali, ricchi e poveri hanno uno o più talenti e conoscenze da poter condividere. Può essere la casalinga che sa cucinare, preparare dolci o pulire casa o accudire i bambini o l’anziana che ha nel dna una vita passata nel fare la pasta fresca piuttosto che lavorare all’uncinetto o ricamare, l’anziano che è stato una vita idraulico, medico, commercialista, avvocato, falegname, muratore, calzolaio o barbiere ormai in pensione o ancora in attività che non si è venduto totalmente al Dio “profitto”. La ragazza giovane che ha studiato e può assistere ed aiutare gli studenti o il ragazzo che sa giocare a calcio, a pallavolo o allenare il corpo in palestra. I casi sarebbero infiniti come infinite sono le potenzialità culturali e sociali che le persone possono mettere in gioco, soprattutto in questo periodo di grave crisi, senza per questo entrare nel mondo del commercio e sottostare a regole di profitto economico. Fare qualcosa che piace perché la si sa fare, la si desidera fare per trasmettere qualcosa e non per ottenere qualcosa. Un dare senza aspettative e senza mercificare o quantificare il proprio lavoro ma valorizzarlo per la propria soddisfazione interiore e perché si soddisfa il bisogno di un altro essere umano. Un dare con guadagno interiore per due(e forse per tutta la società) senza valori economici/monetari. Tali comportamenti generano degli effetti sociali ed umani positivi che danno un senso di utilità ed importanza a tutti, perché nessuno è escluso dal baratto e tutti provano un senso di uguaglianza perché nello scambio multilaterale ognuno offre qualcosa, ognuno guadagna qualcosa ma non si crea quello scambio diretto che porta l’uno a ritenersi superiore o inferiore all’altro. Lo scambio tra due soggetti in forma diretta, ovvero tu dai/fai una cosa a me ed io do/faccio una cosa a te è uno scambio mercantile che inconsciamente porta sempre l’uno o l’altro ad avere un’idea di essere in credito o in debito verso l’altro(oltre a configurarsi come ipotesi di lavoro sommerso) invece lo scambio multilaterale tramite un’associazione senza scopo di lucro che lo regola evita il crearsi di meccanismi di credito/debito sia esso di tipo morale o economico perché il soggetto A riceve dal soggetto B,C,D e ricambia ai soggetti Z,Y,W e questi a loro volta interagiranno con i soggetti P,S,Q che a loro volta interagiranno con i soggetti A,Z,U e così via, tanto da creare una serie di intrecci con effetti positivi e senza controindicazioni.
Piscicelli Vincenzo
14:40 Scritto da futuro1972 in Pensieri e riflessioni, politica e società | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: piscicellivincenzo, lavoro, scambio, coppie, baratto, futuro, società, crisi | OKNOtizie |
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