09/07/2012

Un brutto carattere.

Avere un brutto carattere significa semplicemente aver sintonizzato il proprio essere sull'orgoglio e sulla rigidità del proprio pensiero, sulle proprie esperienze e sui propri ragionamenti ovvero su un solo aspetto dei tanti che l'essere umano è dotato. E' come utilizzare due, tre, quattro colori rispetto a tutti quelli che sono presenti in natura vedi l'arcobaleno pieno di infinite sfumature che abbracciano tutte le tinte possibili. Ovvero è un vivere parziale e limitato. Avere un brutto carattere non è un privilegio e non è una colpa ma solo uno stato momentaneo e mutabile che noi rendiamo stabile con le nostre convinzioni identificandoci in esso ed utilizzandolo come biglietto da visita e come modo di essere. Basta allargare lo sguardo e posizionarlo al proprio interno dove vivono le emozioni e non i fatti, le persone ed i ragionamenti ed ogni emozione ha una sfumatura ed una tinta come i colori dell'arcobaleno. Al proprio carattere ci si abitua. Del proprio orgoglio si diventa schiavi. Delle proprie paure si diventa vittima. Dalla vita ci si allontana quando si diventa unilaterali. Ma nulla è statico, tutto è impermanente. Nessuno può giustificarsi  o mascherarsi dietro al proprio carattare o dietro al "son fatto così". Nessuno deve colpevolizzarsi per l'essere fatto così. Deve semplicmente essere imparziale, prenderne cosienza e lasciare che l'energia che costantemente ci crea possa lavorare in pace senza condizionamenti mentali e/o sociali. Siamo nati per godere ed essere felici. La sofferenza nasce dall'opposizione allo stato di felicità.
Vincenzo Piscicelli



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