29/02/2012

Scrivere a mano con la penna è fondamentale.

Tutti dovrebbero scrivere a mano con la penna come si faceva una volta. Una volta non sempre è simbolo di passato spesso è  indice di genuinità. Scrivere con la penna perché la tastiera uniforma i caratteri e forse i pensieri. Lo scritto da tastiera non ha vita è chi lo legge che lo resuscita se ne è in grado. La penna non è altro che il terminale della mano. La mano è il terminale del braccio. Il braccio è il terminale del tronco. Il tronco unisce tutti gli organi del corpo. La penna in definitiva traduce quello che è il corpo, l’anima. La penna siamo noi. L’inchiostro è la nostra creatività, la nostra fantasia, i nostri pensieri , le nostre emozioni e sensazioni allo stato liquido, denso. Ogni tratto della penna è distintivo della propria personalità, del proprio carattere, del proprio modo di essere. Scrivere è fondamentale. Non importa cosa scrivi è importante che tu scriva a mano con la penna. Lo scritto resta. Puoi leggerlo. Rileggerlo. Conservarlo o buttarlo ma quello che è scritto resta nella memoria della vita. Scrivi e comunichi, cosa ? La tua essenza. Non preoccuparti della grafia, quella sei tu come appari. Non preoccuparti del contenuto quello sei tu. Non preoccuparti dello stile, quello sei tu. E se sei tu non devi preoccuparti di nulla. Se ti preoccupi di scrivere a mano e con la penna allora ti preoccupi di te stesso, del tuo giudizio e di quello degli altri.

Piscicelli Vincenzo 

28/02/2012

IL CONTRARIO



Fosse di luce, io sarei nascosto, tacito
e fuggirei l’invasione del raggio
solo per ritrovarmi timido e vero
nell’angolo buio e spigoloso del consueto.

Sapesse ascoltarmi, io smarrirei gli argomenti
e custodirei le intuizioni tra cenni scontati  
nel bianco candore di un sorriso,
o in una smorfia, per chi sappia leggerla.

Mi arrenderei anche a parole invernali
lasciando che illusione conservi delusione
tu non gettarti, anima, in foreste di sensi indiscreti
ma lasciati amare da chi non sa spiegarsi.

Raffaeledi Ianni

27/02/2012

Danzare con gli eventi della vita.

Il percorso temporale che ci vede protagonisti dalla nascita alla morte, comunemente chiamato vita è un insieme di eventi che si susseguono in modo imprevisto. Questi eventi sono tutti funzionali alla nostra evoluzione e partecipazione nel mondo. Nessuno potrebbe sostituirci ed ottenere lo stesso effetto. Nessuno li potrebbe vivere allo stesso modo. Nessuno potrebbe capirli/comprenderli pienamente. Tali effetti non vanno considerati solo per il singolo soggetto ma per l'intera umanità. Ogni evento non è indipendente dall'altro, è interconnesso con tutti gli eventi che avvengono in contemporanea e di riflesso influisce su tutti e tutto. In tali circostanze noi siamo sempre e comunque protagonisti seppure a volte ci sentiamo vittime o neghiamo tale verità. In realtà anche le vittime sono protagonisti passivi della loro vita e la vivono in modo non responsabile. Nonostante ciò la scelta di "sentirsi" protagonista o meno, vittima o carnefice è propria di ogni soggetto. Per quanto, in alcuni casi, sembra impossibile o difficile da accettare, la realtà è così. Spesso è più facile autocommiserarsi, lamentarsi, colpevolizzare/rsi e piangersi addosso che accettare l'accaduto e andare avanti per come è la realtà. Sono conscio che accettare alcuni eventi è difficilissimo, non impossibile, ma è l'unica strada che esiste per superarli. La realtà è brutta, fa male o è difficile solo se non la si vive pienamente e la si confronta con le proprie aspettative(per lo più insoddisfatte) e/o con quelle degli altri. Gli eventi sono così come avvengono(non potrebbero essere diversi) e non hanno una connotazione positiva o negativa, questa l'attribuiamo noi con le nostre convinzioni ed interpretazioni. Solitamente se l'esito dell'evento è coerente con le nostre aspettative, saremo contenti, parleremo di fortuna, di volontà, di bravura e/o di impegno e lo riterremo positivo; se l'esito dell'evento è contrario alle nostre aspettative ci lamenteremo, cercheremo dei colpevoli, invocheremo la sfortuna e lo definiremo negativo. La realtà è diversa, l'evento ha la funzione di rivoluzionare il percorso della vita che abbiamo costruito idealmente nella nostra mente o confermare che stiamo in sintonia tra anima e mondo. Ogni evento ha la sua funzione e la sua utilità che va oltre noi, oltre qualunque giudizio o pensiero che possiamo formulare. Il nostro compito è "danzare con gli eventi" che la vita ci regala con la consapevolezza di essere protagonisti. "Il danzare con gli eventi" è allo stesso tempo apparentemente semplice e difficile da realizzare. Semplice, perché ci è richiesto solo di essere presente all'evento, stato di fatto naturale e spontaneo. Difficile, perché siamo abituati a pensare ed a vivere tra passato e futuro, pronti a giudicare tutto e tutti e a non essere responsabili.

Piscicelli Vincenzo 

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