30/09/2011
Serata dedicata alla poesia con Giovanni Petrella Battista e Giusy Del Vento a Canosa di Puglia.
Il prossimo 3 ottobre alle ore 19,30, presso la sede del “ Circolo Arci Libera...mente” di Canosa di Puglia(BT), in via Trieste e Trento nr.24, sarà presentata la raccolta di poesie “Al canto de la musa despierta il poeta” (Al canto della Musa svegliasi il poeta) con l’intervento degli autori Giovanni Petrella Battista e Giusy Del Vento.
Lo scrittore Giovanni Petrella Battista (classe 1944), originario di Ceglie del Campo (BA) è molto conosciuto anche per la sua immane passione per la pittura e la scultura. Definito “uomo eclettico” per i suoi interessi in più ambiti: ha imparato il mestiere di falegname, ha costituito una squadra di calcio, ha avviato un laboratorio di panificazione, producendo pane per diabetici (anch’egli sofferente), il rinomato “Pan Petrella” che gli è valso il conferimento di un titolo Honoris Causa in Scienze dell’Alimentazione. Lo scrittore venezuelano ha all’attivo 44 libri tra prosa e poesia e numerose pubblicazioni nel settore alimentare dedicate al pane, ai cereali americani e asiatici, e ai fenomeni come la celiachia e l’intolleranza al glutine, fino a qualche decennio fa sconosciuti .
La canosina Giusy Del Vento appassionata di letteratura, storia ed archeologia è autrice di poesie in dialetto: premiata nel 2008 al concorso nazionale “Memorial Vincenzo Carbone”, per la poesia “Cammenète” classificatasi al primo posto, successo bissato nel 2010 con le poesie “Penzire Lundène” e “La Zambène” nella sezione comica-satirica. La sua giovane e pulsante produzione poetica annovera alcuni componimenti nella silloge Olimpo Lirico a cura di Tina Piccolo per Carello Editore e nella raccolta di poesie in italiano e vernacolo pugliese del concorso letterario “Sen.Vito Rosa” organizzato dalla Pro Loco U.N.P.L.I. di Canosa di Puglia (BT). Il grande pubblico l’ha conosciuta leggendo il romanzo “Filippo Canosa e la Principessa” pubblicato agli inizi di quest’anno da Aletti Editore nella collana “Gli emersi narrativa”. Enormi consensi e apprezzamenti per la sua prolifica vena letteraria e per la sua scrittura snella ed efficace che esaltano il suo grande amore per Canosa di Puglia(BT) “ Città d’Arte e di Cultura”.
Nella presentazione dell’incontro poetico-letterario, il moderatore della serata Giovanni Di Nunno ha affermato che si tratta di un libro scritto a quattro mani da una donna e un uomo, lei di Canosa di Puglia (BT), lui di origini pugliesi, che vive in Sudamerica da diversi anni. Il leitmotiv della raccolta di poesie è sicuramente l’Amore inteso come esplosione di sentimento, spesso contaminato dalla nostalgia. La nostalgia per un amico lontano, per la patria lontana o semplicemente per il passato che non torna più. Il risultato del lavoro poetico sviluppatosi dal connubio di esperienze italo-venezuelane ha un gusto dolce-amaro: dolce per l’amore, amaro per la nostalgia che suscita nel lettore un particolare stato d’animo, paragonabile ad un’espressione sorridente bagnata da una lacrima che scivola lentamente e lascia il segno in profondità. Non da meno l’altro tema trattato il meridione, non importa se d’Italia (Puglia) o d’America (Venezuela), per far notare che il Sud in molte circostanze è considerato “solo” per le sue difficoltà invece di decantarlo per la sua ricchezza di acuti verso la sensibilità, la civiltà che spesso rimangono in ombra.
“L'antologia – ha dichiarato l’autrice Giusy Del Vento - è frutto di un incontro inaspettato di due generi di scrittura poetica, di due nazioni, di due generazioni diverse. Un incontro che unisce, attraverso il filo conduttore della poesia, due mondi prima sconosciuti l’uno all’altro. Quest'opera mostra a tutti la forza comunicatrice di un verso, la coesione delle parole in un mondo già troppo diviso, dove si alzano muri e barriere, la poesia le abbatte”.
Un appuntamento da non perdere quello di lunedì 3 ottobre, alle ore 19,30 per approfondire e incontrare la poesia “Al canto de la musa despierta il poeta” (Al canto della Musa svegliasi il poeta) con Giovanni Petrella Battista e Giusy Del Vento, allo scopo di mantenere alto il valore di questo insostituibile veicolo di espressione e memoria, base di tutte le altre forme della creatività letteraria e artistica che unisce anime e popoli, al di là di ogni spazio, di ogni tempo e di ogni differenza. Bartolo Carbone
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Il convegno “Mito e Storia nella Ceramica Apula. Il Pittore di Dario a Canosa”
Grande successo di pubblico per l’edizione 2011 delle “Giornate Europee del Patrimonio” che nello scorso week end hanno proposto una serie di eventi di enorme interesse storico culturale. Tra i più seguiti il convegno di Canosa di Puglia (BT) dedicato agli studi “Mito e Storia nella Ceramica Apula. Il Pittore di Dario a Canosa”, tenutosi il 24 settembre scorso sul loggiato di Palazzo Iliceto (sede del Museo Civico Archeologico) e promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Regionale per i Beni Culturali della Puglia - Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, dal Comune di Canosa di Puglia, dalla Fondazione Archeologica Canosina, dalla locale Pro Loco e dalla Società Cooperativa Dromos.it . Sono intervenuti tre autorevoli studiosi: Claude Pouzadoux, Maître de Conférence en Histoire de l’art antique - Université de Paris Ouest Nanterre la Défense; Raffaella Cassano,Professore ordinario di Archeologia e storia dell’arte greca e romana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari; Marisa Corrente, Direttore Archeologo della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia che hanno proposto al pubblico un’autentica “lectio magistralis”, sul tema della serata “il vaso di Dario”, imponente testimonianza della Canosa preromana, rinvenuto nel 1851 ed attualmente conservato al Museo Archeologico di Napoli.
Il primo intervento è stato della Professoressa Claude Pouzandoux, studiosa di vasi apuli e della Tomba canosina del vaso di Dario. La studiosa francese ha presentato la figura di Dario, re persiano che fu sconfitto da Alessandro Magno durante le battaglie di espansione dell’Impero macedone nella Persia. L’autore del sontuoso cratere, doveva appartenere alla celebre scuola di Taranto, che in epoca magno-greca fu un autentico faro della pittura vascolare in Puglia e nell'Italia meridionale. La raffigurazione sul vaso racconta di un re che sta per essere sconfitto da Alessandro. Sono presenti scene di battaglia. Tra le figure dipinte c'è Dario, alcuni cortigiani persiani e i rappresentanti delle regioni dell'impero; vi sono anche figure femminili che impersonificano l’Asia e la Grecia.
La Professoressa Raffaella Cassano dell’Università degli Studi di Bari ha invece tracciato un saggio sulla pittura greca e macedone, al fine di individuare eventuali influenze in Magna Grecia, elencando vari esempi di pittura vascolare o parietale in Grecia come nell'antica Puglia: la Tomba di Euridice a Verghina in Macedonia (metà IV sec. a.C.), gli esempi di pittura vascolare della Tracia (fine IV-primi decenni III sec. a.C.) e quelli della tomba del guerriero di Egnatia (III sec. a.C.), i lavori del Pittore di Arpi (ultimo rappresentante degli schemi pittorici e rappresentativi della pittura macedone), o del Pittore di Baltimora.
La Dottoressa Marisa Corrente, nel suo intervento intitolato “Il Principe che legge”, ha raccontato la storia della tomba del Vaso di Dario, il cui sito archeologico dovrebbe essere ubicato nelle vicinanze di via Cerignola. Si tratta di una tomba gentilizia che in base ai disegni ottocenteschi dell'archeologo Antonio Bonucci, l’ipogeo doveva essere costituito da due ambienti allestiti da corredo. La studiosa della Soprintendenza ha poi confrontato la tomba in oggetto con l’Ipogeo Varrese di Canosa e con la tomba di Minervino, successiva a quella del vaso di Dario. In chiusura la dottoressa Corrente ha anche parlato delle committenze, che toccavano i centri più importanti, come Arpi (un esempio sono i mosaici a ciottoli del palazzo di Arpi), o Ruvo (la scena vascolare della morte di Ofelite, opera anch'essa del pittore di Dario) . Al termine la dottoressa Corrente ha puntualizzato che vasi come quello di Dario venivano commissionati perché dovevano raccontare la storia . Ha ornato l’evento il dipinto dell’artista Vito Lacelli in cui è raffigurato un’ipotesi di realizzazione del vaso di Dario in una bottega di quasi 2.500 anni fa.
Gli interventi della giornata di studi sono stati preceduti dai saluti del presidente della Fondazione, Archeologica Canosina Sabino Silvestri, coordinatore dei lavori , dal Sindaco di Canosa Francesco Ventola che ha parlato dei rapporti attuali tra il Municipio e la Soprintendenza dei Beni archeologici della Puglia e dal Presidente della Pro Loco Unpli Canosa, Giovanni Pansini che ha ringraziato i relatori presenti , promettendo insieme al presidente della Fondazione di realizzare a breve una mostra personale sui lavori di Vito Lacelli tra gli applausi del pubblico presente che ha potuto usufruire della visita al museo civico, tenuto aperto per l'occasione. Le manifestazioni organizzate per le Giornate Europee sono state ancora una volta apprezzate da tutti i cittadini che, attraverso questi momenti di partecipazione intensa , hanno avuto modo di conoscere da vicino lo straordinario patrimonio culturale europeo. Bartolo Carbone
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29/09/2011
La mediazione approda nella terra di Federico II, inaugurata la sede di Canosa di Puglia.
Dopo l'esperienza positiva maturata negli ultimi mesi in tutta l'area del meridione d'Italia, dove il fiorire di numerose camere di conciliazione sta diffondendo la “cultura della mediazione” piuttosto che quella della “litigiosità” protratta per anni davanti a magistrati spesso troppo oberati di lavoro, è finalmente giunta anche nel territorio del comune di Canosa di Puglia (BT), una sede secondaria della camera di conciliazione Forum C. C. M. che, in loco ed in onore della storia del territorio, ha preso il nome di Forum Camera Conciliazione Mediazione Federico II. Tale sede, ubicata nella centralissima via Sicilia n.30, vede quale responsabile l’avvocato Tommaso Doronzo, che si avvale della collaborazione, sul territorio di Canosa di Puglia(BT) degli avvocati Teresa Di Palma e Tina Ventola, e sul territorio di Barletta(BT), degli avvocati Grazia Corcella, Rosanna Fiorella ed Elisabetta Todisco. All’open evening, tenutosi il 16 settembre scorso presso la sede della camera, hanno presenziato numerosi esponenti del mondo forense ed amministratori locali, come l’avv. Pino Mascolo, assessore alla edilizia e coordinamento attuazione 167 presso il comune di Barletta (BT), dando vita ad un interessante dibattito sull'importanza della possibilità di risolvere le controversie in via alternativa rispetto alle ordinarie aule di giustizia, i cui tempi e costi impongono la necessità di far ricorso a nuovi strumenti di composizione della lite.
"Il successo di questa serata" - ha affermato l'avvocato Tommaso Doronzo - "è davvero significativo per il convivere civile, poiché dimostra come, dopo le iniziali e giustificate perplessità della classe forense in ordine alla validità della conciliazione e della mediazione quali strumenti di risoluzione dei conflitti, sia apparso ben chiaro a tutti che l'intento deflattivo mostrato dal Legislatore europeo e da quello nazionale può costituire un'occasione per perseguire gli interessi del cittadino in tempi brevissimi e con costi contenuti, senza trascurare la figura determinante del difensore nella camera di mediazione, il cui ruolo costituisce un imprescindibile perno per la riuscita della conciliazione". "Infatti - continua il responsabile della camera - la realtà giudiziale che viviamo negli ultimi anni è di tale gravità ed emergenza da avere conseguenze devastanti sugli interessi, anche economici, di privati cittadini e di piccole e grandi imprese che si trovano a dover perseguire i propri diritti nelle aule giudiziarie, al punto che le lungaggini processuali molto spesso sviliscono il contenuto dell'interesse posto a base del giudizio, vedendolo concretizzare soltanto molti anni dopo rispetto al momento in cui lo stesso costituiva per l'utente della giustizia un punto cardine del proprio vivere o della propria attività".
Invero, balzano spesso agli onori della cronaca processi durati troppo a lungo perché possano dirsi giusti, tramutandosi anzi in una considerevole frustrazione per tutti i soggetti coinvolti, tra cui anche e soprattutto i difensori. Pertanto, si rende opportuno che la cittadinanza, le istituzioni e gli operatori di giustizia aprano le porte a strumenti agili di “a.d.r.”, com'è chiamata dagli esperti del settore la “alternative despute resolution”, che soddisfino gli utenti, sperimentando la mediazione, poiché soltanto con l'esperienza diretta si potrà finalmente dire: "Giustizia è stata fatta!". Dal 21/3/2011 le Camere di Conciliazione, rappresentano il terzo binario ( dopo i tribunali e i giudici di Pace ) per dirimere le controversie aventi ad oggetto le seguenti tematiche:diritti reali, divisione, successione ereditaria, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento danni da responsabilità medica, diffamazione a mezzo stampa o pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, mentre a partire dal 20/3/2012 la conciliazione sarà obbligatoria anche per le liti condominiali e l’ infortunistica stradale. A seguito della riforma approvata l’anno scorso per un gran numero di cause civili non sarà più possibile far ricorso al giudice senza aver prima tentato la via della conciliazione di fronte ad uno degli organismi abilitati. Solo se l'accordo non si raggiunge si andrà in tribunale. Segreteria Forum C. C. M. Federico II
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